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Il fallimento del treno. Meglio abbandonarlo

Creato il 22 ottobre 2014 da Cremonademocratica @paolozignani

E’ di oggi la notizia diramata dal Pd regionale: Trenord, Alloni e Carra(PD): “Il numero verde per reclami e segnalazioni è stato disattivato. Da qualche mese il call center è a pagamento”.

Da almeno vent’anni vengono date notizie di incontri, accordi, proteste mentre il servizio ferroviario peggiora a un punto tale che i treni viaggiano vuoti mentre ai passaggi a livello i viaggiatori – forzati dall’automobile – perdono tempo in attese inutili. E’ un drammatico fallimento per il treno.
Vale ancora la pena di leggere migliaia di comunicati senza che si parli mai di un’alternativa radicale?

Nessuna azione significativa di contrasto alla catastrofe del treno è stata presa. Anzi. Invece di abbandonare il servizio che costa montagne di soldi pubblici e danneggia i pendolari, si continua a trattare su qualche piccolo miglioramento. Basterebbero abbandonare il treno per alcuni mesi e persino la Regione comincerebbe a capire.
Perché non privatizzare con un bando di gara europeo? Patti chiari. Vinca chi soddisfa le condizioni poste dal bando e i viaggiatori organizzino azioni economicamente dannose al gestore se non li rispetta.

Privatizzare significa dare più potere ai clienti, se questi si organizzano.
Se non si organizzano, il servizio “pubblico” continuerà a danneggiarli con estrema gioia di chi fa affari alle loro spalle: fornitori, gestori, enti locali, aziende…

La privatizzazione mette a rischio i posti di lavoro? E questo servizio no?
Gli enti locali escano dalle partecipate che gestiscono il trasporto pubblico locale. Solo così possono combatterlo. Sempre che i cittadini non subiscano più passivamente.

Resta un fatto: il servizio è fallito, non ha mai dato in tanti anni i risultati dovuti.

E’ un’opinione del tutto del tutto individuale che non verrà considerata.

Qui sotto l’ultimo comunicato del sindaco di Cremona. Grazie per l’impegno ma pare finita.

Incontro congiunto Cremona, Mantova e Lodi in Regione con l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Alberto Cavalli. Presenti il sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, l’assessore al Territorio e alla Salute Alessia Manfredini e l’Assessore alla mobilità del Comune di Lodi Tommaso Premoli. Assente il vicesindaco del Comune di Mantova Espedito Rose che però ha fatto pervenire a Cremona, a Mantova e all’Assessore Cavalli la sua posizione, già condivisa peraltro nella lettera congiunta inviata in Regione a settembre dai tre sindaci. “Non siamo venuti qui solo per chiedere una maggiore qualità del servizio ferroviario – ha esordito il sindaco Galimberti – ma siamo venuti a dire anche che Cremona c’è e sta facendo la sua parte, lavorando su prospettive di sviluppo. Se il cuore pulsa, ma le arterie non funzionano il territorio muore”. Riconosciuto dall’Assessore Cavalli e dai tecnici regionali il progressivo peggioramento del servizio in particolare della linea Mantova-Cremona-Milano e la situazione critica della Cremona-Brescia. I Comuni hanno chiesto all’Assessore Cavalli una verifica sulla fattibilità del treno dei capoluoghi, collegamento con fermate Mantova, Piadena, Cremona, Lodi, Milano, e sullo stato del protocollo d’intesa firmato da Rfi e Trenord e contenente, tra le altre cose, i raddoppi selettivi della tratta.
La Regione ha manifestato la propria disponibilità tecnica ad approfondire una nuova fattibilità di velocizzazione della tratta in un tavolo di confronto. “Moltissimi cittadini – ha proseguito il sindaco – ogni giorno vivono condizioni di mobilità, di lavoro e di vita davvero critiche a causa dei disservizi ferroviari. Se la linea è satura a livello infrastrutturale, capiamo insieme quali possono essere azioni anche sperimentali per il miglioramento del servizio. Ci sono delle novità importanti. Abbiamo riunito pendolari e ferrovieri e abbiamo riunito i territori al di là dell’appartenenza politica: Cremona, Mantova e Lodi insieme per la prima volta. C’è una volontà politica nuova che dice alla Regione che il sud della Lombardia ha bisogno di un riscatto. Abbiamo davanti l’occasione di Expo, proviamo a capire insieme azioni sperimentali e a costruire una prospettiva con una tempistica chiara e comunicabile”.
I prossimi passi: i Comuni elaboreranno una lettera con la richiesta precisa a Regione, Trenord e Rfi di avviare lo studio di un treno veloce sperimentale per Expo, come primo passo nel weekend. Cremona, Mantova e Lodi chiederanno anche il cronoprogramma del protocollo d’intesa sottoscritto da Regione Lombardia e Rfi ormai tre mesi fa. Come tempistiche, nella lettera i Comuni insisteranno sulla convocazione del tavolo entro il mese di novembre.


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