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I monumenti di Ulaanbaatar, camminando tra la storia mongola

Creato il 22 giugno 2015 da Pietro Acquistapace
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Gengis Khan

La Mongolia è un paese meraviglioso, dalle terre sconfinate e dal cielo blu, soprattutto a giugno, come è difficile vedere in altre parti del mondo. Tuttavia la sua capitale, Ulaanbaatar (o Ulan Bator per usare il vecchio nome) non è una delle mete più ambite del mondo, con il suo inquinamento invernale ed i quartieri poveri, dove si ammassano le persone provenienti dalle campagne in cerca di fortuna. Ma anche in questa città ci sono cose interessanti da vedere, come i suoi monumenti, a partire dalla statua di Gengis Khan che, dall’ingresso del Parlamento, scruta la piazza principale della città.

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Damdin Sükhbaatar

Durante l’epoca comunista si tentò di frenare il culto del grande condottiero, ad essere esaltato fu invece quello di Damdin Sükhbaatar, tra i fondatori del Partito del Popolo Mongolo e leader partigiano durante la guerra di liberazione. Il monumento dedicato a Sükhbaatar presente in questa foto si trova sulla stessa piazza dove si erge il Parlamento mongolo, quindi davanti alla statua di Gengis Khan. Nonostante Sükhbaatar sembri indicare il futuro, la presenza della due statue rappresenta due modi diversi in cui i mongoli vedono la propria storia passata.

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Lenin

Parlando di rivoluzione non si può fare a meno di citare Lenin. Questa statua venne eretta nel 1954 di fronte all’hotel Ulaanbaatar, tipico albergo sovietico oggi abbastanza in rovina. Il monumento in questione venne abbattuto nell’ottobre 2012, segno del favore perso dal comunismo in Mongolia. L’opinione del popolo mongolo verso Lenin era in realtà abbastanza positiva per l’appoggio avuto dal politico russo nella guerra contro i cinesi nel 1921. Prima di essere eliminata la statua della foto dominava un giardinetto diventato classico ritrovo di senzatetto e prostitute della capitale.

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Balingiin Tserendorj

Altra figura importante nella storia contemporanea mongola fu Balingiin Tserendorj, Primo Ministro della Repubblica Popolare Mongola dal 1924 fino alla sua morte, avvenuta nel 1928. Anche prima di questo incarico Tserendorj riuscì a solcare le turbolente acque della Storia mongola, detenendo varie cariche nei diversi regimi che si susseguirono: il Bogdo Khanato, l’occupazione cinese ed il dominio del “barone sanguinario” Roman Ungern von Sternberg. Le sue abilità erano preziose e quando, nel 1927, tentò di dimettersi per motivi di salute fu obbligato da Mosca a restare al suo posto.

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Zorig Sanjaasuren

Venendo a tempi più recenti abbiamo la figura di Zorig Sanjaasuren, politico leader della rivoluzione democratica del 1990, che ha segnato per la Mongolia la fine del regime comunista. Chiamato “la rondine d’oro della democrazia” ed attivo sin dagli anni ottanta nella richiesta di un regime multipartitico, Zorig venne assassinato il 2 ottobre del 1998 da due persone entrate nella sua casa; questo omicidio non venne mai risolto. La sorella di Zorig, Sanjaasuren Oyun, ha continuato la sua opera, fondando il Partito della Volontà Civile e diventando poi anche Ministro degli esteri.

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I Beatles

Uno dei più controversi monumenti della Mongolia, è sicuramente quello dedicato ai Beatles. Realizzato dallo scultore Den Barsbold venne inaugurato il 9 ottobre del 2008, non senza suscitare polemiche, nel giorno in cui ricorre la nascita di John Lennon. Secondo i promotori dell’iniziativa, l’opera rappresenta un omaggio ai giovani mongoli degli anni ’60 e ’70 che, pur vivendo sotto un regime comunista, ascoltavano la musica dei Fab Four, esaltata come simbolo di libertà e modernità. Questo monumento rappresenta bene come la Mongolia abbia guardato ad Occidente dopo il crollo del comunismo.

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Ancora Lenin

Infine tornando a Lenin, possiamo vedere come una statua, anzi un busto, possa ben simboleggiare i cambiamenti di un paese. La statua di Lenin ripresa nella foto si trova in un luogo che ha subito diversi cambiamenti degni di nota. Originariamente era ospitata nel museo dedicato proprio al politico russo, troneggiando dalle scale di accesso al piano superiore, quando il culto di Lenin venne meno divenne parte di un edificio adibito ad uffici ed infine diventato, ironia della sorte, un museo dedicato ai fossili! Nella foto Lenin è accerchiato dalla pubblicità di una compagnia telefonica mongola.


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