Magazine Motori

Il dopo Rossi e il nuovo Rossi

Da Motociclistidatavola

Commento all'intervista a Loris Capirossi.

Ho letto un'intervista a Loris Capirossi su Eurosport. Me l'hanno segnalata gli amici del bar virtuale. L'intervista si intitiola "Quando si ritirerà Rossi ne soffriremo, ma poi ne troveremo un altro".
Ecco il passaggio all'interno dell'intervista.

"A livello mediatico italiano qualcosa mancherà perché Valentino ha un seguito incredibile di tifosi. Ma si diceva così anche quando Agostini doveva smettere - ha spiegato l'ex pilota ai microfoni di 'Tutti convocati' su Radio24 -. Poi arrivano nuovi talenti e nuovi piloti, anche visi simpatici, che gli danno gas. È una ruota che gira. Altrimenti lo facciamo correre fino ad ottant'anni...", ha scherzato. 
Bene, partendo da questo al Bar sono iniziate diverse riflessioni. Ecco la mia sintesi del ragionamento, ecco quello che penso del dopo Rossi.
Dal 1998, più che dal 2003, negli USA stanno cercando il nuovo Jordan. E' sistematico, seguendo un po' il basket mi sono imbattuto in tanti "eredi" di His Airness. E il tormentone funziona. Ma un nuovo Jordan non l'hanno ancora trovato. Hanno trovato tantissimi giocatori molto forti, campioni, talenti unici, giocatori impressionanti. Il migliore è sicuramente LeBron James, una delle robe più forti che abbia mai giocato a basket. Ma non è Jordan. A livello sportivo lo è sicuramente, anche se detrattori e sostenitori potrebbero accendersi in diatribe per giorni, ma non è Jordan. Jordan ha vinto sei titoli, c'è chi ne ha vinti di più. Non è in cima a nessuna delle statistiche che tanto appassionano i tifosi d'oltreoceano. E' fra i primissimi ovunque ma non in cima. Però Jordan per la sua lega è stato qualcosa di molto più che un giocatore, è stato quello che ha preso il simbolo raffigurante Jerry West e ne ha fatto un logo mondiale. Al momento del primissimo ritiro (1995) la leggenda vuole che la lega fosse contenta perchè il brand MJ stava superando quello della lega.
Ecco, dopo tutta questa filippica sul basket torniamo a noi. La motoGP troverà tanti nuovi Rossi e cavalcherà la cosa per anni, a tanti sarà affibiata la pesante eredità e questo servirà per reggere il baraccone a lungo. Però non troveranno mai un nuovo Rossi. Almeno non dal punto del business. Rossi ha dato una nuova visibilità a questo sport, gli ha dato una nuova dimensione. Non ci fosse stato Rossi forse non ci sarebbe neppure questo post, per dire, ma non perchè non interesserebbe a me ma perchè si parlerebbe di motoGP solo a livelli più competenti e specializzati e non in un blog dove si parla spesso di tagliatelle e grigliate miste. Riporto ancora una volta la battuta che fece Marc Marquez qualche anno fa "quando dico che corro in motoGP non sempre mi capiscono, quando dico che corro con Valentino Rossi capiscono tutti cosa faccio". Ci sono sponsor di team di moto2 e moto3 che mettono i loro soldi per avere un paio di pass da dare ai clienti per vedere correre Rossi. Quindi l'impatto di Rossi sul business motoGP non è replicabile nel breve. Rossi è stato quello che è stato anche Agostini, e non parlo di vittorie e titoli. Agostini fu il primo pilota a mettere sponsor sulla tuta, a sfruttare la sua avvenenza per pubblicità, film, fotoromanzi ecc ecc.
Se nomino Giacomo Agostini a mia nonna lei capisce di cosa parlo. Agostini "inventò" il professionismo, per certi versi. In un'epoca in cui il campione del mondo Mario Lega correva in moto come secondo lavoro, oltre a fare il tecnico SIP, Ago era un professionista, con sponsor e attività extra motoristiche.
Rossi è stato il 2.0 di questo, l'evoluzione successiva, è stato il personaggio che per capacità comunicative, ingegno e longevità è stato capace di essere personaggio e di trarne profitto. Fra l'altro alzando anche il livello di professionismo, spendendo tempo per la preparazione atletica e tutto il resto. Insomma, è stato qualcosina in più di un simpaticone con lo scherzo sempre in canna e la risata a bocca larga.
Quindi non credo si troverà subito un altro Rossi, uno cioè in grado di far fare un altro salto di business alla MotoGP, però ci saranno altri campioni. Marquez è destinato ad essere uno dei più grandi di sempre ma non so se fra dieci, quindici anni ci ricorderemo una motoGP ante Marquez e una post Marquez, in termini di crescita. Ci saranno tanti campioni, alcuni avranno la sfiga di essere etichettati come i nuovi Rossi, su questo ci si ricamerà molto, alcuni ci proveranno, alcuni hanno tentato di scimmiottarlo (facendo figure un po' ridicole...).
Poi arriverà un nuovo Rossi, qualcuno che cambierà ancora una volta tutto. Magari avrà gli occhi a mandorla e aprirà un nuovo mercato, porterà pubblico ed interesse da terre che al momento di affacciano solo al circus del mondiale o magari avrà gli occhi a mandorla ma sancirà il ritorno di una scuola, che persa la giovane promessa Kato, non è più stata in grado di esprimersi sui livelli che ha sempre occupato. Non lo so. So che ci sarà ma se pensiamo che sostituire Rossi sia una questione sportiva ci stiamo limitando. Il nuovo Rossi in pista c'è già, anzi ce ne sono diversi che probabilmente sono anche meglio. E' quello che è successo da quando c'è lui che è difficile da replicare. Ma, proprio come succede per Jordan, anche la continua ricerca è già sufficiente per alimentare e far crescere il business. Per chiudere con una cazzata e non sembrare troppo seri: la ricerca del nuovo rossi è essa stessa il nuovo Rossi.
Il dopo Rossi e il nuovo Rossi

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog