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EXTENDED VOICES: MUSICA, VIDEO E RITRATTI DELLA VOCE CONTEMPORANEA, tre giorni di eventi alla Galleria Civica di Modena in occasione del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema della Natura, dal 16 al 18 settembre 2011

Creato il 14 settembre 2011 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo
EXTENDED VOICES: MUSICA, VIDEO E RITRATTI DELLA VOCE CONTEMPORANEA, tre giorni di eventi alla Galleria Civica di Modena in occasione del festivalfilosofia, dedicato quest’anno al tema della Natura, dal 16 al 18 settembre 2011

Nella foto: Demetrio Stratos, foto © Silvia Lelli & Roberto Masotti (1977)

La voce della coscienza – di petto, di testa, argentina, chiara, rauca, squillante, stridula, stentorea, profonda, bianca e in qualunque altro modo possa farsi udire – ci chiama a seguire (come si seguono “tracce” di un sentiero oppure si ascoltano, quelle incise) Extended Voices. Musica, video e ritratti della voce contemporanea, alla Galleria Civica di Modena dove (CLICCA: MAPPA) – organizzata insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – si svolgerà una maratona di iniziative curate da Claudio Chianura in occasione del festivalfilosofia, in programma a Modena dal 16 al 18 settembre 2011. Giacché il tema del festivalfilosofia 2011 è “Natura”, si è scelto di dedicare la ricognizione artistica alla voce, strumento naturale per eccellenza.

Così come la natura, la voce ama nascondersi. Viene da citare il frammento di Eraclito La natura ama nascondersi (fr. 116= Diels-Kranz, 22 B 123) proprio alludendo a quella natura originaria che, pur manifestandosi nelle cose rimane, nella propria essenza, occultata. E viene, con semplicità, da ricordare il gioco “bau-cette” (c’è una variante in quasi tutte le lingue del mondo) che serve a far gioire un bambino. (C’è anche un bel libro: si intitola “97 modi per far ridere un bambino”, di Jack Moore, editore Magazzini Salani). Con “BAU” la voce è grave, interrogativa, sospensiva. Con “CETTE!” diventa squillante, chiara, rivelatrice. Al “BAU” (accompagnato, solitamente, dal nascondimento del volto dell’adulto con una pezza) il bambino freme e ha quasi paura, mentre al “CETTE” esplode di soddisfazione e ride. Al principio la paura è reale, quanto, poi, il godimento per la ricomparsa della mamma. Dopo qualche settimana il bambino capisce il gioco e ne attende la ripetizione. Queste parole senza significato – pura voce – acquistano valore. Diventano lingua, relazione, rassicurazione. Dopo qualche anno, il bambino trasformerà “bau-cette” nel gioco meno costoso – meno elettronico – e più popolare del mondo: il Nascondino.

Ma la voce, da adulti – come la Natura di Eraclito – continua a giocare all’occultamento. Nasconde volentieri ciò che la genera. Studiosi canadesi della McMaster University – Hamilton, Ontario, Canada (clicca: mappa) – del dipartimento di Psicologia, Neuroscenze & Comportamento, hanno aperto il Voice Research Laboratory (sito: http://www.voiceresearch.org/ dove invitano anche a fare esperimenti online). Frutto di una indagine del Voice Research Laboratory è, per fare un esempio, che “gli uomini con alti livelli di testosterone hanno una voce più bassa, e le donne con rilevanti livelli di estrogeni hanno una voce più acuta” come illustra David Feinberg. Tra l’altro, Jillian O’Connor, che ha indirizzato lo studio espone: “In termini di strategia sessuale abbiamo riscontrato che sia gli uomini che le donne usano la tonalità della voce come un segnale di tradimento futuro. In particolare credono che siano portati a tradire le donne con un tono alto e gli uomini con un tonalità profonda”.

La voce parla di noi. Anche quando pensiamo che siano solo le parole a farlo. E’ nella sua natura.

La ricerca sulla natura della voce e sulle sue possibilità, anche estreme – in campo artistico – portarono Demetrio Stratos negli anni Settanta a risultati ai confini delle capacità umane: Stratos poteva padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni emessi contemporaneamente, con la voce). “La voce è oggi nella musica un canale di trasmissione che non trasmette più nulla(…) L’ipertrofia vocale occidentale ha reso il cantante moderno pressoché insensibile ai diversi aspetti della vocalità, isolandolo nel recinto di determinate strutture linguistiche” (Demetrio Stratos; Roberto Tagliaferri, Scipione Castello 56, La Voce Nomade, Ludovico Calchi Novati, Milano, Edizioni D’ARS, dicembre 2000)

Il bravissimo curatore Claudio Chianura è riuscito, alla Galleria Civica di Modena, a convocare negli spazi del Palazzo Santa Margherita performers che rappresentassero – sia nel campo della pura ricerca, sia in quello della tradizione rivisitata – alcune tra le massime espressioni della vocalità contemporanea.
Nelle tre sere del festivalfilosofia, all’interno del chiostro, Jaap Blonk, Sidsel Endresen, Joan La Barbara, Sergio Messina, Susanna Parigi, Sabrina Bizzo, Aurora Faggioli si alterneranno passando dalla canzone d’autore alla sperimentazione, dal jazz al dj set e al repertorio colto del Novecento.
Le sale espositive del Palazzo ospiteranno invece un vero e proprio omaggio – per immagini – alla voce, con un allestimento di ritratti fotografici di grandi cantanti fra i quali Demetrio Stratos, Joan La Barbara, Sidsel Endresen, Leena Conquest, Meredith Monk, Fatima Miranda.
Le fotografie si devono a Silvia Lelli, Roberto Masotti e Luciano Rossetti, che hanno voluto lasciare ciascuno una delle proprie fotografie alla raccolta della Galleria.
In sala grande anche tre proiezioni video che documentano altrettante performance vocali.

Il programma delle giornate
Galleria Civica di Modena, Palazzo Santa Margherita, corso Canalgrande 103, Modena
Extended Voices. Musica, video e ritratti della voce contemporanea

Sala Grande
Extended Voices
foto di Silvia Lelli, Roberto Masotti, Luciano Rossetti

proiezioni video:
Phil Minton, “Two Figures in a Vortex” (2008, 12’49”)/”A Stain on Silence” (2008, 30’)
Video: Helen Petts
David Moss, “Orpheus Audio Splatter” (2008, 48’)
Video: Andreas Tiedemann
Amelia Cuni, “Ashtayama, Song of Hours” (2009, 57’21”)
Video: Amelia Cuni/Uli Sigg

orari di apertura: venerdì 16 settembre ore 9.00-1.00, sabato 17 settembre 9.00-2.00, domenica 18 settembre 9.00-0.00

Chiostro

venerdì 16 settembre
ore 22.30
Jaap Blonk
Dr. Voxoid’s Next Move
ore 23.30
Sidsel Endresen
Solo Voice

Sabato 17 settembre
ore 22.30
Joan La Barbara
Solitary Journeys of the Mind
Recent music of Joan La Barbara
ore 23.30
Sergio Messina
Vox Morgana

ore 24.30
Notturno Stratos
di Claudio Chianura
anteprima del documentario
Notturno Stratos
sui trent’anni di assenza di Demetrio

Domenica 18 settembre
ore 22.00
Susanna Parigi
La lingua segreta delle donne
ore 23.00
Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli
Mother and Daughter in Concert

Biografie

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Sabrina Bizzo e Aurora Faggioli

