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Family Trainer: un aiuto per tutti i genitori

Da Massimo Silvano Galli @msgdixit
Family Trainer: un aiuto per tutti i genitoriIl Family trainer è una figura professionale, altamente specializzata, con competenze che coprono le diverse fenomenologie (non necessariamente problematiche) che sempre si manifestano in seno alle famiglie e che comprendono: la cura, lo sviluppo e l'educazione dei figli, il progetto genitoriale, ma anche le (non scindibili) dinamiche di coppia e le esigenze o le difficoltà dei singoli in ognuna di queste complesse interazioni.
Si tratta di un intreccio di legami, emozioni, esigenze, sfide, attenzioni che, se fino a qualche anno fa, sembravano scorrere lungo canali preordinati e dagli argini ben definiti, oggi paiono aver rotto ogni rassicurante barriera protettiva e tracimano in ogni dove, con gran confusione di ruoli, direzioni, senso, obiettivi.
Oltre vent'anni di esperienza e di intervento sul campo ci hanno mostrato come, proprio la famiglia, più di ogni altro soggetto sociale, sia oggi al centro di una tempesta ben più squassante di quella che, negli anni Sessanta, psicologi e sociologi si erano lanciati a pronosticare.
Le motivazioni di tale situazione sono assai articolate e non riducibili a questa breve riflessione. Per semplificare potremmo dire che, se fino a qualche decennio or sono, fare il genitore era, per i più, un gesto naturale e conseguente alla figliazione, oggi quel gesto ha perso ogni naturalità gettando su ogni azione che ieri sembrava dovuta e normale, il peso del dubbio: "È giusto quello che sto facendo?", "Sto davvero aiutando mio figlio o rischio di danneggiarlo?", "Come posso fare per..."... Queste e altre domande attraversano quotidianamente la mente della gran parte dei genitori di nuova foggia e, in assenza di risposte, generano spesso la più negativa delle conseguenze: la paralisi.
Quando poi alle condizioni di “normalità” si sostituiscono situazioni di emergenza o patologie conclamate, la paralisi rischia di divenire (ovviatamene) anche più drammatica.
Abbiamo già accennato, in diversi articoli, la condizione di fragilità che sembra avvolgere gli uomini e le donne della nostra contemporaneità: una società paralizzata dalla paura del trauma cui corrisponde un'etica terapeutica che promuove non tanto l'autorealizzazione e l'autonomia degli individui, quanto la loro autolimitazione, generando, di fatto, una trasversale e mai come oggi esasperata vulnerabilità, che mai si era vista prima su cosi larga scala.
Beninteso, non che i "genitori di ieri" non si ponessero domande o non avessero timori, ma erano sorretti da una vasta serie di ben definite risposte; risposte non sempre corrette, per carità, ma certo in grado di fronteggiare la realtà, di evitare la paralisi, compreso quell'evitare che induce al (comunque inevitabile) errore, all'insuccesso, alla caduta. Inoltre, e non è poco, erano attorniati da istituzioni cui ruoli ben definiti consentivano, ad esempio, la delega di alcuni aspetti della crescita e dell'educazione -si pensi, in questo senso, all'abusato ma calzante esempio della scuola che, invece, oggi, ha totalmente abdicato ogni responsabilità educativa e quasi totalmente quella formativa, riducendosi ad una sorta di certificatore di strumenti e competenze che vengono abilitati altrove.
Insomma, la quantità delle responsabilità che il genitore si trova a dover gestire, a cui è demandato e delle quali si sente obbligato a farsi carico, si contrappone alla progressiva svalutazione delle sue “naturali” pratiche educative, minacciate da modelli di "adeguatezza certificata", da pericoli, da quantità di incombenze e attenzioni che, ramificandosi esponenzialmente, sembrerebbero richiedere un genitore perfetto, dotato di un modus educandi senza difetti con cui il genitore vero e in carne e ossa è continuamente costretto a confrontarsi, restandone spesso svilito e maturando quel senso di impotenza che ha enormi responsabilità nel generare quella paralisi educativa che rappresenta oggi la più ingente minaccia al benessere delle nuove generazioni.
Si aggiunga a questo la radicale mutazione delle possibili minacce cui ogni genitore è per vocazione chiamato a contrapporsi, minacce che, rispetto a ieri, si sono fatte estremamente più subdole e mascherate di una normalità che induce alla sottovalutazione. Per fare un solo esempio tra i tanti, si pensi al passaggio dalle tossicodipendenze di ieri, alle cosiddette dipendenze tossiche di oggi; passaggio che allarga a dismisura il range della pericolosità aprendosi -appunto- a una più generica dipendenza non solo riferita alle droghe, ma a tutte quelle condizioni che, secondo alcuni, ci hanno immerso in una vera e propria economia del godimento dove fa da padrone la ricerca del piacere a ogni costo e la conseguente abolizione di ogni sacrificio, condizione ogni -ahìnoi- visibile in ogni età della crescita umana.
Il Family Trainer, accompagna le famiglie che sono toccate da una delle infinite problematiche che attraversano la contemporaneità o che, semplicemente, vogliono cercare preventivamente di evitarle, valorizzando le loro esperienze e le loro appartenenze, ma anche promuovendo uno sguardo autocritico sul loro sapere e le loro pratiche educative affinché le loro relazioni si aprano a nuove possibilità e orizzonti di benessere.
L'intervento del Family Trainer non è intrapsichico, ma eminentemente pragmatico e solutivo della problematica che rende disfunzionale una determinata relazione o un determinato comportamento. Insomma, non ci si chiede "Perché accade?", ma: "Cosa accade è come facciamo a far si che non accade più?".
Agendo strategicamente sulla situazione problematica, attraverso adeguate tecniche e strategie, il Family Trainer accompagna le famiglie alla risoluzione del disagio che le affligge, aiutandole altresì a ritrovare adeguate modalità per prevenire o, nel caso, gestire in autonomia possibili future difficoltà. 

