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Il calcio italiano è a rischio crack: 88 club su 107 sono in rosso

Creato il 03 aprile 2012 da Ilreferendum

di Antonio Borsa

Il calcio Italiano è a rischio crack: 88 club su 107 sono in rossoChe la crisi mondiale potesse ripercuotersi anche nel mondo del pallone era scontato, che il calcio italiano diventasse uno dei campionati europei più in deficit no. Poco o nulla si è fatto per ovviare a questa emorragia finanziaria che da troppo tempo si abbatte sul calcio nostrano. Lo scenario esposto dal Report Calcio 2012, presentato all’Abi da Figc, Arel e PricewaterhouseCoopers è a dir poco allucinante: l’indebitamento complessivo  nel 2010 – 2011 è di 2,6 miliardi di euro, +0,3 rispetto alla stagione precedente.

Un rosso che coinvolge tutte le leghe: su 107 club analizzati, infatti solo 19 sono risultati in regola mentre tante storiche società rischiano la bancarotta. Tutto questo perchè a differenza di tante altre squadre del vecchio continente, nessuno ha cercato di espandere il marchio societario o avviare nuove partnership e sponsorizzazioni. I principali ricavi della serie A, ben l’82% del guadagno lordo, derivano dai soli diritti tv e i restanti introiti sono forniti dalle coppe Europee, merchandising e via discorrendo.

Troppo tardi si è cercato di dare una sterzata a questo momento critico: i Presidenti delle squadre di calcio, che per anni hanno riversato milioni per questo sport, hanno iniziato a spendere meno per il calciomercato e per gli ingaggi dei giocatori, cose che da sole però non possono risolvere tutti i mali.

Il ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi giorni fa ha spiegato come la crisi Nazionale abbia influito: “Il calcio è una grande realtà, ma io faccio il ragioniere e leggo bilanci molto preoccupanti. In altri ambiti, con quei numeri si parlerebbe di società prossime al fallimento. Il Paese è in crisi, una crisi che sarà ancora lunga. Così sarà difficile trovare dei mecenati che investano nel calcio. Si rischia di non trovare società in grado di iscriversi ai campionati”.

Il calcio Italiano è a rischio crack: 88 club su 107 sono in rossoSe da una parte le tv sono l’introito per eccellenza dei vari club, dall’altra hanno contribuito ad una sostanziale riduzione del tifosi sugli spalti, causa gli spezzatini delle partite e i turni infrasettimanali che servono a raggiungere i mercati internazionali ma rendono sempre più difficile la presenza degli ultras allo Stadio.

Osservando i dati, gli stadi di serie A sono stati riempiti solo al 56%, con un calo delle entrate pari a 22,4 milioni di euro. Molti club per rilanciare il tifo sugli spalti stanno spingendo per una nuova normativa, ma a giudicare dalle parole del Ministro Gnudi, i tempi sono davvero lunghi: “Che la legge sugli stadi di proprietà sia una priorità per il mondo del calcio è indiscutibile. Sono convinto che l’iter di questa legge vada portato avanti, anche per innescare nuovi investimenti da parte dei privati. Parliamo di 800 milioni di euro, utili alla crescita del paese. Ma si farà solo al termine di un percorso virtuoso, che per realizzarsi, però, ha anche bisogno che finisca queste crisi. Altrimenti anche con la nuova legge, sarà difficile trovare degli investitori”.

Non ci resta che incrociare le dita e aspettare  che qualcuno si dia una mossa, prima che questa crisi inghiotti del tutto ciò che rimane della nostra Serie A.


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