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George Clooney chiede ai guerrafondai ‘umanitari’ di salvare il Sudan

Creato il 19 marzo 2012 da Tnepd

Aaron Dykes
Prison Planet

Abbiamo a che fare con l’epoca della guerra in nome della pace. La Dottrina della Responsabilità di Proteggere (discussa di seguito) è un deliberato appello alla  guerra preventiva. Questo problema è stato attentamente creato dalle stesse persone maggiormente responsabili per la guerra in Libia, che ha contribuito a mettere al Qaeda al potere e ha portato ad un genocidio dei neri e alla pulizia etnica. E’ ora che ci rendiamo conto dell’agenda nascosta dietro le crisi "umanitarie"  orchestrate ad arte.

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L’attore George Clooney presta il suo volto celebre per mettere in luce la crisi in Sudan, aggiungendo un’altra copertura alle richieste "umanitarie" per un intervento in Africa, in coincidenza con l’esperimento sociale KONY 2012 per inviare le truppe in Uganda. Clooney ha appena finito di mettere in scena un arresto davanti all’ambasciata sudanese.

Guardando dietro questa propaganda strappalacrime, è estremamente significativo che il compagno di corsa di Clooney in questa missione sudanese è John Prendergast, che non è solo un "attivista per i diritti umani", come capo della ONG Enough Project, ma è anche un ex membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale e Dipartimento di Stato. E’ stato assistente dell’attuale ambasciatore alle Nazioni Unite Susan Rice, compagno di letto dell’attuale ‘addetta ai diritti umani’ del National Security Council  Samantha Power e membro dell’ International Crisis Group, guidato da George Soros e Zbigniew Brzezinski.

Articolo correlato: Forbes: Come Enough Project e Global Witness rendono la vita più difficile in Congo

Questo pedigree dovrebbe far sollevare le sopracciglia a qualsiasi persona pensante. Se pensate che gli stessi gruppi che stanno conducendo guerre in tutto il mondo saranno i salvatori di queste vittime, ripensateci.

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In questo video, alcuni sudanesi sui Monti Nuba apparentemente stanno mostrando cartelli in inglese per chiedere giustizia alla Corte Penale Internazionale e per chiedere all’Occidente una "No Fly Zone." Questi cartelli sono chiaramente falsi, in quanto mostrano parole d’ordine scelte perché sono parte di una grande agenda realizzata da lungo tempo da artisti del calibro di George Soros, Samantha Power e altri. Il compagno di viaggio John Prendergast fa espressa menzione alla "Responsabilità di Proteggere", questa dottrina rinnovata per alimentare un appello per un’altra guerra preventiva in nome dell’umanità.

Da Esquire : Per il suo ritratto Cube, Samantha Power e John Prendergast, fondatore del progetto Enough, sono insieme a cinque sopravvissuti a genocidi: Perouz Kalousdian, un sopravvissuto del genocidio armeno di 99 anni, Bernard Gotfryd, un sopravvissuto all’Olocausto, YEM Sophy, che sono sopravvissuti ai "campi di sterminio" del Pol Pot, Jacqueline Murekatete, che è sopravvissuto con difficoltà al genocidio ruandese, e Motasim Adam, scampato al genocidio in corso in Darfur. I braccialetti verdi, che dicono: "Not On Our Watch," rappresentano la crescente forza del movimento in tutto il mondo per eliminare il genocidio.

Abbiamo già esposto questa agenda, palesemente creata da questi stessi gruppi. Leggete I segreti che KONY 2012 cerca disperatamente di nascondere per ulteriori informazioni sull’agenda dietro a queste cause, in apparenza simpatiche, macon  l’obiettivo di dare il via all’azione militare AFRICOM, legittimando l’organo del governo mondiale ICC (ndr:International Criminal Court).

Senza dubbio, questi sudanesi sono vittime, e ciò che sta accadendo lì e in molti altri luoghi è orribile. Ma è difficile immaginare di vedere guerrafondai pro-establishment come l’effettiva soluzione della crisi. D’altra parte, questi giocatori offriranno sicuramente una soluzione – quella più adatta alla loro agenda per un maggior potere e più interventi all’estero. Questa è la dialettica hegeliana da manuale, il modello problema-reazione-soluzione. L’esistenza di un problema reale non rende accettabile la soluzione che propongono.


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