ALCUNE DELLE QUESTIONI CHE COME FAMILY TRAINER TRATTIAMO NEL CENTRO LOGOPAIDEIA

Desiderio, concepimento e attesa di un figlio--- Gestione del neonato nei primi giorni e mesi di vita --- Gestione dei primi anni dell’infanzia --- La prima alimentazione --- Quando il bimbo non dorme o dorme male --- Gestione dei capricci --- Impartire le prime regole --- Il distacco da mamma e papà --- La nascita del linguaggio e le eventuali prime difficoltà --- Allenare all'autostima --- Superare le paure, il dolore, la rabbia --- Difficoltà di ingresso e percorso nella scuola primaria  --- Quando il bambino non dorme nel suo letto --- Gestione dei primi compiti scolastici --- Se papà e mamma si separano --- Educazione alle autonomie --- Problematiche legate delle relazioni con il gruppo dei pari --- Morte di un famigliare e gestione del lutto --- Quando il bambino non vuole andare a scuola --- Quando il bambino dice bugie e parolacce --- Passaggio dall'infanzia alla pre-adolescenza --- Difficoltà nella relazione con il proprio corpo --- Gestire il desiderio e i desideri --- Difficoltà con il gruppo dei pari o con l’altro genere --- Disturbi dell’alimentazione --- Gestione dello sviluppo identitario --- Problematiche e situazioni preventive legate all'adolescenza --- Quando il piacere diventa un problema --- Gestione del conflitto e della comunicazione con i genitori --- Gestione e prevenzione dei comportamenti a rischio --- Tossicodipendenze e dipendenze tossiche --- Internet, videogiochi e altre dipendenze --- Il manifestarsi della sessualità --- Orientamento scolastico al termine della scuola media --- Problematiche e situazioni preventive legate all'ingresso nell'adultità --- Gestione e prevenzione dell’orientamento universitario o lavorativo --- Situazioni in cui il figlio non fa nulla e non ha voglia di fare nulla --- L’uscita di casa --- La sindrome del nido vuoto ---etc. etc.

Massimo Silvano Galli

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