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Gli aristogatti, favola incantata che non conosce tempo

Creato il 23 dicembre 2012 da Postpopuli @PostPopuli

di Nicola Pucci e Guendalina Carloni

L’immaginaria dolcezza della storia, la contagiosa simpatia dei protagonisti, la straordinaria capacità di Walt Disney di animare i sentimenti. E come cornice la colorata atmosfera della Belle Époque parigina riprodotta con scenografica maestria. Questi gli ingredienti che conferiscono a  “Gli aristogatti” le stimmate di produzione-capolavoro del cinema animato che non accusa certo il peso degli anni.

GLI ARISTOGATTI, FAVOLA INCANTATA CHE NON CONOSCE TEMPO

Duchessa e Romeo – http://1.bp.blogspot.com

E di anni, il cartone che ammalia i bambini ma incanta pure gli adulti, ne ha parecchi. 1970, primo lungometraggio post-mortem di Walt Disney. E’ la favola di Duchessa, madre esemplare, candida ed elegante, sempre in punta di forchetta, a tratti quasi stucchevole, apparentemente snob ma che rivela un volto comune conquistando il cuore di Romeo. Eccolo, “er mejo der Colosseo“, doppiato in italiano dalla storica voce di Renzo Montagnani: irriverente, spiritoso, leale, piacione, generoso e coraggioso al punto di rischiare la vita per salvare Minou caduta in acqua. Minou, appunto, immagine e somiglianza di Duchessa, aristocratica ma meno edulcorata, un po’ smorfiosetta ma inseparabile nel condividere la scena con i fratellini Matisse, impavido, e Bizet, più mammone.

Amore, amicizia, fedeltà. Sono i valori cardine che vanno a comporre il senso della storia raccontata con il travestimento della favola a lieto fine. In contrapposizione alla gelosia e alla bieca cupidigia che si concentrano nel personaggio del cattivo di turno, il maggiordomo Edgar.

La storia ha una trama semplice ma verosimile. Venuto a conoscenza dell’intenzione della sua padrona, la facoltosa Madame Adelaide, di lasciar testamento a favore di Duchessa e i suoi tre gattini, Edgar progetta un piano per sbarazzarsi dell’”adorabile” famigliola a quattro zampe. Un alternarsi di accadimenti, vivaci, emozionanti, pure spiritosi, fanno salire al proscenio figure che non possono che far sorridere lo spettatore. Ecco allora Napoleone e Lafayette, i due cani, che con la corsa a perdifiato vanificheranno il piano di Edgar; Guendalina ed Adelina Blabla, le due oche gemelle dall’accento inglese; il di loro zio Reginaldo, che per poco non finirà in padella; gli irresistibili a-mici musicisti di Romeo, Scat Cat e i suoi compari, suonatori di jazz; il topino Groviera; la cavalla Frou Frou; l’avvocato – ce n’è sempre uno in ogni storia che si rispetti – Georges, depositario dello scottante testamento.

GLI ARISTOGATTI, FAVOLA INCANTATA CHE NON CONOSCE TEMPO

tutti in posa – da wikipedia

Ne vien fuori una storia meravigliosa, con scene memorabili come il rocambolesco inseguimento notturno di Napoleone e Lafayette per le campagne parigine osservate da nubi minacciose, con Edgar in fuga alla guida della moto-carrozzetta; l’irresistibile, improvvisato concerto dei gatti di Romeo al suono di “tutti quanti voglion fare il jazz perché resister non si può al ritmo del jazz“; il finale tutto miele e pan di zucchero con “tutti in posa” per la foto della famiglia finalmente riunita e felice in casa di Madame.


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