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Guida PC - Headset - Speciale

Creato il 24 maggio 2015 da Intrattenimento

La Guida PC ritorna con al centro gli headset, perché anche l'orecchio vuole la sua parte

Le nostre orecchie meritano lo stesso trattamento che riserviamo ai nostri occhi. Il problema è che mentre per quest'ultimi i risultati sono facilmente misurabili tramite le prestazioni della nostra scheda video, dal valore del frame rate, dalla presenza o meno di tearing e dai compromessi più o meno svantaggiosi con cui dobbiamo settare le impostazioni grafiche, per l'audio non abbiamo metri di paragone e la maggior parte delle volte ci basta un headset che non costi troppo e che ci permetta di comunicare con gli altri giocatori durante sessioni di gioco in multiplayer. Steelseries, Logitech, Razer, Roccat, CM Storm, Corsair, Sennheiser, Turtle Beach, Kingston, Creative e Trittorn popolano il folto gruppo di aziende che producono headset indirizzati specificatamente ai videogiocatori, ma se allarghiamo gli orizzonti verso soluzioni non integrate, con cuffie e microfono separati, l'elenco si allunga a dismisura. In questa seconda opzioni i modelli da prendere in considerazione diventano virtualmente infiniti e ci si può sbizzarrire, soprattutto se si ha a disposizione un budget elevato per portarsi a casa cuffie di altissima qualità, perfette per l'intrattenimento, sia esso a base di videogiochi o di film. L'aggiunta di un microfono a parte, poi, completa il pacchetto, permettendo di parlare in chat con gli amici e godersi appieno anche i titoli multiplayer. Oltre al prezzo, un limite è ovviamente quello di poter utilizzare tali set up solamente per il PC e non per console, aspetto spesso critico nella scelta del modello in fase d'acquisto. Non sono pochi infatti coloro che optano per un headset polifunzionale, che possa andare bene sia con il PC che con le console, e perché no, che abbia il microfono rimovibile e possa essere utilizzato anche per ascoltare musica in mobilità. Insomma come sempre accade per ogni argomento trattato dalla Guida PC, ci sono sempre tantissime variabili in gioco a guidare la scelta d'acquisto.

twittalo! Nel nono capitolo della Guida PC di Multiplayer.it si parla di headset: tanti modelli per tante esigenze

Reale o virtuale?

Sono molti gli aspetti da prendere in considerazione prima di scegliere il modello di headset che più di tutti fa al caso nostro. Il primo e più banale è il fattore prezzo: come tutte le periferiche anche queste sono presenti in massa sul mercato e possono andare da modelli da poche decine di euro fino a concentrati di tecnologia e suoni cristallini da qualche centinaio. In questo caso è il portafoglio di ognuno a dettare legge, indirizzandoci verso un prezzo piuttosto che un altro, mantenendo sempre ben chiaro in testa qual è la destinazione d'uso finale della periferica. Sia che si tratti di parlare semplicemente con altri giocatori durante una sessione in multiplayer, oppure di riuscire ad intuire con accuratezza la direzione e la vicinanza dei nemici, ci troveremo di fronte parecchi modelli tra cui scegliere che garantiscono una qualità audio più o meno alta a seconda del tipo di tecnologia che vanno ad incorporare sotto i padiglioni.

