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"Il Caos delle Religioni" di Salvador Freixedo

Da Risveglioedizioni
Caos delle Religioni
Quanto alla religione, l’umanità è sempre stata immersa in un caos. Migliaia di comandamenti, migliaia di precetti, migliaia di peccati, migliaia di riti, migliaia di preghiere, migliaia di promesse e migliaia di minacce provenienti da migliaia di dèi. Ma chi sono questi dèi? Per la maggior parte degli uomini, il dio della propria infanzia, il dio che viene insegnato dai genitori, è il Dio vero, e pochi sono coloro che riescono a sottrarsi alla pesante àncora di questo dio dell’infanzia. La mente umana è troppo debole per permettersi da sola delle incursioni nel mondo del trascendente, e per questo motivo preferisce rimanere tranquilla laddove è stata collocata nella fanciullezza. Preferirà credere piuttosto che pensare; preferirà attendere piuttosto che avanzare da sola; preferirà la sicurezza del gregge piuttosto che l’incertezza di addentrarsi con le proprie forze negli abissi dell’aldilà. Per questo a tutti i leaders religiosi è tanto cara la parola “gregge”, e per questo a coloro che dirigono le coscienze piace tanto chiamare i fedeli con il nome di “pecore”. La pecora non si ribella – e ciò è buono per il “pastore” – e non si deve arrischiare a cercare da sola il proprio alimento – e questo è buono per la pecora – però in fin dei conti la pecora viene macellata da colui al quale il pastore fa capo. Gli uomini in questioni politiche hanno innumerevoli opinioni e le difendono tenacemente, ma in questioni religiose preferiscono che siano altri quelli che dicano loro ciò che bisogna pensare. Immediatamente cercano un maestro, un guru, un swami, un confessore, un rabbino, un medium e li cercano in questo mondo oppure in altri mondi sotto forma di “spiriti guida”, di “extraterrestri” o di dèi; l’importante è “credere” in qualcosa affinché la psiche si tranquillizzi e per non incorrere nelle maledizioni, nei castighi o nelle dannazioni di cui sono così generosi tutti i profeti e tutte le religioni. È un mistero il fatto che tutti i grandi leaders religiosi, incluso il Budda, hanno sempre sostenuto che il proprio era l’unico cammino possibile. A mio modo di vedere la soluzione a questo mistero sta nel fatto che questi stessi grandi maestri erano manipolati da altre forze superiori, come noi lo siamo dai maestri. Essi vedevano e sapevano più dell’uomo comune, o forse addirittura molto di più, ma come l’uomo comune distano infinitamente dalla conoscenza del vero mistero del cosmo. In altre parole, comunicavano con gli “dèi”, ma non con Dio. Le forze superiori con le quali avevano relazione gli facevano credere che esse erano “Dio”, però l’umanità, dopo migliaia di anni d’inganno, in un certo senso ha raggiunto un grado di evoluzione sufficiente per rendersi conto che quelle forze non sono l’Essere Supremo o la Causa Prima. Il dio di Sathya Sai Baba non è il dio di Bapak Subuh; il dio di Bapak Subuh non sa nulla del mondo degli spiriti di Allan Kardec; gli spiriti guida di Kardec non conoscono il mondo degli “extraterrestri”, né gli “extraterrestri” ci parlano dei “maestri ascesi” di Sanat Kumara, né questi sono d’accordo con il Yahweh di Mosè. Costellazioni di “maestri”, di “dèi” e di credenze, tutti che lottano per impadronirsi della coscienza dell’uomo e tutti, alla lunga, immergendolo in un caos. Per un parsi è peccato grave tagliarsi le unghie o i capelli senza seguire un determinato rito; un ebreo sorriderà di fronte a questa ingenuità, ma a sua volta si rifiuterà nel modo più assoluto di mangiare un’aragosta o delle costolette di maiale; un giainista inorridirà di fronte all’uso dell’insetticida, e un cattolico senz’altro provvederà a far versare al suo neonato dell’acqua sulla testa, perché altrimenti la sua salvezza sarà in pericolo. E fra tanti ammaestramenti e tanti riti, gli uomini continuano a venire in questo mondo senza sapere da dove vengono e continuano ad andarsene senza sapere con sicurezza dove si andrà. Il grande errore di Israele, come il grande errore di tutte le religioni, è quello di confondere i propri rispettivi dèi con la Causa Prima. La mente astratta dell’uomo concepisce il concetto di Dio universale presente in tutte le cose, ma quella stessa mente, nel cammino verso di Esso, commette l’errore infantile di cercare di comunicare direttamente e immediatamente, e allora è quando cade nella trappola degli intrusi che si fanno passare per Dio, cominciando a “credere” ciò che quei sostituti le dicono. E subito sorgono le domande: perché si intromettono? Perché ci ingannano? Il fatto che si intromettano ci sta già spiegando in certo modo il perché ci ingannano. Da un intruso ci si può aspettare qualsiasi cosa, posto che il mero fatto di intromettersi ci sta dicendo che è fuori legge e che probabilmente le sue intenzioni non sono buone. Molti non riescono a spiegarsi come sia possibile che questi “spiriti superiori” possano ingannare. Prescindiamo per un momento da “come” questo possa essere possibile, e guardiamo al fatto che ciò è una realtà: tutti dicono “tornerò”, però non tornano; tutti pronosticano catastrofi, e tuttavia queste non succedono mai come essi le avevano pronosticate; tutti dicono di essere “autentici”, però d’altra parte sono sconosciuti da altri “spiriti superiori” e i loro messaggi non sono in accordo con quelli del resto. Tratto da: "Israele, Popolo-Contatto" di Salvador Freixedo. Risveglio Edizioni, gennaio 2017
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