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Il Digitale in Italia in 7 Infografiche

Creato il 02 gennaio 2017 da Pedroelrey

Pochi giorni prima di Natale l'ISTAT ha pubblicato i dati del 2016 relativamente a cittadini, imprese e ICT. Abbiamo elaborato quanto reso disponibile per provare a renderlo comprensibile a colpo d'occhio.

Il comportamento delle imprese è stato valutato rispetto a 12 caratteristiche specifiche rilevate nell'indagine, che contribuiscono alla definizione dell'indicatore composito di digitalizzazione delle imprese denominato da Eurostat digital intensity indicator [per dettagli si veda la nota metodologica]. L'88.3% delle imprese con almeno 10 addetti si colloca ad un livello basso o molto basso di adozione dell'ICT [il dato è dell'81.6% per l'UE28].

Se senza dubbio il fattore dimensionale discrimina l'uso della Rete fra le imprese dai dati emerge un quadro che definire preoccupante è un eufemismo. Infatti, se per la stragrande maggioranza delle aziende è ormai acquisito avere un proprio sito web entrando nel dettaglio solo poco più di un terzo delle imprese offre almeno uno tra i seguenti servizi: accesso a cataloghi; tracciabilità ordinazioni; personalizzazione prodotti; personalizzazione contenuti. Insomma, nella grande maggioranza dei casi siamo ancora al "sito vetrina".

Nell'era in cui i social giocano un ruolo sempre più determinate sulla politica di tutto il mondo, Italia compresa ovviamente, e dunque sulla società nel suo complesso, meno del 40% della aziende ha una propria presenza su almeno un social [che nel 90% dei casi vuol dire sostanzialmente avere una pagina Facebook]. Ed ancora, solamente il 17.8% delle imprese fa investimenti pubblicitari in Rete. Orientamento che non migliora molto neppure per le grandi imprese che solo in un quarto dei casi fa pubblicità su Internet.

Certo è bello e giusto guardare avanti e parlare di Industria 4.0, ma vedendo i dati la realtà è che siamo anche in questo caso al 0.1, ahimè.

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    Frequenza Utilizzo di Internet Persone Over 6 anni Italia

Rispetto al 2015 aumenta la quota di persone di 6 anni e più che si sono connesse in Rete nei 12 mesi precedenti l'intervista [da 60.2% a 63.2%] e quella di chi si connette giornalmente, che però resta comunque una minoranza dei nostri connazionali [da 40.3% a 44.6%].

Pur rimanendo stabili rispetto all'anno precedente, sono notevoli anche le differenze per grado di istruzione e condizione professionale delle persone: ad aver navigato in Rete negli ultimi 12 mesi sono soprattutto i laureati [90.7%] e i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti [93.5%], mentre la quota scende a 60.3% tra chi è in possesso di licenza media e al 73.2% tra operai e apprendisti.

Meno di un terzo delle casalinghe [32.3%] ha usato Internet negli ultimi 12 mesi. Dato che non può che indurre a riflessione da un lato per quanto riguarda il media mix delle imprese che vogliono colpire questo genere di pubblico e, dall'altro lato, su come chi utilizza Internet con buona frequenza sia complessivamente più appetibile per le aziende, i brand, rispetto a chi in vece non ne fa uso.

Nel 2016 i non utenti del Web sono ancora più di un terzo [34.9%]. In particolare, tra i giovani, non si è mai connesso il 15.3% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, pari a 347mila persone, percentuale che sale a quasi la metà per coloro tra 6 e 10 anni evidenziano il ruolo nullo delle istituzioni scolastiche in tal senso.

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    Tipo Attività Svolta in Rete per Contenuti Culturali

Tra coloro maggiori di 15 anni che hanno usato la Rete almeno una volta negli ultimi tre mesi più della metà lo ha fatto, anche, per leggere giornali, informazioni, riviste online. Entrando però nel dettaglio per fasce di età si vede come la penetrazione salga progressivamente al crescere dell'età toccando il suo massimo per coloro over 65. I giornali sono un prodotto per vecchi anche nella loro versione online/digitale.

Guardare contenuti video è l'attività più praticata tra quelli che ISTAT definisce contenuti culturali, in particolare per tutti coloro tra 6 e 54 anni anni, mentre, al contrario, leggere o scaricare libri online o e-book è quella che minor favore incontra. Il presente, ed ancor più il futuro prossimo venturo, della Rete è video.

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    Tipo Attività Svolta in Rete per Interazione Sociale

Più della metà degli internauti [57.8%] ha usato il Web per creare un profilo utente, inviare messaggi o altro su Facebook o Twitter; oltre l'80% dei 15-24enni utilizza un social network in maniera attiva. A livello territoriale, l'uso dei social network è meno diffuso al Nord [54.7% rispetto a 60.8% di utenti residenti nel Centro e nel Mezzogiorno].

