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Fotoreportage: Steve McCurry a Roma

Creato il 31 gennaio 2012 da Witzbalinka

Il Museo di Arte Contemporanea di Roma MACRO mette in mostra fino al 29 aprile, al Centro di produzione culturale La Pelanda, l’opera del fotografo statunitense Steve McCurry. L’esposizione è un omaggio a uno degli esponenti più importanti del fotoreportage contemporaneo che ha ricevuto in varie occasioni il premio World Presso Photo, uno dei riconoscimenti più considerevoli al mondo.

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L’opera di McCurry è ampliamente conosciuta in Italia ed è diventata un punto di riferimento per gli amanti del fotoreportage, nonché dei giovani che hanno potuto vedere il mondo attraverso i suoi occhi. È stato questo il motivo per cui il Museo MACRO ha voluto mettere in mostra l’opera di questo artista: un omaggio tutto all’italiana al grande fotografo.

L’esposizione è commissariata da Fabio Novembre che ha selezionato personalmente i 200 migliori lavori di McCurry nei suoi 30 anni di professione. A parte l’immancabile ritratto della bambina afgana dagli occhi verdi, verranno presentate una serie di opere più recenti che vanno dal 2009 al 2001, come quelle realizzate in Tailandia e Birmania che includono una serie spettacolare dedicata al buddismo, o quelle realizzate a Cuba.

Steve McCurry è nato a Philadelphia, Stati Uniti, nel 1950. Inizia come fotografo per un giornale locale. La sua prima incursione fuori dagli USA la realizza in India dove realizza un interessante lavoro che ha l’obiettivo di catturare il complesso mondo delle caste e la miseria nel mezzo della bellezza scenica ed estetica data dal paesaggio e dalla cultura ancestrale. Nel 1978 si trasferisce in Afghanistan dove rimane fino al 1992. L’immagine della bambina afgana è la foto che senza dubbio l’ha reso famoso in tutto il mondo: nel 1985 il National Geographic la pubblica e la ripercussione mediatica è notevole. Viene riprodotta da tutti i mezzi dell’epoca e negli anni successivi viene considerata una delle immagini più importanti del XX secolo.

Questa fotografia è stata fatta da McCurry a Sharbat Gula, una bambina di 12 anni dell’etnia Pashtun in un campo profughi in Pakistan. Venne a conoscenza del suo nome 20 anni più tardi quando, tornato in zona, la ritrovò a 30 anni con tutti i segni delle fatiche e dei dolori della guerra sul viso.

McCurry lavorerà poi in zone di guerra come Beirut, la Cambogia, il Kuwait, l’ex Jugoslavia e la zona dei Balcani. Le sue fotografie ci raccontano gli orrori della guerra e la perdita dei limiti della ragione che si producono attraverso questi conflitti.

 

Per maggiori informazioni: http://www.macro.roma.museum/mostre_ed_eventi/mostre/steve_mccurry

 

Nancy Guzman Only-apartments Author
Nancy Guzman

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