Sabrina Bizzo, mezzosoprano, di Bolzano, si è diplomata al Conservatorio di Roma nell’80. Ha debuttato all’ Accademia Nazionale di S. Cecilia nel “Sogno di una di mezza estate” di Mendelssohn e nel “Manfred” di Schumann con Carmelo Bene, al Festival di Martina Franca. Ha inciso rarità del primo Novecento per conto della Discoteca di Stato, vinto diversi concorsi e a 25 anni è stata chiamata alla Scala di Milano come “doppio” del Tisbe nella “Cenerentola” di Rossini. Ha eseguito alla Piccola Scala prima lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi, poi “La Pietra del Paragone” di Gioachino Rossini. Specializzata in musica da camera italiana e straniera è stata diretta in numerosi concerti in Italia e all’estero da Roberto Abbado, Piero Bellugi, Bruno Rigacci e Daniel Oren, fra gli altri. Insegna canto lirico e da camera nei Conservatori statali e, dall’88, presso l’Istituto Musicale Vivaldi di Bolzano dove attualmente vive.
Aurora Faggioli (Bolzano, 1992), è figlia d’arte, (madre cantante e padre regista). Già a 14 anni si esibisce con successo come mezzosoprano di coloratura. Ha partecipato a rassegne, performance e festival in Italia e all’estero e alla mostra videografica “Il gesto del suono 2.0.”. Nel 2010 ha vinto il I° premio ex-aequo al 5° concorso internazionale di canto F.M. Martini di Mantova. Conseguita la maturità al Liceo Musicale F.A. Bonporti di Trento con il massimo dei voti nelle discipline artistiche è diplomanda in canto lirico.

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Jaap Blonk
Jaap Blonk (1953, Woerden, Olanda) è compositore, performer e poeta autodidatta.
Alla fine degli anni Settanta inizia a comporre musica e a suonare il sassofono, per arrivare, alcuni anni dopo a scoprire il suo potenziale come performer vocale. La sua voce per quasi due decenni diventa strumento principale per lo sviluppo di nuove sonorità. Intorno al 2000 Blonk inizia a lavorare con l’elettronica, utilizzando inizialmente campioni della propria voce, poi includendo sintesi di puro suono. Successivamente il suo interesse per la matematica lo porta a compiere ricerche sulle possibilità di composizione algoritmica per la creazione di musica, animazione e poesia. Fondatore e leader delle band Splinks (modern jazz, 1983-1999) e BRAAXTAAL (avant-rock, 1987-2005), ha anche una sua etichetta discografica (Kontras). Si è esibito in Europa, Stati Uniti, Canada, Indonesia, Giappone, Sud Africa e America Latina e ha collaborato con numerosi musicisti che lavorano nel campo della musica contemporanea e dell’improvvisazione come Maja Ratkje, Mats Gustafsson, Nicolas Collins, Joan La Barbara, The Ex, the Netherlands Wind Ensemble, the Ebony Band e con il visula artist Golan Levin.
A Modena presenterà Dr Voxoid’s Next Move, performance per sola voce che comprende brani storici di poesia sonora e pezzi originali del suo repertorio, liberamente interpretati dall’imprevedibile personaggio del Dottor Voxoid.

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Sidsel Endresen
Sidsel Endresen, considerata tra gli artisti che hanno maggiormente influenzato la tecnica dell’improvvisazione vocale, è da più di 30 anni sulla scena musicale norvegese. Nel corso degli anni ha attraversato vari generi, dal fusion e jazz-rock degli anni Ottanta al Camera-jazz degli anni Novanta, per arrivare alla libera improvvisazione, all’elettronica e alla nuova musica. La sua carriera conta diversi progetti da solista e varie collaborazioni con musicisti della scena internazionale jazz e contemporanea. Si è esibita da solista e con band, cori e orchestre sinfoniche in prestigiosi festival in Scandinavia, Inghilterra, Canada Cina e Giappone. Ha realizzato 16 album e ha collaborato con diverse realtà musicali come Trondheim Jazzorkester&Kim Myhr, Das Mollsche Gesetz, Terje Isungset,Nils Petter Molvær, Bugge Wesseltoft, Huntsville, Jon Balke, Django
Bates, Christof Lauer, Trygve Seim, Jan Bang, SPEEQ, a.o.
E stata definita dai media come la cantante jazz più innovativa d’europa, anche se lei stessa non si considera solamente una cantante jazz, il suo lavoro infatti è influenzato anche da altre fonti come le espressioni vocali contemporanee ed etniche. Sidsel Endersen si è sempre mossa verso nuove direzioni per rinnovare la sua musica e per cambiare il tradizionale ruolo del cantante. ed ha
sviluppato il suo proprio originale stile improvvisativo e il suo personale “linguaggio” astratto, fonetico basato sulla sua esplorazione sonora della voce umana. I suoi concerti da voce solista sono intimi e minimalisti, vuotati da qualsiasi effetto sonoro elettronico.