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Più si alza l'asticella delle specifiche più si gonfia il prezzo di vendita, ma in molti casi non vale neanche la pena spendere di più per un headset con un surround 5.1 o 7.1 simulato, quando con un buon paio di cuffie stereo e una scheda audio dedicata possiamo ottenere lo stesso risultato a un prezzo più contenuto. Nonostante il marketing riempia gli scaffali con confezioni che vantano prestazioni surround da primato, sono davvero pochi gli headset 5.1 reali e non virtuali, e costano qualche centinaia di euro. Tuttavia questo non vuol dire che non valga la pena l'acquisto, anche perché ci sono molti modelli che con un prezzo importante ma non spropositato riescono a garantire una qualità davvero alta nonostante siano 5.1/7.1 virtuali. Molto spesso infatti si tende ad associare un maggior numero di canali a una maggiore qualità del suono, ma non sempre ciò è del tutto vero. Un impianto surround mette al centro della scene l'ascoltatore e ne costruisce attorno un ambiente acustico a trecentosessanta gradi usando due tipi di tecnologie: la prima prevede l'effettiva presenza di più punti suono nell'impianto (surround reale) mentre la seconda simula il tutto tramite l'utilizzo di appositi software (surround virtuale). Se si parla di un impianto audio con molteplici diffusori da disporre all'interno di una stanza, la scelta del surround reale vince a mani basse, visto soprattutto il vantaggio che l'ascoltatore viene fisicamente posto al centro delle varie sorgenti sonore visto che queste vengono disposte in punti diversi dell'ambiente circostanze. Quando invece si parla di cuffie, emergono problemi di difficile soluzione che vanno a scontrarsi con i limiti strutturali di peso e comodità che ci si aspetterebbe da delle cuffie. Queste infatti devono calzare comodamente e non esercitare eccessiva pressione sul cranio per poter essere indossate con tranquillità per almeno un paio d'ore, diciamo la lunghezza di un film. Inoltre stipare il necessario per ottenere un surround reale in delle cuffie non fa altro che causare un'effetto controproducente visto che i piccoli driver posti nei padiglioni avranno bisogno di altrettanto piccole e leggere bobine con il risultato si una riduzione della qualità complessiva dell'output audio. Bobine piccole e leggere non riescono a raggiungere gli ultrabassi e spesso non riescono a raggiungere nemmeno i bassi perdendo miseramente il confronto con cuffie stereo di qualità.

La scheda conta

Per mantenere intatte queste caratteristiche allora si ricorre al surround virtuale che attraverso l'utilizzo di uno specifico software prende il segnale audio multicanale che indica al programma dove è posizionato un suono e il programma calcola come tale suono arriverebbe alle nostre orecchie. Si tratta quindi a tutti gli effetti di una simulazione, che funziona particolarmente bene con le cuffie perché il modo in cui vengono indossate non cambia da persona a persona e vi è una sorta di standardizzazione dell'esperienza acustica. Un certo modello di cuffie avrà sempre le stesse caratteristiche di isolamento acustico, potenza di bassi e chiarezza degli alti indipendentemente dalla persona che le indossa e dal luogo in cui si trova, mentre in un impianto con più diffusori entrano in gioco le caratteristiche esterne dell'ambiente in cui vengono installati, che i produttori non possono aver preso in considerazione. La cosa importante da sottolineare in tal senso è che quando si parla di gaming su PC una buona parte della resa audio è frutto della qualità della scheda audio in nostro possesso, spesso un acquisto decisamente più sensato rispetto a cuffie dal prezzo spropositato che giocano tantissimo sui numerini da marketing sulla confezione.

