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Festival di Venezia – Incontro con Mia Wasikowska e John Curran

Creato il 30 agosto 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Secondo film in concorso di Venezia 70, Tracks è il racconto di un viaggio dell’anima. Quello intrapreso da Robyn Davidson, nel deserto australiano, alla fine degli anni ’70. Un lungo percorso in solitaria, con la sola compagnia di un cane e di quattro cammelli, durato sette mesi. Un viaggio documentato da National Geographic e poi diventato un romanzo che ormai è un classico in patria. A portarlo sullo schermo, oggi, è il regista John Curran, apprezzato qualche anno fa per il melodramma Il velo dipinto, che ha diretto nel ruolo della Davidson l’attrice australiana del momento Mia Wasikowska, che dopo Alice in Wonderland sta scalando a grandi passi la lista dello star system internazionale. La scelta della Wasikowska è stata in realtà una richiesta esplicita della Davidson, che insieme alla giovane interprete e allo stesso regista è arrivata a Venezia per presentare il film.

Robyn Davidson, perché proprio Mia Wasikovska?
Robyn Davidson: E’ stata una scelta ovvia. Innanzitutto volevo che a interpretare la mia storia fosse un’attrice australiana. E poi Mia mi aveva colpito in alcuni film. Quando l’ho conosciuta ho trovato in lei una rara profondità, che è una qualità speciale per un’attrice. Abbiamo passato insieme tre giorni nel deserto, volevo mostrarle i luoghi del mio viaggio e farla familiarizzare con i cammelli. Non sapevo come avrebbe reagito al primo contatto con questi animali, e invece ci si è rapportata subito con grande forza. Quando l’ho rincontrata dopo qualche mese l’ho trovata tramutata in una versione di me stessa. Credo che non potessi trovare un’attrice migliore di lei per questo ruolo.

Mia Wasikowska, per te com’è stato interpretare il ruolo di Robyn e come è stato lavorare con lei?
Mia Wasikowska: Il film mi ha coinvolto per quasi due anni, e quando ho letto la sceneggiatura mi sono subito innamorata del personaggio. Poi ho letto il libro e ho familiarizzato ancora di più con l’anima di Robyn, il suo carattere, ma ammetto che avevo paura d’incontrarla. Successivamente, quando siamo andate insieme nel deserto, abbiamo passato tre giorni fantastici insieme e ho avuto la fortuna di conoscerla ancora meglio.

Cosa ha rappresentato per te partecipare a questo progetto?
Mia Wasikowska :Questo progetto è arrivato in un momento molto particolare perché non giravo un film in Australia da quando avevo diciassette anni. Tracks mi ha dato la possibilità di tornare in contatto con le mie radici australiane e la storia australiana, tant’è che poi, dopo le riprese, ho deciso di tornare a vivere lì, di rimettere la mia vita professionale con la mia vita personale.

Come ti sei trovata a lavorare con i cammelli?
Mia Wasikowska: Benissimo, è un peccato che si facciano pochi film con i cammelli, perché sono gli animali che collaborano meglio con il cinema. Erano più bravi di me sul set.

John Curran, quali sono state le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare girando nel deserto?
John Curran: Le distanze rappresentano il problema più grande. Uscire tutti i giorni e andare in quelle località così remote, implica lunghi spostamenti quotidiani. Ma sono comunque posti bellissimi per ambientarci un film e fortunatamente abbiamo girato in un periodo dell’anno in cui non faceva molto caldo.

Robyn, lei è soddisfatta del risultato del film?
Robyn Davidson: Molto, ma voglio dire che la mia esperienza è una cosa, il libro un’altra e il film un’altra ancora. Il film di John non è una traduzione fedelissima del libro, ma trasmette perfettamente il suo spirito.

foto Federica De Masi © Oggialcinema.net

di Antonio Valerio Spera per Oggialcinema.net


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