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Il fascino indiscreto del Giappone

Creato il 17 novembre 2015 da Cannibal Kid
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Il fascino indiscreto del GiapponeIl fascino indiscreto dell'amore (Belgio, Francia, Canada 2014) Titolo originale: Tokyo Fiancée Regia: Stefan Liberski Sceneggiatura: Stefan Liberski Tratto dal romanzo: Né di Eva né di Adamo di Amélie Nothomb Cast: Pauline Etienne, Taichi Inoue, Julie LeBreton, Alice de Lencquesaing, Akimi Ota, Hiroki Kageyama, Tokio Yokoi, Hiromi Asai Genere: yatta! Se ti piace guarda anche: Lost in Translation, Girls
Amélie è una ragazza belga che sogna di essere giapponese. Prima di farla internare in un manicomio, aspettate un attimo. Per caso voi non avete mai desiderato di essere di un altro paese? Io sono cresciuto con i film americani, con la musica britannica e con un radical-chicchismo molto francese e quindi sì, mi è capitato spesso di sognare di non essere italiano. Quando sono all'estero, mi rendo però conto la mia natura viene fuori in maniera prepotente. Ad esempio quando in Belgio ho visto della gente fare la coda in maniera precisa e ordinata fuori da un panettiere, o per salire su un autobus, manco fossero all'Expo, mi sono chiesto: “Ma questi sono scemi, o sono dei robot?”. Per quanto ci sono un sacco di cose dell'Italia che non mi piacciono, in primis la musica, sono italiano e non credo di poter far niente per cambiare questa situazione. Così come non può farci niente Amélie. Sogna di essere giapponese, ma non potrà mai esserlo per davvero, visto che è una belga radical-chic senza speranza.
Il fascino indiscreto del Giappone
Amélie non è da confondere con quella dello stucchevole Il favoloso (ma dove?) mondo di Amélie, uno dei film e uno dei personaggi più sopravvalutati e fastidiosi della Storia del Cinema, o se non altro del Cinema degli ultimi 20 anni. La Amélie de Il fascino indiscreto dell'amore è invece l'alter-ego cinematografico di Amélie Nothomb, l'autrice del romanzo dalle tinte autobiografiche Né di Eva né di Adamo cui la pellicola si ispira. Per quanto questa scrittrice mi sia stata consigliata da più parti e abbia desiderato in più di un'occasione di prendere in mano un suo libro, alla fine non l'ho mai fatto e così grazie a questo film mi sono potuto finalmente avvicinare al suo (questo sì davvero) favoloso mondo. Com'è stato? Diciamo che non sono rimasto deluso. Per niente.

Il fascino indiscreto del Giappone

"Ho adorato questo film!"


Tralasciando il surrealista titolo italiano, Il fascino indiscreto dell'amore è uno di quei film che probabilmente dalle nostre parti non piacerà a nessuno, o quasi a nessuno. Troppo semplice per piacere al pubblico intellettualoide e troppo intellettualoide per piacere al pubblico di massa. Forse non è piaciuto nemmeno in Francia, visto che la protagonista è belga e tra francesi e belgi c'è un po' di rivalità. Come d'altra parte c'è tra francesi e italiani e certo che questi francesi sono rivali di tutti. Sarà per questo che mi piacciono.
Così come mi è piaciuta la protagonista del film, la belga Pauline Etienne. Non intendo fisicamente. Mi è piaciuto il suo personaggio, la sua Amélie, ed essendo l'alter-ego di Amélie Nothomb significa che mi piace Amélie Nothomb e quindi farei bene a recuperarmi qualche suo romanzo. E mi è piaciuta pure la storia d'amore-ma-non-troppo tra Amélie e il giapponese Rinri. Anche in questo caso non intendo in senso fisico. Le scene in cui lo fanno infatti sono sexy quanto vedere due cani che si accoppiano. E no, non è una cosa sexy e se la considerate tale avete dei problemi seri. Altroché quelli di una ragazza belga fangirl del Giappone.

Il fascino indiscreto del Giappone

"Mi sono sposata con... il Giappone!"


Il fascino indiscreto del Giappone

"Ooh, certo che tu sei pazza... volevo dire strana, tu sei strana."


Ulteriore cosa che mi è piaciuta un sacco: l'ambientazione giapponese. Il fascino indiscreto dell'amore è un po' una versione meno americana e più franco-belga-canadese di Lost in Translation. Cosa che significa che è tutto un altro mondo. È tutto un altro punto di vista. Così come quello di Amélie Nothomb è tutto un altro mondo rispetto a quello di Amélie Poulain. Per quanto non privo di qualche difetto, come un'impronta registica non fortissima o una parte finale che mi è parsa un pochino sbrigativa, non so se finora si era capito ma Il fascino indiscreto dell'amore mi è piaciuto un bel po'. Al punto da far venire voglia anche a me di essere nipponico. Quello che chiedo io a San Gennaro allora è: ti prego, fammi diventare giapponese! (voto 7+/10)

P.S. La scena in cui la protagonista canta “J'aime le Japon”, versione adattata apposta per il film dell'irresistibile hit francese anni '80 di Sandra Kim “J'aime la vie”, è fantastica quasi quanto il video di “Sono giapponese”.

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