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Etna Nord, ricostruzione congelata. Intervista al sindaco di Linguaglossa Rosa Maria Vecchio

Da Andreadigrazia
Etna Nord, ricostruzione congelata. Intervista al sindaco di Linguaglossa Rosa Maria Vecchio Un nodo burocratico fra il comune di Linguaglossa e la Star impedisce la riapertura degli impianti

A che punto è la ricostruzione del polo turistico del versante Etna Nord? Sulle creste di Pizzi De Neri c’è già un primo strato di neve. Le condizioni meteo sono ottimali: vento di tramontana, nuvole fitte sopra i costoni, temperature in picchiata nelle ore più fredde. Ma anche quest' anno, a distanza di 9 inverni dall' eruzione, la stazione sciistica non verrà completata. Come mai? "E' un braccio di ferro che non porta a niente. Quello della Star è un atteggiamento ostruzionistico che spinge alla paralisi questa situazione ". La dottoressa Rosa Maria Vecchio, sindaco di Linguaglossa, proprio non ci sta a darla vinta alla società che detiene la leadership nel turismo d' alta quota sull' Etna. Il nodo burocratico che ostacola la messa in funzione dell' intero complesso di Piano Provenzana è legato ad un annosa diatriba fra l' amministrazione comunale e la Star. Quest' ultima ha recentemente ultimato la modernissima seggiovia “Puchoz”, dotata di comodi sedili a 4 posti. Per adesso è l' unica alternativa agli impianti del versante Sud. Dal completamento dello sklift “Coccinelle”, anche questo della Star, dipende il funzionamento degli altri due impianti, di proprietà del comune di Linguaglossa. Il primo fra questi, “Monte Conca”, è giunto al fine della sua vita tecnica. Il secondo, l' “Anfiteatro”, interessa molto alla Star, che ne reclama i diritti di utilizzo per 18 anni. In questo modo otterrebbe praticamente il monopolio nelle due stazioni sciistiche del vulcano. “Per Monte Conca è già pronto un progetto di ristrutturazione da 1.300.000 euro - spiega il sindaco - tuttavia la gara d' appalto è andata deserta. Un eventuale vincitore avrebbe avuto diritto all' utilizzo dei due impianti per ben 29 anni”. La Star non ha partecipato, ma vuole ottenere ugualmente i diritti per l' Anfiteatro. “Qualora dessi questa concessione – continua la dottoressa Vecchio - andrei contro gli interessi del comune di Linguaglossa, perché nessuna società esterna si assumerebbe l' onere della gestione del solo impianto di Monte Conca. Per uscire dall' impasse abbiamo proposto una concessione annuale da rinnovare fino a quando non verrà individuato un vincitore della gara d' appalto, ma la Star ha rifiutato". Se Monte Conca rimanesse inutilizzato, ne pagherebbero le spese i commercianti dello spiazzale antistante la sciovia. Per il momento la Star non rilascia dichiarazioni, ma al telefono, l' amministrazione conferma tutto. La società preferisce temporeggiare fino a che non si intraveda una prospettiva più allettante ed ha fermato il completamento del Coccinelle. Risultato? Lo sklift dell' Anfiteatro, perfettamente funzionante, rimarrà fermo per il nono anno consecutivo. Il comune non registrerà nessun introito, ma non rinuncerà a ciò che è suo. La Star, di contro, continuerà ad essere l' unica società all' attivo. Per il momento, quindi, la ricostruzione di Piano Provenzana sembra essere ancora congelata.

Andrea Di Grazia

Note

Quasi un decennio fa Piano Provenzana viene spazzata via. Nell’ estate del 2002, dopo la devastante eruzione che alcuni mesi prima aveva investito il Rifugio Sapienza, anche la stazione Nord è implacabilmente sommersa da più bracci di lava convergenti nell’ unico complesso turistico rimasto in attività. L’ impatto è catastrofico: l’ intero piazzale, in cui erano presenti una ventina di edifici, fra alberghi, ristoranti e negozi di souvenir, viene sommerso da una coltre di magma alta più di 5 metri. Con l’ apertura di nuovi crateri a bottoniera cambia completamente l’ orografia della zona colpita dall’ eruzione. Il 90% delle strutture è raso al suolo o subisce danni pesantissimi. In pochi giorni la naturale attività del vulcano decreta la fine del turismo sul versante di Linguaglossa.


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