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Giorno 26

Da Alev

Giorno 26Oggi ho finalmente terminato di leggere per la prima volta il mio malloppo. La punta della matita è tutta bella consumata ed io ho tutte le annotazioni che mi servono per passare alla seconda stesura. Ok, strada da fare ce n’è ancora visto che poi ce ne sarà anche una terza ma devo ammettere che sono riuscita ad emozionarmi a leggere questa storia con gli occhi di chi la incontra per la prima volta.

E mi sono resa conto che non voglio bene ai miei personaggi, ne sono proprio innamorata. Ovvio, dirà qualcuno, hai dato loro la vita, come si suol dire, ‘ogni scarrafone è bello a mamma soja…’ Sì e no. Non è che non ho mai avuto a che fare con personaggi che non sopportavo a pelle, di quelli che te li devi far piacere a forza altrimenti metteresti a morte già nel primo capitolo. Ci sono quelli che sopporti a malapena, che proprio devi concentrarti per trovare in loro qualcosa che ti piaccia, qualcosa che t’ispiri simpatia. E poi, vuoi o non vuoi, dentro di te una classifica alla fin fine finisci per farla. Magari qualcuno ha tutte le carte in regola per andarti a genio ma poi vien fuori che è un po’ troppo pedante o troppo immaturo o, al contrario, eccessivamente maturo. Diciamo che, se i personaggi di cui ho raccontato le storie fino a questo momento dovessi incontrarli per strada, beh, non tutti entrerebbero a far parte della mia schiera di amici.

Beh, questa volta non è andata così. Questa volta mi piacerebbe organizzarci una cena tutti assieme e trascorrere ore indimenticabili ripercorrendo quest’avventura. E chissà quanto altro avrebbero da raccontarmi di come sono andate le loro vite dopo! E non è che siano tutti perfetti, tutti con un senso dell’ironia da far sfigurare Woody Allen o una cultura tale che ci puoi sviscerare qualsiasi argomento o con un’empatia che te li fa subito entrare nel cuore. Al contrario, hanno mille difetti, i loro argomenti fissi di conversazione, le loro pare con cui ti travolgono e le loro incertezze che portano anche te a mettere in dubbio ogni cosa. Ma sapete che c’è? Che per me sono perfetti così come sono. Non cambierei una virgola (e infatti non lo farò) dei loro comportamenti, dei loro pensieri.

Io personalmente sono cambiata tanto in queste settimane trascorse in loro compagnia. Sviscerando le loro anime ho sviscerato anche la mia, accompagnandoli mentre superavano gli ostacoli che si erano posti lungo la loro strada sono riuscita a superare i miei. E non so se è stato qui il trucco. Se crescendo e maturando e progredendo con loro ho imparato ad amare un po’ di più me stessa e a sorridere dei miei difetti, delle mie mancanze, ad accettarmi per quello che sono e, di conseguenza, ad accettare loro per quello che sono. Non lo so. Probabilmente lo scoprirò la settimana prossima quando dovrò rimettere il naso fuori da questo appartamento dove mi sono rintanata per scrivere in santa pace e mi confronterò con il mondo.

Per ora la mia gioia è data dall’amare loro, dal tenere a loro, da averli fatti entrare nel mio cuore e aver creato una famiglia tutta particolare e male assortita che proprio per questo funziona, funziona davvero alla grande.

Bene… credo che ora sia giunto il momento di mettere un po’ di ghiaccio sopra il bernoccolo che mi sono procurata con tutte le craniate che ho tirato al muro a rileggere certi passi che non funzionano. Poi mi rimetterò davanti al Mac e ricomincerò da pagina uno, rivivendo ancora il viaggio sapendo già dove la rotta va cambiata un po’ per seguire più agevolmente il corso del fiume. Buona attraversata a me, a noi…

🙂



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