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Global Games 2015: i Celtics domano senza problemi l’Olimpia, Milano vive un assaggio di NBA

Creato il 06 ottobre 2015 da Basketcaffe @basketcaffe
Olimpia Milano-Boston Celtics- © Basketcaffe.com

Olimpia Milano-Boston Celtics- © Basketcaffe.com

Nessuna sorpresa come quella di ieri del Fenerbahce, l’Olimpia Milano si arrende nettamente ai Boston Celtics per 124-91 al Mediolanum Forum. Un test comunque probante per chi capire i valori al momento nel roster meneghino, tanto quanto per i biancoverdi, che lasciano l’Italia con molte conferme ed alcune buone novità. Lo show comincia fin da prima del match grazie alle Celtic Dancers, al Celtic Queen Team e alla mascotte ufficiale, che intrattengono il discreto quantitativo di pubblico fino ad allora accorso al Forum. Tanti i vip presenti sugli spalti, a partire dalla leggendario Dan Peterson fino all’ex bandiera del Milan, Paolo Maldini. Dopo qualche schiacciata, che manda in visibilio la folla ormai accorsa a sedere, si comincia.

#NBAGlobalGames #NBAMILANO non poteva mancare per la sfida tra @OlimpiaEA7Mi e @celtics il mitico coach Dan Peterson pic.twitter.com/jLfg0m7lTw

— Basketcaffe.com (@Basketcaffe) 6 Ottobre 2015

Si inizia con una discreta intensità, con Alessandro Gentile, sotto i riflettori in attesa di capire se sarà il suo ultimo anno a Milano priva di volare a Houston, sugli scudi. Al primo timeout Olimpia ecco Brian Shaw e Rick Fox a centrocampo per il saluto del pubblico. La squadra di casa fa girare bene il pallone, Gentile è una sentenza quando penetra, ma Milano soffre nel pitturato i lunghi avversari. Jasmin Repesa, comunque, apprezza l’intensità dei suoi, in particolare di Milan Macvan, utilissimo su entrambi i lati del campo ed il più in palla dei suoi ad inizio partita. I tanti punti segnati da entrambe le parti sono un segnale di come i meccanismi difensivi vadano ancora oliati a dovere. La giocata migliore del quarto la regala Jamel McLean quando stoppa vigorosamente David Lee. Senza Gentile, però, l’Olimpia soffre e crea molti meno canestri puliti, al contrario dei Celtics, che volano guidati da un Isaiah Thomas in grande spolvero. I biancorossi, in divisa crociata per l’occasione, sbagliano troppo, in particolare con un Robbie Hummel freddo al jumper, e chiudono il primo quarto sotto 20-34.

L’inizio di secondo quarto vede molta confusione sul parquet e nessun canestro per oltre due minuti di gioco. Il match è fisico, c’è più di qualche contatto al limite, soprattutto tra Gentile e Marcus Smart. Quest’ultimo diventa leader degli attacchi biancoverdi e ad aiutarlo è un Jarred Sullinger fisicamente forse non al massimo, ma in grado di bucare la difesa avversaria con continuità. Le squadre lasciano da parte il bel gioco per dedicarsi allo spettacolo, che comunque fatica a decollare in questo secondo quarto dai pochi punti a tabellone. Un paio di triple consecutive riavvicinano Milano, ma Avery Bradley sembra infallibile da oltre l’arco. Molto tempo sul parquet per Lee, il quale si fa sentire molto per guidare i compagni, meno per Johnson, secondo innesto estivo da valutare con grande attenzione per gli ospiti. Sul finire del periodo sono, però, ancora i Celtics a spingere e a trovare con Thomas la tripla del 61-44 con cui si va all’intervallo. Top-scorer Thomas con 9 punti, 8 per Sullinger, mentre dall’altra parte sono 7 per McLean.

Olimpia Milano-Boston Celtics- © Basketcaffe.com

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L’Olimpia rientra più motivata dalla pausa lunga e trova 7 punti in fila, ancora una volta guidata da un Gentile in ottima forma. Con il quintetto piccolo, però, i biancorossi subiscono e soffrono la fisicità di Lee e Zeller, che allargano nuovamente la forbice. In particolare quest’ultimo prova a dimostrare che può avere un ruolo importante nelle rotazioni di coach Brad Stevens, il quale resta spesso in silenzio in panchina come classico in pre-season, al contrario del sempre incandescente Repesa. Thomas è evidentemente su un altro livello per tutti sul parquet e lancia i suoi sul +23, mentre Milano, quando Gentile è in panchina, fatica a trovare in Krunoslav Simon una guida altrettanto affidabile. La partita è sempre meno di fondamentali e sempre più di giocate per lo spettacolo, soprattutto perché le distanze ormai si sono allargate a dismisura. Per l’Olimpia qualche buon segnale da Stanko Barac, solido sotto canestro, mentre non altrettanto da Gani Lawal, spesso falloso e fuori dal gioco. 99-71 alla fine del terzo quarto a davvero poco altro da dire per le questioni del campo.

Nonostante gli sforzi di Charles Jenkins (14 punti al termine) e di Gentile, Milano sprofonda sotto quasi 30 punti di scarto. Quando ormai nei Celtics sono in campo soltanto i più giovani, con Terry Rozier a guidare i rookie in termini di minutaggio e Jordan Mickey a mostrare le giocate più interessanti, l’Olimpia si affida quasi completamente al suo capitano, top-scorer della partita con 19 punti, ma, nonostante un Hummel in crescita soprattutto difensivamente, non ottiene altrettanta fortuna dal resto della squadra ed in particolare dallo spaesato Lawal e dallo spento Simon. L’ultimo quarto regala pochissime emozioni al pubblico ed il match viaggia velocemente verso il 124-91 finale. Un grandissimo evento, in pieno stile NBA, un’ottima cornice di pubblico ed un assaggio di basket d’oltreoceano in una Milano che, da giovedì, è pronta a vedere i suoi beniamini fare sul serio.

 

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