Magazine Cultura

I ♥ Telefilm: This is us | Search Party

Creato il 16 marzo 2017 da Mik_94
I ♥ Telefilm: This is us | Search Party Sono tra quelli che in foto fanno sempre la stessa faccia. Trattenuto e riservato, mi lascio andare quando mi riempiono il bicchiere o nessuno mi guarda. Oppure il mercoledì sera. Quando non c'è romanzo o contrattempo che possa salvarmi dalle sensazioni che soltanto questo This is us sa. Sono tra quelli che usano l'aggettivo strappalacrime come fosse una parolaccia, infatti. Eppure quante lacrime che ha saputo strapparmi, parlando fuori dai denti, la storia dell'ordinaria famiglia Pearson. E così io, che alla faccia di pietra ho fatto l'abitudine, sul mio divano scomodissimo rido e frigno con tutta una serie di gradazioni intermedie. E quanto mi è piaciuto abbandonarmi, per una volta, ai colpi di cuore di una serie bellissima perché semplice in maniera disarmante. Diciotto episodi complessivi e, più o meno in tutti, mi sono dato generosamente allo stesso terremoto emotivo. Sono masochista, continuando con la lista, ma non mi affido a cose o persone che esercitano su di me il bello e il cattivo tempo. Da This is us, eppure, sono tornato settimana dopo settimana. In attesa che facesse la prima mossa, e la sua magia. Qual è la particolarità di un telefilm che, ancora lontano dal concludersi, si era guadagnato una pioggia di nomination ai Golden Globe e un posto d'eccezione sul podio, nei listoni di fine anno? This is us è un family drama modesto, con attori visti qui e lì e uno spunto che si esaurisce dopo il pilot. Se mi leggete, saprete già che i protagonisti sono in realtà parte della stessa famiglia. Tra passato e presente, Dan Fogelman ci racconta due generazioni di Pearson. I bravissimi Mandy Moore e Milo Ventimiglia, forse la coppia più bella del mondo, sono i capostipiti. Poi vengono i gemelli diversi Chrissy Metz e Justin Hartley – lei in sovrappeso, lui attore corteggiatissimo in cerca di ruoli importanti – e Sterling K. Brown, figlio adottivo, che riallaccia i contatti con il suo padre biologico scoprendolo in fin di vita e bisessuale. Il creatore di Crazy Stupid Love coglie l'esistenza del gruppo in presa diretta. Ce ne mostra gli amori all'apice e al tramonto, i lutti inevitabili e le scelte esistenziali senza fuochi d'artificio. La televisione imita il cinema, ed è allora che stupisce: la NBC non ci prova neppure. This is us non conquista per la fattura, ma per quei protagonisti di cui senti di non poter fare a meno. Sono tutti belli e premurosi, fanno buone azioni. Solo qualche volta, cose che capitano, volano parole pesanti di cui ci si pente. Ventimiglia alza il gomito, e quanta ansia per il suo destino. Il papà hipster di Ron Cephas Jones (il mio personaggio preferito) ha i giorni contati, la coscienza un po' sporca e, a un certo punto, si teme sia caduto di nuovo nel tunnel della droga. Ma, acciaccato e tutto, prende un treno e macina chilometri ogni mattina per dare da mangiare a un gatto che ha preso possesso del suo balcone. Sulla scia dello stesso candore che non biasimi ma spii, eccole lì le dichiarazioni plateali, i fratelli che vengono al primo posto, quei viaggi in macchina che sono il migliore commiato. Anche se hai una famiglia sfasciata, tu, e a un freddissimo dicembre siete sopravvissuti giusto in due. Però quel chiasso a cena lo sogni prima di alzarti di soprassalto alle sei e quaranta in punto. Ora che è finito, con ascolti che non calano di una virgola, lascio sfitti i miei dotti lacrimali fino a un nuovo ciclo di episodi. Convinto che il prossimo autunno, in loro compagnia, troverò altri spunti per riconciliarmi con le emozioni che non sentivo. (9)
I ♥ Telefilm: This is us | Search PartyCi vuole un po' per rendersi conto che quelli non sono gli anni '80 che sul piccolo schermo, tra Stranger Things e un Red Oaks, vanno per la maggiore. L'impressione nasce dal poster vintage e dal guardaroba dei giovani protagonisti di una comedy un po' gialla e un po' nera, che ha fatto il suo debutto lo scorso inverno rischiando di passare sotto silenzio. Neanche i subber, pensate, si sono adoperati troppo in fretta. Hanno caricato gli episodi in ritardo, in disordine, sapendo che li attendevamo in pochi. Ho scoperto Search Party in mancanza di qualcosa di meglio. La serie, ambientata in una New York che più indie non si può, prende avvio con le scomparsa di una ragazza, Chantal. Nei boschi viene ritrovato un suo indumento insanguinato. Ad arrovellarsi sulla sua sparizione, mentre la famiglia la piange già, una compagna di corso di nome Dory che l'ha ignorata platealmente in tutti gli anni di università. Come mai quella curiosità, quella preoccupazione, per il destino di una mezza sconosciuta? La protagonista, che si chiama come il pesciolino smemorato di Nemo, è convinta di averla vista a qualche giorno di distanza dal suo presunto omicidio. Chantal è viva, ma si nasconde. Da chi, e perché? Ci sono la Grande Mela alternativa di Girls e, su carta, la variante hipster della rimpianta Veronica Mars. L'improvvisata detective di cui ogni riccio è un capriccio coinvolge nella ricerca il fidanzato di lunga data, nuotatore allampanato e fedelissimo; l'esilarante e inaffidabile amico gay, uscito da un episodio di Will & Grace; la classica amica bionda e viziata che, pur senza un briciolo di talento, vorrebbe sfondare in un improbabile poliziesco per il piccolo schermo. La situazione si ingarbuglierà con la comparsa di un investigatore privato – terzo incomodo in un potenziale triangolo amoroso -, culti misteriosi e testimoni suicide. Per scoprire la verità: dieci puntate di venti minuti ognuna. Nel mentre: più di qualche sorriso, un rapporto di amore-odio verso l'altrimenti adorabile Sarah-Violet Bliss, un epilogo soddisfacente ma non troppo (una seconda stagione è stata già confermata, sempre in sordina). Search Party è un fumetto impensato e freschissimo. Pieno di misteri irrisolvibili e di presenze care a me, al Sundance e dintorni. (7+)

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog