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Hello Kitty è stata deportata

Da Paterpuer @paterpuer
Abbiamo avuto un paio di mesi di smarrimento, adesso che il pericolo pare scemato posso parlarne: a Samu era venuta la hellokittymania.
Guardando fuori ci eravamo accorti che la hellokittymania aveva contagiato mezzo mondo (in una città piccola come Lucca hanno addirittura aperto un Hello Kitty Point...) e trovavamo cioccolatini di Hello Kitty, merendine di Hello Kitty, vestiti griffati Hello Kitty, scarpine di Hello Kitty, fazzolettini di Hello Kitty, quaderni di Hello Kitty, addirittura (segno evidende della popolarità) un vibratore chiamato Hello Clitty. Insomma un vero e proprio virus ipercontagiante che ci stupiva e ci scoraggiava.
Samu pareva ammaliato da Kitty, lo abbiamo assecondato e gli abbiam preso i DVD (la serie in pongo è molto carina per i bimbi, lenta, rassicurante e con proporzioni dei personaggi ben studiate), i libri e anche un piatto. A Natale qualcuno non gli ha fatto mancare il pupazzetto, tanto per non sbagliare.
Sono stati tempi in cui Hello Kitty riempiva le nostre giornate. Che palle però, al mattino la prima cosa che diceva era "Kitty". Roba abbastanza da incubo.
Lentamente la passione si è ricomposta. Il piatto è finito in frantumi (Samu l'ha rotto e pare non essersene nemmeno dispiaciuto) e il pupazzetto ora viene coccolato solo ogni tanto. Adesso quando gli prende vuole vedere i DVD (e quando inizia vuole guardare tutti gli episodi) ma non si può assolutamente parlare di mania.
Ho anche pensato che Kitty fosse una sorta di simbolo transazionale ma è stata solo una passione, sconfinata ma ormai superata.
Sì, una sera gli ho detto: "Hello Kitty è stata deportata". Poi però ci siamo messi a ridere insieme.

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