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GREEDY MISTRESS, It Was Fine

Creato il 27 maggio 2013 da The New Noise @TheNewNoiseIt

Greedy Mistress

Il tempo per un nuovo disco è arrivato anche per i Greedy Mistress. I quattro brianzoli, con all’attivo già altri due full length, Your Shoes, My Tongue e A Compulsive Need Of You, due ep e uno split con i corregionali Easygirls, erano già tornati a farsi sentire l’anno scorso con il disco di cover Something That I Learned Today, che proponeva delle loro ottime versioni di brani dei Devo, Antiseen, 13th Floors Elevator e altri. Nemmeno un anno dopo, ci presentano questo It Was Fine, che in sostanza continua il discorso iniziato coi due album precedenti: di base hardcore punk nello stile dei Black Flag, con una struttura variabile che lascia spazio a diverse influenze, un cantato e dei testi che richiamano la migliore tradizione scum punk e spesso anche il cinema d’annata (non a caso preferiscono definirsi come “sexploitation rock band”). Il loro punto di forza, senza ombra di dubbio, è sempre stato nel cantante Mollu, la cui voce al vetriolo, molto tagliente, si sposa alla perfezione coi testi dei loro pezzi e con un songwriting assolutamente non prevedibile. Se, come detto sopra, la base su cui costruire è quella di Rollins, Cadena e soci, ci sono spesso diversi exploit melodici molto riusciti, che danno molto tono al risultato finale senza indebolirlo, come succede invece a molte band troppo melodiche. Tutto questo è evidente in brani come il singolo “Glory Hole”, dal quale hanno estratto anche un video: ricorda alcune cose dei Wolfbrigade, con un ritornello che può anche rimandare agli Iron Maiden. Non mancano comunque episodi molto in-your-face come “Shut The Fuck Up”, “Wake Up And Rise Again” o “If I Can’t Have You All For Me, I Can Have You In Pieces”. Chiude il disco un’ottima versione di “I Love The Dead” di Alice Cooper, presente anche su “Something That I’ve Learned Today”, dove alla voce compare anche Jeff Clayton, il leggendario cantante degli Antiseen (chiunque dovrebbe sapere chi sia e adorare ciecamente le sue opere). La produzione del disco è ben riuscita, anche se a tratti le chitarre sembrano un po’ deboli: è stato tutto registrato al Toxic Basement Studios dal batterista della band Carlo Leatherface, poco fuori Milano, ed è la seconda uscita della neonata Slaughterhouse Records, che già aveva stampato il riuscitissimo debutto dei toscani Nido Di Vespe. It Was Fine è quindi un ottimo esempio di come l’hardcore in Italia abbia ancora altre cartucce da sparare, e speriamo che riesca a portare lontano i Greedy Mistress, così come A Compulsive Need Of You li “spedì” in tour nel Midwest.

Tracklist

01. It Was Fine
02. Wake Up And Rise Again
03. If I Can’t Have You All For Me, Then I’ll Have You In Pieces
04. Laid Down On The Floor
05. Glory Hole
06. Shut The Fuck Up
07. She Can’t Take It
08. So Long, You All
09. Two Timer, Motherfucker
10. I Wish You Were Never Born
11. Fistful Of Nothing
12. I Love The Dead – feat. Jeff Clayton from Antiseen

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