Se poco più del 50% degli utilizzatori di Internet invia messaggi su chat, blog, forum di discussione online, ben il 64.9% usa servizi di messaggeria istantanea per comunicare. L'uso di questi servizi di comunicazione veloce su Internet che possono raggiungere più persone contemporaneamente, ha fatto registrare una crescita di 5 punti percentuali rispetto al 2015.

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    Tipo Attività Svolta in Rete per Creatività & Partecipazione a Social Network Professionali

Se l'uso attivo dei social sopra riportato è consistente, lo è molto meno la creazione e diffusione di contenuti propri, originali. Ancora più ridotto è la partecipazione a social network professionali quali LinkedIn e/o Xing.

Nel 2016, poco meno di un terzo degli utenti di 15 anni e più [29% degli internauti, pressappoco 9 milioni 251mila persone] ha fatto ricorso ai servizi cloud - come dropbox, google drive, ecc. - per salvare documenti, immagini o altri file. Tali servizi sono utilizzati soprattutto dai giovani, in particolare tra i 20-24 anni [39.4%].

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Rispetto al 2015 aumenta dal 48.7% al 50.5% la quota di individui di 15 anni e più che hanno navigato in Internet e effettuato acquisti online nei tre mesi precedenti l'intervista; in particolare, negli ultimi tre mesi il 28.7% ha ordinato o comprato merci o servizi, il 12.0% nel corso dell'anno e il 9,7% più di un anno fa.

I servizi più utilizzati online sono quelli bancari [41.3% degli internauti], soprattutto nella classe di età 35-44 [48.7%] e quelli di pagamento, come ad esempio paypal, usati dal 34.4% degli utenti, con un picco tra i 20 e i 34 anni [43,2%], mentre il ricorso alle Rete per vendere merci o servizi, per esempio tramite ebay, è praticato dal 9.3% degli utenti.

Pur non avendo fatto acquisti tramite il web negli ultimi tre mesi, una larga percentuale di persone, ha comunque effettuato ricerca online di informazioni su merci o servizi e/o usato il canale online per la vendita di beni. Sono 9 milioni e 318mila persone, il 40.9% degli utenti di Internet negli ultimi tre mesi che "non-praticano" e-commerce.

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    Competenze Digitali degli Italiani

Dal 2015 la Commissione Europea, in accordo con gli istituti nazionali di statistica dei Paesi membri, ha adottato una nuova metodologia per misurare le competenze digitali degli individui. L'obiettivo è misurare la percezione degli individui che si sono connessi ad Internet negli ultimi 3 mesi rispetto alla loro capacità di svolgere alcune attività che definiscono quattro domini di competenze definiti dal "Digital Competence Framework" come information skill,
communication skill, problem solving skill e software skills for content manipulation.

Fra gli individui, solo il 28.3% degli utenti di Internet ha competenze digitali elevate, la maggioranza ha invece competenze di base [35.1%] o basse [33.3%[. Inoltre vi è una nicchia di internauti non ha alcuna competenza digitale [3.3%].

L'età resta un fattore importante ma non decisivo, i giovani 16-24enni hanno livelli avanzati quasi nel 40% dei casi. Un altro fattore discriminante è il grado di istruzione, anche se sono poco meno della metà [47,6%] i laureati che usano la Rete che hanno competenze digitali elevate.

Gli internauti hanno competenze digitali più avanzate per skill legati alla comunicazione [64,9%] e all'informazione [64,6%] rispetto a quelli collegati alla capacità di risolvere problemi [50,6%]e alla capacità di manipolare/veicolare contenuti digitali [49,2%]. Information skill, ovvero la capacità di identificare, localizzare, recuperare, archiviare, organizzare e analizzare le informazioni digitali, e giudicare se sono rilevanti rispetto al proprio scopo. Comunication skill: ovvero la capacità di comunicare in ambienti digitali, condividere le risorse attraverso strumenti online, collaborare attraverso strumenti digitali, interagire e partecipare alla comunità in Rete. Problem solving skill: risolvere problemi tecnici, aggiornare le proprie e le altrui competenze. Software skills for content manipulation: creare contenuti attraverso l'elaborazione di testi, immagini e video; integrare e rielaborare i contenuti già pubblicati; produrre forme espressive creative, essere a conoscenza e applicare i diritti di proprietà intellettuale.

Solo un'assoluta minoranza ha un livello di competenza elevato per tutti i domini. L'idraulico polacco siamo noi.

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