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Joan La Barbara
Joan La Barbara è compositrice, performer e soundartist statunitense, riconosciuta a livello internazionale per il proprio ruolo pionieristico nell’esplorazione e nell’espansione delle potenzialità della voce umana, intesa come strumento polimorfo che apre ad infinite possibilità creative. Già a partire dagli anni settanta sviluppa un vocabolario sperimentale di tecniche vocali, dove multiphonics, circular singing, ululati e suoni gutturali diventano una sorta di proprio “emblema sonoro”. Significativi in questo senso sono i titoli di alcuni album, come “Voice is the Original Instrument”, “Shamansong”, “Joan La Barbara Singing through John Cage” o “Sound Paintings”.
Composizioni per più voci, ensembles da camera, teatro musicale, orchestra e tecnologie interattive, si affiancano a numerose commissioni per concerti, opere teatrali e radiofoniche. Ha collaborato con artisti come Merce Cunningham, Peter Gordon, Christian Marclay, Bruce Nauman, Woody Vasulka e Lawrence Weiner; tra i compositori per i quali ha lavorato, John Cage, Morton Subotnick, Robert Ashley, Philip Glass e Robert Wilson, Morton Feldman.
Messa di Voce, un’opera interattiva realizzata insieme a Jaap Blonk, Golan Levin e Zachary Lieberman, presentata per la prima volta nel 2003 al festival Ars Electronica di Linz, ha ricevuto la menzione d’onore al Prix Ars Electronica del 2004. Nel 2008 La Barbara è stata premiata con l’American Music Center’s Letter of Distinction per i contributi significativi nel campo della musica americana contemporanea.
L’artista attualmente esamina i meccanismi del dialogo interiore ed i suoni della mente. Non a caso per Extended Voices presenta Solitary Journey (2011), composizione in tempo reale che riflette sull’espressione estemporanea del suono ed il meccanismo di selezione del compositore/ performer.
A Modena presenta anche Gatekeeper (2009, 2010 revisited) per voce amplificata e sonic atmosphere, un viaggio solitario nei labirinti della mente, ispirata alle complessità dei costrutti verbali di Virginia Woolf, ai frammenti onirici di Joseph Cornell e alle oscure atmosfere di Edgar Allan Poe.

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Sergio Messina
Musicista, autore, performer e docente di sound design, Sergio Messina esordisce nel 1975 nell’emittente Roma 103. A metà degli anni ottanta inizia la collaborazione con AudioBox, programma di sperimentazione radiofonica di Rai-Radio Uno, stesso periodo in cui dà avvio alla produzione di installazioni sonore e di musiche per la radio e il teatro. Nel ’92 lavora con Kunstradio, spazio pionieristico di radioarte della ORF, emittente nazionale Austriaca.
Sul fronte discografico produce Curre Curre Guagliò (Flying) dei 99 Posse nel 1993 per uscire l’anno dopo con il suo primo album La Vendetta del Mulino Bianco (RadioGladio Records). Iniziano così le note collaborazioni con Casino Royale, Aeroplanitaliani, LHP/Piombo a Tempo, Disciplinatha e Technogod.
Nel 1995 partecipa a Horizontal Radio, il primo esperimento di radiofonia globale via internet, mentre nel ’99 dà vita a Radio Lilliput, sito dedicato al rapporto tra musica e tecnologia che ha offerto, per circa un anno, la possibilità di fare radio via rete, da casa, a chiunque ne facesse richiesta.
Dal ’96 è titolare di una pagina di opinioni sul mensile musicale Rumore. Scrive inoltre sulla rivista Insound e ha una rubrica fotografica sulle sessualità alternative su Rolling Stone Italia.
A Modena presenta Vox Morgana, la ri-sonorizzazione del film Fata Morgana di W. Herzog (1970), in cui l’artista sceglie di intervenire su un film recente – dunque già dotato di audio – sostituendo la musica con una suite eseguita dal vivo e composta di decine di frammenti di sonorità vocali di ogni provenienza.