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Schede anche entry level della linea ASUS Xonar DGX o Creative Sound Blaster Z portano comunque dei miglioramenti all'esperienza audio rispetto al chip integrato nella scheda madre e il costo è uno di quelli da sostenere una tantum visto l'orizzonte temporale di utilizzo abbastanza lungo (a meno che non siate dei fanatici e vogliate provare ogni novità appena disponibile). Di media i bassi e i toni generali migliorano considerevolmente sia in game che con film, musica e intrattenimento, giustificandone appieno l'acquisto. In cuffia inoltre è bene ricordare che la distanza è veramente minima e la differenza tra 5.1 e 7.1 e superiori si sente se e solo se la fonte audio è ottimizzata altrimenti ci vuole un orecchio esperto molto allenato per capirne le differenze. Insomma molto spesso la scelta si riduce a una sterile comparazione di numeri e ci si focalizza su delle differenze che sulla carta possono sembrare importanti, anche grazie alla spinta del marketing, ma che poi nella reale esperienza di utilizzo non sono così nette anche se abbiamo pagato qualche decina di euro in più. Tornando agli headset, però, oltre al suono un'altra cosa importantissima da valutare in fase d'acquisto sono la leggerezza, la compatibilità con altri sistemi (PC e home console), la qualità e resistenza dei materiali, la qualità della connessione se sono wireless e soprattutto la comodità di utilizzo anche per periodi di tempi piuttosto lunghi. Purtroppo come succede con molti altri tipi di periferiche, anche in questo caso ci si deve affidare a giudizio altrui, ad esperienze indirette di chi si è trovato nella stessa nostra situazione e ha optato per l'acquisto di un headset al posto di un'altro, senza avere la reale possibilità di provarlo sul campo per renderci conto della qualità audio e della comodità. Inoltre la scarsa reperibilità nei punti vendita delle varie catene di elettronica italiane ci costringe non solo a cercare informazioni e opinioni su internet, ma anche ad effettuale l'acquisto presso un negozi online che non offrono paragoni in termini di disponibilità e varietà di marche e modelli rispetto ai negozi fisici.

Best budget senza pretese

Se cercate un paio di cuffie senza pretese, le CM Storm Ceres 300 potrebbero essere la scelta giusta. Sia chiaro: qui non ci focalizziamo eccessivamente sulla qualità audio ma solamente su funzionalità e comodità d'uso e, per 35.00€, questo headset porta in dote audio stereo, microfono orientabile e leggerezza.

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Le rifiniture sono in plastica rigida, mentre i padiglioni e l'arco superiore sono ben imbottiti per non dare fastidio neanche in lunghe sessioni di gioco. Vista la tecnologia impiegata, i driver da 40mm producono un suono pulito che però pecca di consistenza, risultando spesso piatto e poco avvolgente, soffrendo anche della scarsa insonorizzazione delle cuffie. Come detto, per il prezzo non ci si poteva chiedere di più, ma vista la presenza di un collegamento con jack 3,5mm queste cuffie possono essere utilizzate praticamente con ogni device fisso e portatile, e patto di rinunciare al microfono in taluni casi. Il controller inline permette di intervenire al volo sulla regolazione del volume e sull'accensione e spegnimento del microfono, quest'ultimo rimovibile quando non utilizzato. In definitiva la CM Storm Ceres 300 sono un buon compromesso tra usabilità e prezzo contenuto, facendone un'ottima soluzione per coloro che non voglio spendere tanto ma sono alla ricerca di un headset con il minimo indispensabile della funzionalità e preferibilmente utilizzabile anche in altri ambiti al di fuori del gaming su PC.

Gaming headset

Le Siberia V2 sono state un vero best seller nell'ambito delle periferiche PC, tra gli headset più apprezzati degli ultimi anni. Comode, leggere e con una ottima qualità audio, queste sono state sicuramente tra i prodotti che hanno aiutato Steelseries ad affermarsi come azienda e a diventare un vero e proprio colosso del mercato delle periferiche.

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Nonostante siano recentemente uscite le V3, ci sentiamo di consigliarvi ancora il modello vecchio, forti delle prestazioni audio di tutto rispetto e del fatto che con quello nuovo in giro potreste trovarlo anche scontato rispetto al prezzo di listino di circa 80€. Stiamo parlando di un headset con audio stereo che se unito a una scheda audio dedicata è in grado di reggere qualsiasi situazione e comportarsi bene sia con i suoni direzionali nei videogiochi che con musica e film. Avendo a come connessione solamente due jack da 3,5mm per audio e microfono sono praticamente compatibili con ogni dispositivo e console casalinga a patto di rinunciare a parlare. I modelli Heat Orange e Frost Blu sono invece dotati di connessione UBS e scheda audio integrata. Tuttavia nonostante le prestazioni, il vero motivo del successo di questo modello è stato sicuramente la sua grande comodità, figlia soprattutto della presenze di due padiglioni auricolari morbidi, avvolgenti e imbottiti, e soprattutto dell'archetto superiore elastico che si adatta perfettamente alla forma del capo senza dare alcun problema di sorta. L'impiego di una fascia elastica e di due soli archetti ad unire i padiglioni ha inoltre permesso di risparmiare importanti grammi in termini di peso aumentandone la comodità.

La scelta top

Sennheiser non è propriamente un'azienda che produce periferiche per PC, ma è senza ombra di dubbio una delle migliori del mondo in campo audio. L'esordio nel mondo dei videogiochi non ha rappresentano solamente un'opportunità di business per l'azienda tedesca, ma anche la possibilità di mettersi alla prova per progettare soluzioni con microfono integrato che potessero risultare appetibili al pubblico di giocatori.

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Le Sennheiser PC 363D sono un headset top di gamma da 300€ creato appositamente per gli utenti PC che unisce le funzionalità chat del microfono con l'alta qualità audio tipica dei prodotti dell'azienda. La qualità della voce e quella dei suoni vengono riprodotte alla perfezione, giustificando a pieno il prezzo seppur elevato dell'headset. Il surround 7.1 virtuale è molto accurato e ne guadagna in qualità grazie alla scheda audio integrata che rimane sempre un ottima alternativa in assenza di una dedicata attaccata alla scheda madre. Il peso poco superiore ai 300 grammi e i padiglioni auricolari imbottiti garantiscono comodità anche per lunghe sessioni di gioco, mentre il Noise Cancellation applicato al microfono screma perfettamente la voce da tutti i rumori secondari trasmettendo il parlato in modo chiaro e cristallino. I bassi avvolgenti e i medi e alti cristallini ne fanno un paio di cuffie ottimo non solo per giocare ma anche per ascoltare musica o vedere film, ma non in mobilità vista l'impossibilità di staccare il microfono dalle cuffie. Se avere un budget all'altezza, le Sennheiser PC 363D sono sì costose, ma estremamente valide.

Senza fili

Le nuove SteelSeries H Wireless hanno raccolto pareri positivi da parte di pubblico e critica, riconfermando ancora una volta la bontà dei prodotti da gaming dell'azienda danese che sembra aver lavorato duro attorno alla tecnologia senza fili. Le H Wireless sono attualmente tra i migliori headset wireless in circolazione ma non sono affatto economici, costando all'incirca 300 euro.

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Da una parte c'è da dire che è la tecnologia stessa a costare maggiormente e se vi siete orientati verso questo tipo di periferiche sapete già che andrete a spendere qualcosa in più rispetto ai modelli con filo. In questo caso però il tutto e supportato da prestazioni sorprendenti ottenute unendo due dei fattori chiave di ogni headset Steelseries: ottima qualità del suono e assoluta comodità di utilizzo. Gli ampi padiglioni ricoprono interamente l'orecchio isolandolo dai rumori esterni ed esaltandone le frequenza, con bassi avvolgenti, medi chiari e alti precisi. Il surround 7.1 virtuale è gestito molto bene regalando un'esperienza inferiore rispetto a quella offerta dalle cuffie di fascia alta, ma convincente sia in ambito videoludico che home theatre. Il surround è eccellente sia con i giochi che con i film nonostante l'impiego della tecnologia wireless che in questo caso non lascia latenza ed è anche piuttosto duratura in termini di autonomia, con 20 ore di utilizzo. Grazie all'imbottitura dei padiglioni e dell'archetto superiori le H Wireless sono anche molto comode per lunghe sessioni di gioco, con l'archetto superiore particolarmente leggero che si può regolare per adattarsi alla forma della testa di chi le indossa e soprattutto l'interno dei padiglioni che si regola senza apportare un'eccessiva pressione, risultando comoda anche per chi porta gli occhiali.


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