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Il “Fuori salone” del mercato di Luino sbarca nel Centro Storico

Creato il 16 luglio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

Venerdì 21 luglio a partire dalle ore 18.30, il borgo antico di Luino, con ritrovo in via Cavallotti, si vestirà con eleganti ed artistici drappi di tessuto in 100% lino. Il merito va alle eccellenze artigianali ed imprenditoriali del tessile e dell'abbigliamento, le quali hanno desiderato proporre un'iniziativa per riscoprire le radici di un territorio che, in un passato lontano, si distingueva nel mondo proprio in questo settore. Ora lo si rilancia, rinnovandone il concept, adeguandolo ai tempi attuali, proponendo una fibra nobile che, si dice, serbi le proprietà intrinseche persino per abbigliare dee egizie come Iside.

E l'esposizione ispirerà anche il primo "fuori salone" del mercato di Luino: il 26 luglio a partire dalle 10, infatti, si terrà un vero e proprio evento nell'evento che segnerà una data storica per la città. Nel tratto del nuovo lungolago, infatti, i creativi del tessile proporranno un'installazione temporanea dedicata alla nobile fibra del lino, che fungerà da "volano" per richiamare l'attenzione all'esposizione artistica e mostra pedagogica in corso nel cuore pulsante dell'antico borgo.

Il progetto, patrocinato dal Comune di Luino e dalla Comunità Montana Valli del Verbano, è stato ideato e sviluppato da Monica Elisabetta Trussi con altri creativi e comunicatori con pluriennale esperienza nel settore. Monica Elisabetta Trussi esprime la forza della raffinatezza italiana nel mondo, affondando le sue radici familiari nella tradizione toscana, conosce le proprietà e la lavorabilità dei tessuti ed ha tra le sue competenze un valore aggiunto: la profonda conoscenza dei filati pregiati e nobili che esprime nelle sue collezioni.

Il centro storico di Luino sarà così un fuori salone nel tradizionale mercato del mercoled ì, palcoscenico di un'esposizione della pregiata fibra che impreziosirà le suddette location con istallazioni artistiche semplici e discrete ma di grande impatto visivo, tattile e emotivo. La famiglia Oldani, che da 40 anni opera nel settore della camiceria su misura, ha creato bozzetti per le grandi firme italiane che hanno scritto la storia della moda internazionale e Giovanni Sassolini, attualmente presidente dell'ente "Mostra Valtiberina", che ha scelto di partecipare dopo la sua visita a Luino del mese scorso con i tessuti della sua storica Busatti, coinvolgendo Fabrizia Caniato: tutti loro hanno creduto per primi nel progetto di riportare a Luino la tradizione del tessile con un gusto contemporaneo.

All'interno di un percorso ritmato da allestimenti aerei e vetrine ulteriore esperienza didattica-comunicativa anche il "Giardino delle piante tintoree e da fibre", organizzato nella caratteristica e storica corte del colorificio Luinese di Angela Bossi. Molte le piante preziose per tingere in modo naturale i tessuti tra cui sambuco, edera e la camelia sinensis.

Il mercato di Luino è un "open air" che affonda le sue radici nella storia della città, rappresentando nel tempo un elemento sia culturale che propulsivo per lo sviluppo turistico e commerciale dell'Alto Verbano. L'immagine del mercato rappresenta anche il 'genius loci', lo spirito del luogo, risultato della storia di un territorio, delle risorse tangibili e intangibili di un'area che si evolvono nel tempo. Le tante bancarelle ne esprimono l'identità, ne valorizzano la vocazione e avvalorano il contesto, anche come destinazione turistica.

Il nostro mercato, infatti, rappresentava negli anni del boom del tessile un punto di riferimento per l' acquisto di stoffe.

Cenni storici. Il mercato si presenta nel cuore dell'Europa, a Luino, in una Città che si fa portale aprendosi al vecchio continente: con Carlo V nel 1535 si concesse a Luino, con il permesso dell'Imperatore, che il mercato si tenesse a settimane alterne con Maccagno. Tante le bancarelle del settore tessile con lane, tele, fili, pizzi e tinture: il quadro di metà '800 vede Luino protagonista di quella che sarà una vera e propria esplosione nell'industria tessile con la nascita di tintorie e stamperie su tela, filande a vapore con torcitoi. Nel 1847 esistevano attività con molti addetti, per fare un esempio, una azienda di un totale di 369, una filanda con 300 operai e e tre filatoi con 700 operai. Nell'inchiesta industriale del 1872 abbiamo ancora dei numeri notevoli e agli inizi del ventesimo secolo, la nostra industria vantava macchinari tessili esportati persino all'estero in tutte le regioni seriche del mondo: da Shanghai alla Russia degli Zar. Insieme alle macchine andarono in Russia montatori e "maestre" per insegnarne l'uso agli stranieri. Oltre alla seta, il nostro territorio vanta una notevole storia anche di cotonifici. Nel 1873, gli Hussy proponevano a Luino una tessitura per prodotti di qualità, come stoffe fantasia, fazzoletti, cotonine colorate. La tessitura era dotata di 100 telai acquistati in Svizzera e in Inghilterra cresciuti a 400 nel 1873. Nel 1878 in Svizzera gli Hussy si allearono con Winterthur e Vosch e impiantarono a lato della tessitura, una filatura che utilizzava la crescente importazione di cotone greggio dall'America. Grazie a queste innovazioni industriali gli Hussy installarono il primo telefono luinese tra lo stabilimento, la stazione e l'imbarcadero nel 1926 davano lavoro a 1100 dipendenti.

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