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Susanna Parigi
Autrice, pianista e cantante, Susanna Parigi è stata pianista di Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia e vocalist di Raf, suona la fisarmonica, canta, scrive testi, musica e arrangiamenti delle sue canzoni. Chansonnière fiorentina poi trapiantata a Milano, propone un genere originalissimo che potrebbe essere definito “pop letterario”.
Sostenuta da artisti come il fotografo Sebastião Salgado e il filosofo Umberto Galimberti, diplomata in pianoforte, insegna nei conservatori di Trento e di Novara.
Ha collaborato con il celebre chitarrista statunitense Pat Metheny, la cantante israeliana Noa e il bassista e stickista statunitense Tony Levin.
A luglio 2010 ha vinto il Festival Teatro Canzone G. Gaber insieme a Piero Sidoti e il premio dedicato a Giorgio Lo Cascio.
Il precedente Cd “L’insulto delle parole”, con la presentazione di Pasquale Panella, e la partecipazione degli Arché, ospitava nei contributi video: Pino Arlacchi, Corrado Augias, Lella Costa, Cesare Fiumi, Kaballà, Leonardo Manera, Andrea Pinketts, Bruno Renzi e Marco Travaglio.
Nell’ultimo lavoro, “La lingua segreta delle donne”(in collaborazione con Angsa Lombardia onlus), 10 brani di cui 9 inediti, l’apertura dell’album è affidata alla voce recitante di Lella Costa, un brano è scritto con Ferruccio Spinetti e i contributi video sono di: Gianna Schelotto, Pamela Villoresi, Ottavia Piccolo, Teresa De Sio, Curzia Ferrari.
Questi i suoi lavori precedenti: “Susanna Parigi” (1996); “Scomposta” (1999); “In Differenze” (2004); “In Differenze: il dvd” (2007) in collaborazione con Medici Senza Frontiere; “L’insulto delle parole” (2009).

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Silvia Lelli e Roberto Masotti
Silvia Lelli e Robero Masotti sono fotografi affermati a livello internazionale, specializzati nell’ambito della musica classica, contemporanea, jazz e sperimentale.
La loro attività artistica inizia parallelamente alla collaborazione con la Cramps di Gianni Sassi negli anni ’70, con Demetrio Stratos e gli Area. Nati a Ravenna, dal 1974 vivono a Milano.
Silvia Lelli ha studiato architettura a Firenze e Roberto Masotti, nella stessa città, industrial design. Insieme al Teatro alla Scala come fotografi ufficiali dal 1979 al 1996, svolgono la loro attività tra musica, teatro e danza. Soprattutto la musica è protagonista della loro ricerca sull’immagine e di tante esposizioni e progetti editoriali: mentre la musica classica è rimasta un terreno sostanzialmente comune, Roberto Masotti ha fotografato dai primi anni Settanta ad oggi i più importanti protagonisti della musica jazz, rock, della musica contemporanea e sperimentale, da Keith Jarrett a Miles Davis, Demetrio Stratos, Jan Garbarek, Franco Battiato, Arvo Pärt, John Cage. Dal 1973 collabora con la casa discografica tedesca ECM
Silvia Lelli ha dedicato il suo lavoro alla danza, al teatro, all’opera, testimoniando su fondamentali sperimentazioni delle avanguardie, come Pina Bausch, Tadeusz Kantor, Pier’Alli, Merce Cunningham. Segue da lungo tempo il lavoro di Riccardo Muti, dell’Orchestra Cherubini e della Filarmonica della Scala e ha interpretato a più riprese figure come Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Giuseppe Sinopoli, Maurizio Pollini, Placido Domingo, Carla Fracci, Luciana Savignano, e altri ancora.
Roberto Masotti ha realizzato diversi lavori visivi in rapporto alla scena teatrale e musicale. I più recenti sono: la grande installazione Life-Size-Acts al Novara Jazz Festival 2007 che comprende fotografie a grandezza naturale di musicisti, video, disegni, oggetti, accompagnati da due video e dai suoni, elaborati da DJ Spooky nonchè la partecipazione al concerto dell’Orchestra Napoletana di Jazz diretta da Mario Raja (ospiti Randy Weston, Meg, Raiz, Don Moye) per Pomigliano Jazz Festival 2008 in cui sono stati proiettati tre video. Inoltre, la serie di ritratti fotografici di musicisti contemporanei (dagli anni ’70 ad oggi) You Tourned the Tables on Me è stata inclusa nell’allestimento della mostra Il secolo del Jazz curata da Daniel Soutif e promossa dal Museo M.A.R.T. di Rovereto e nelle tappe successive di Parigi e Barcellona.

