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Il genio criminale, di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi

Creato il 26 maggio 2015 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

Il genio criminale - cover def

Autori: Carlo Lucarelli & Massimo Picozzi
Titolo: Il genio criminale
Anno: 2009
Pagine: 202
Casa editrice: Mondadori
Genere: cronaca nera, non fiction
Formato: cartaceo
Prezzo consigliato: 9.50 €

Trama:
Quando parliamo di crimine, pensiamo immediatamente a storie efferate, intessute di crudeltà e di sangue. Ma il crimine non è fatto solo di violenza e paura, spesso le imprese dei suoi protagonisti stupiscono per intelligenza, talento creativo e, talvolta, guizzi di vera e propria genialità. Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi ripercorrono le incredibili vicende di quanti della propria attività criminale sono riusciti a fare “un’arte”. Da Amleto Vespa, finito a far la spia in Manciuria tra la prima e la seconda guerra mondiale, a Vincenzo Peruggia, che un giorno del 1911 si mise sotto il braccio la Gioconda di Leonardo e se ne andò indisturbato dall’uscita di servizio del Louvre. Da Ted Kaczinski, più noto come Unabomber, che ha tenuto in scacco l’FBI per quasi vent’anni, a Graziano Mesina, passando per figure decisamente ambigue, come Wanna Marchi o Felice Maniero. Da Han van Meegeren, capace di dipingere e vendere falsi Vermeer persino a Hermann Göring, agli uomini che misero a segno il vero colpo del secolo, la rapina alla Brink’s Bank di Boston. Storie di genialità in cui c’è sempre qualcosa di straordinario, qualcosa che fa dimenticare che, in fondo, stiamo parlando di criminali.

Giudizio:
Dato che parliamo di casi di cronaca, analizzare i personaggi risulta superfluo. Più che altro potremmo chiederci se i criminali selezionati siano interessanti. E la risposta sarebbe: sì.
Non solo perché sette su undici sono italiani, quindi vicini al nostro mondo, alla nostra visione delle cose. Ma anche, e soprattutto, perché si tratta di veri geni, non c’è nessuna esagerazione.
Persone straordinarie, talenti sprecati nel crimine, certo, ma comunque degni di nota.

Senza entrare nel merito delle biografie – sarebbe un peccato anticipare qualcosa – conviene soffermarci sullo stile. Il testo è scorrevole e avvincente, grazie a una prosa asciutta e ritmata, caratterizzata da periodi lunghi ma ben scanditi dalla punteggiatura. La narrazione è sintetica, senza essere però povera dei dettagli giusti. Il lessico è semplice ed equilibrato, tutt’altro che stancante. Insomma, la materia prima è buona e altrettanto buona è la raffinazione della stessa.

Il formato, simile a quello delle raccolte di racconti, presenta il vantaggio di una lettura frammentaria: si può scegliere di iniziare con una storia che più ci interessa per poi procedere in ordine sparso, così come è possibile interrompere la lettura o alternarla a quella di un romanzo, come ho fatto io, senza perdere mai il filo.
D’altra parte, però, questo formato può rivelarsi un’arma a doppio taglio: non essendoci continuità, il rischio di abbandonare il volume sale. In teoria. Perché in pratica, un po’ per la lunghezza contenuta dei singoli episodi e dell’intero libro, un po’ per la qualità delle storie, il rischi viene evitato.

Una lettura piacevole, adatta anche a un pubblico meno interessato alla fiction.

lucarelli

Sugli autori:
Carlo Lucarelli è un noto giallista e conduttore televisivo italiano. Si occupa anche di radio, fiction televisive, fumetti, saggistica e giornalismo. Tra le sue opere ricordiamo il ciclo di Grazia Negro, che include, tra gli altri, il breve romanzo “Lupo Mannaro”, già recensito su Fralerighe.

massimo-picozzi

Massimo Picozzi è uno psichiatra, criminologo e saggista italiano, consulente per la gestione delle emozioni in ambito manageriale e sportivo. Con Carlo Lucarelli ha pubblicato, oltre a questo libro: Sex Crimes, La nera, Tracce Criminali, Scena del Crimine, Serial Killer, tutti per Mondadori.

Aniello Troiano



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