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Giuseppe Severini: a Randazzo il Medioevo in un Accordo

Creato il 23 ottobre 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
Giuseppe Severini: a Randazzo il Medioevo in un Accordo

La Sicilia è stata da sempre terra di conquista. La sua posizione la rendeva un luogo ideale per far crescere in termini economici, politici e militari coloro che la occupavano ed avere il controllo sull’isola dalle tre punte significava assicurarsi un posto di tutto rispetto tra le potenze mondiali, soprattutto in un periodo storico ove il mediterraneo veniva considerato il centro nodale dell’intera vita europea ed orientale. Diverse culture dunque, differenti religioni, lingue e soprattutto razze soggiornarono in quel di Trinacria lungo il corso della storia. Ogni epoca vede una popolazione, un regno occupare l’isola. Ed ogni città e paese siciliano vive un momento di grande splendore nel corso delle varie dominazioni. Tra questi ve ne è uno in particolare che ebbe notevole importanza durante il periodo medievale: Randazzo. Già abitato dagli antichi greci, il paese vicino il fiume Alcantara prese le sembianze della tipica roccaforte durante la dominazione sveva ed, infatti, Federico II Hohenstaufen lo scelse come caposaldo di difesa, innalzando le imponenti mura che tutt’oggi possiamo ancora ammirare. Ma è con gli aragonesi provenienti dalla penisola iberica che la cittadina conobbe il suo maggior splendore; questi salvarono la popolazione dal giogo angioino ed infine la scelsero come centro militare facendone la loro dimora. Chiunque vi si rechi potrà facilmente avvertire una sensazione quasi metafisica che riesce a portare indietro nel tempo il visitatore, contribuendo ad assaporare i momenti che hanno reso importante la cittadina, sentirne i suoni e le melodie del passato, avvertendo la magnificenza di edifici come la Chiesa di San Nicola, il Castello Svevo con la sua torre, la Cattedrale di Santa Maria e le molteplici vie e stradine le quali da sole riescono a raccontare il passato ed il presente, i periodi di splendore e decadenza.

una immagine di Liuteria Severini 1 su Giuseppe Severini: a Randazzo il Medioevo in un Accordo

A testimoniare la diversità di culture e popolazioni che lungo il corso della storia si sono susseguite all’interno del paese etneo, è stata la formazione dei tre quartieri di Randazzo, ovvero quello di origine greca, quello di origine latina ed il più recente abitato dalle popolazioni lombarde fedeli ai normanni. I tre quartieri sorgevano intorno alle tre chiese del paese e prendevano il nome da queste ultime: San Martino, San Nicola e Santa Maria. Oltre ai monumenti religiosi ed archeologici vi sono tante altre attrazioni ed associazioni che contribuiscono alla diffusione della storia e cultura secolare di Randazzo. Ad esempio, il Museo Civico di Scienze Naturali, il Museo Archeologico Paolo Vagliasindi e la Liuteria Severini. Quest’ultima nasce grazie al liutaio specializzato nella creazione di strumenti medievali, Giuseppe Severini. La suddetta liuteria si trova in via Santa Caterinella 19, vicino al Castello Svevo. All’interno del laboratorio vi è un’area riservata all’esposizione permanente degli strumenti medievali creati dal maestro liutaio. L’area espositiva prende il nome di “Casa della musica e della liuteria medievale”, e l’ingresso è gratuito.

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L’artigiano e artista Giuseppe Severini nasce a Milano e s’innamora da subito della musica, la quale lo porterà alla sua passione per la creazione di strumenti musicali. Iniziando da ragazzo a suonare la chitarra, sente il bisogno e la curiosità di scoprire le varie tecniche di lavorazione del legno, ed unendo tale curiosità con l’amore per le sette note e la storia (possiede una laurea in Filosofia con tesi in Storia medievale) decide di lasciare la caotica Milano scegliendo la più tranquilla, bucolica e medievale Randazzo. Una scelta dettata anche da motivi pratici, infatti è qui che Severini riesce più facilmente a trovare il legno che occorre per la creazione degli strumenti. Il liutaio milanese non è figlio d’arte ed impara le tecniche di lavorazione del legno praticamente da autodidatta. Gli strumenti della tradizione medievale sono numericamente notevoli, e Severini si sofferma soprattutto sulla costruzione di quelli a corda: vielle, citole, salteri, colascioni. Ovviamente all’interno della “Casa della musica e della liuteria medievale” si possono trovare tantissimi altri strumenti, dalle origini dell’uomo al Medioevo, quindi dai corni preistorici ai liuti (strumenti che danno il nome all’arte della liuteria), le lire greche, gli oud arabi, le ribeche medievali ed una delle attrazioni della casa, ovvero l’arpa eolica.

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La tecnica di costruzione maggiormente utilizzata in epoca medievale era quella della escavazione di un unico blocco di legno, così facendo si assicurava una maggiore conservazione dello strumento, inoltre il suono era pieno ed armonioso. Al contrario, gli strumenti della tradizione araba venivano creati soprattutto con la tecnica dell’incollatura attraverso doghe in legno, in questo modo si potevano costruire strumenti dalle dimensioni maggiori e dal peso significativamente ridotto, ad esempio gli oud. Infine, Giuseppe Severini è il presidente dell’associazione culturale “Secoli bui”, con la quale si punta alla promozione della cultura locale e musicale, mettendo in risalto quella di stampo medievale. Attraverso rassegne, spettacoli giullareschi, concerti e rievocazioni, si cerca di dare nuovo lustro ad un’epoca passata e soprattutto sensibilizzare gli utenti, in modo tale da rispolverare vecchie tradizioni, usi e costumi i quali sono parte integrante della storia dei cittadini siciliani.

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Da Concetta Sgroi
Inviato il 15 gennaio a 16:00

mi piace che Randazzo sia apprezzata da persone che la conoscono per caso, mi piacerebbe però che questa passione prendesse anche noi randazzesi senza rivalità ma unendo le nostre forze

Da Tina Auria
Inviato il 14 gennaio a 04:26

Ho trovato l'articolo interessante, spero di visitare il museo al più presto.