Hanno realizzato esposizioni legate alla scena musicale e teatrale: “Musiche, vedere come sentire”, (Torino Fotografia 1981, Tokio nel 1995), “Note Sparse: la musica delle immagini” ( Sadurano 1994 – Brescia 1997/98 – Milano1998), “Il caso Makropulos” (Torino1994), “Giuseppe Sinopoli, attimi, sguardi” (Taormina 2005).
Portano avanti una ricerca sulle convergenze tra fotografia e linguaggi multimediali con videoinstallazioni come: Per Exempla: Falstaff ( Ravenna 2001), Note Sparse (Padova, Pomigliano D’Arco 2006 con il compositore Stefano Battaglia) e in multivisione Ravenna, recenti memorie (Ravenna 1987).

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Luciano Rossetti
Nato nel 1959, vive e lavora in provincia di Bergamo.
Collabora con case discografiche (ECM, Cam, Soul Note, Splasch, Philology, NuBop) e con riviste Jazz (Musica Jazz, Jazzman). Per loro ha fotografato alcuni tra i più importanti musicisti italiani ed internazionali, realizzando oltre un centinaio di progetti discografici.
E’ fotografo ufficiale di festival musicali e rassegne teatrali, oltre a seguire alcuni tra i più importanti festival in Italia e all’estero.
Nel 2007 ha organizzato il 1° Convegno “Tra Fotografia e Jazz” a S. Anna Arresi (CA).
Iscritto all’Albo dei Giornalisti della Lombardia, da oltre 10 anni espone i suoi lavori in mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Urbino, Fano, Milano, Repubblica S.Marino, Bergamo, Cormons, Padova, Terni, Roma, Perugia, Modena, Firenze, Mantova, Bastia-FR, Iseo, Vicenza, Clusone, S.Anna Arresi, Novara, Rozzano, New York).
Lavora sia in digitale che in analogico, curando personalmente il lavoro di camera oscura.
Ha diretto la redazione fotografica del bimestrale “Jazzit” per 5 anni, attualmente collabora con la Redazione Spettacoli di un quotidiano.
E’ tra i soci fondatori dell’Agenzia di Fotografi di Spettacolo “PHOCUS”.

Organizzazione e Produzione
Galleria Civica di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena

Media Partner
InSound
Auditorium Edizioni

Ingresso gratuito

Ufficio Stampa Clp, Milano, tel. +39 02 433403

Ufficio Stampa Galleria Civica di Modena, Cristiana Minelli
tel. +39 059 2032883, galcivmo
immagini e comunicati scaricabili nell’area giornalisti del sito della galleria

Informazioni Galleria Civica di Modena, corso Canalgrande 103, 41121 Modena
tel. +39 059 2032911/2032940 – fax +39 059 2032932
www.galleriacivicadimodena.it
Museo Associato AMACI

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