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Filler killer!

Creato il 02 settembre 2010 da Lauradenu
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FILLER KILLER!di LauraDenu

Sottoforma di nota, sostituisco il video testimonianza postato l'anno scorso e che immagino abbia creato preoccupazione in giro. Ma di solito quando ballo io continuo a ballare ed è per questo che continuo la mia piccola e personale battaglia contro l'uso indiscriminato e disattento dei "filler" (impianti di sostanze liquide tramite piccole iniezioni), che in genere servono a riempire e rimodellare i tratti facciali.
E' sempre con un certo sgomento che ripercorro certe strade, senza uscita!Le persone transessuali, soprattutto gli mtof, spesso, e non per un capriccio ma per femminilizzare un volto che geneticamente e strutturalmente si sviluppa in una direzione anzichè in quella desiderata, ricorrono a questi trattamenti per addolcire e modificare i tratti facciali. Spesso con buoni risultati, se ci si rivolge ad un esperto consapevole e non compiacente come accadeva agli inizi degli anni '80 quando le trans iniziavano ad avere una certa visibilità e questa visibilità tentava di essere il più uniformata possibile allo stereotipo della bambolona straripante e strabordante.

Su questo fertilissimo terreno alcuni famosi chirurghi estetici (nel mondo trans), toscani e romani, costruirono capitali economici inestimabili prestando la loro opera (strozzinaggio) alle transessuali che ne facevano richiesta, regalando l'illusione di un sogno altrettanto inestimabile. Quello di trasformare un ometto insignificante in una "femmina" bellissima, ma soprattutto che non avrebbe trainato con sè, nessun segnale della sua precedente identità, del suo genere di partenza.
Insomma, il trend dei labbroni e degli zigomi a quattro motori non è così recente. Già alla fine degli anni '70, arrivavano in Italia chirurghi brasiliani e americani per impiantare protesi mammarie e la "primadonna" dei filler, l'olio di silicone liquido. Un veleno molto affascinante e altrettanto criminale. Tanto quanto quei chirurghi che con mano artistica lo modellavano sui volti di chi cercava "a qualsiasi prezzo", in senso letterale, un'alternativa permanente a quella faccia sbagliata nel corpo sbagliato.

Esplodeva l'era in cui le transessuali affollavano i viali notturni delle cascine a Firenze, anni in cui eravamo all'apice dell'immaginario erotico collettivo di mezza Italia, che pagava fior di quattrini in cambio di 20 minuti con queste misteriose cyber-woman arrivate chissà da quale pianeta inesplorato.Proprio a Firenze avevano (hanno) se non sono trapassati vista l'età di allora, c'erano i due maghi della "femminilizzazione delle trans", autentici sfruttatori della prostituzione che soprattutto a quei tempi, prima della legge 164, riempivano i loro studi di disgraziate in cerca di quel sogno "senza precedenti" e visto il loro successo, probabilmente lo era davvero.
Ci si prostituiva per avere il naso di quello e il seno di quell'altro. Le labbra di tizio e i fianchi si sempronio. Una vera catena di montaggio, un ricatto autentico che questi personaggi machiavellici, avevano costruito su misura per la comunità trans.

Era il 1995 quando a causa di problemi esistenziali fortissimi, ero sprofondata in una forte depressione che mi aveva consumata. Fu allora che incontrai quello che nel video ho chiamato "LA BESTIA".A causa del mio dimagrimento eccessivo, mi rivolsi ad uno di quei medici compiacenti, oltretutto low cost, a differenza dei baroni fiorentini, del tutto ignara di quale direzione avrebbe preso la mia vita. "Massì, due punturine per addolcire i lineamenti, sono troppo dimagrita"! Non c'entravano gli zigomi a quattro motori e i fianchi alla Marini. Il mio unico obiettivo, ovviamente guidata da un grosso stress, era solo quello di recuperare i chili che avevo perduto, più in fretta, con pochi soldi e due punturine da dilettanti (pensavo).
Incontrai questo pseudo-medico a casa di una conoscente, proprio come i botox party attualissimi. E dopo cinque o sei (non ricordo) infiltrazioni del siero della felicità, raggiunto il risultato chiesto e desiderato, tornai a concentrarmi alle tante altre questioni a cui non bastava una punturina affinchè si risolvessero, no di certo!

Un anno dopo arriva "LA BESTIA"!
- 12 anni di ospedalizzazione
-32 interventi chirurgici
- 30 anestesie generali
- Paralisi muscoli frontali
- Paralisi palpebra superiore occhio sinistro
- Ispessimento del tessuto cutaneo di oltre tre cm.
- Fibrosi grave a carico di tutti i tessuti molli del volto (la faccia di pietra)
- Granulopatie diffuse e non più trattabili chirurgicamente
- Mobilità dei muscoli facciali compromessa al 90%
- Apertura massima della bocca due cm. (normale 6 cm.)
- Sensibilità facciale quasi inesistente
- Fistola parotidea (chiandola salivare più importante)
- Necrosi diffuse nelle zone più compromesse
- Ricoveri semestrali per rimozione (pericolosa) granulomi
- Infezioni ed infiammazioni periodiche trattate con grossi dosaggi di cosrtisonici ed antibiotici
- Tre innesti di cellule staminali nel tentativo (fallito) di una parziale reazione rigenerativa tissutale
- Innesto cutaneo guancia sinistra diametro 4 cm a causa di una necrosi non trattabile farmacologicamente
- Compromissione dell'articolazione temporo-mandibolare bilaterale
- Vergogna
- Senso di colpa
- Rabbia
- Non avere perdono verso me stessa per essere stata tanto disattenta
- Un'equipe di chirurghi che oltre alla competenza tecnica, mi hanno accolta e coccolata con grande coinvolgimento affettivo.
- Gli amici
- La famiglia
- La follia
- Tutto quello che ho perso per strada
- Tutto quello che non potrò più rivendicare e recuperare
- Tutto ciò che ne resta
- Poco
- La voglia di gridare
- La voglia di fare silenzio
- La necessità di continuare a sfamarmi, di sogni, di progetti e speranze.
- Questo è quello che resta a tempo indeterminato.

Se pensate che la vostra faccia abbia bisogno di un "aiutino", pensateci fino a perdere i sensi. Siamo donne transessuali e non biologiche ed è su questo che dobbiamo costruire la nostra affermazione.Non su una faccia ed un corpo che ci renda "irriconoscibili" con gli altri e in mezzo agli altri. Se decidete di avere un approccio con queste pratiche mediche, fatelo con attenzione, e solo in mani esperte e non compiacenti.

Grazie alla prof.ssa Maria Giuseppina Onesti e al prof. Niccolò Scuderi, del dipartimento di chirurgia plastica e ricostruttiva del policlinico Umberto I di Roma.

Io non sono una vittima in questa faccenda, ma la protagonista. Soltanto una che ha fatto un brutto incontro!


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