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Il gladiatore: al mio segnale scatenate i commenti

Creato il 05 marzo 2013 da Dennyb @Denny_B1
Il gladiatore

Il gladiatore: al mio segnale scatenate i commenti

Fonte foto: www.laservideo24.net

Il gladiatore è un cult. Chi non l'ha mai visto almeno una volta?   Chi dopo aver visto i titoli di coda non gli è rimasto un groppo in gola? Chi non ha mai pronunciato almeno una volta l'epica frase "Al mio segnale scatenate l'inferno"? Ma chi, chi, chissenefrega, Denny B. Scrivi sta recensione e falla finita. Ok, va bene. La trama per chi non la sapesse è questa: Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) è un generale dell'esercito dell'Impero romano. L'Imperatore Marco Aurelio, vecchio e malato, lo ama più di suo figlio Commodo (Joaquin Phoenix) tanto che gli comunica che lui sarebbe diventato il nuovo Imperatore di Roma dopo la sua morte. Ma Commodo, geloso, uccide il padre e condanna a morte Massimo, ma quest'ultimo riesce a scappare e a tornare a casa da sua moglie e suo figlio, salvo trovarsi davanti distruzione, desolazione e i suoi cari bruciati e crocifissi. Massimo diventerà uno schiavo e poi un famoso gladiatore, amato più dell'Imperatore Commodo stesso. A parte i tanti errori presenti nel film che non saranno sfuggiti agli amanti della storia, resta un grandissimo film drammatico - non storico - e il pregio sono gli attori straordinari che hanno interpretato personaggi che rimarranno impressi nella memoria collettiva per molto e molto tempo.

Il gladiatore: al mio segnale scatenate i commenti

"Al mio segnale ragazzi copritevi bene perché fa un freddo porco."

Russell Crowe - giustamente premiato con l'Oscar nel 2001 - sembra essere nato per interpretare il generale Massimo. Ha il fisico giusto, un volto incredibile (perché Madre Natura non mi ha fatto dono di un volto così?!) e ottime doti recitative: ricordiamoci, oltre a questa, la sua performance in Insider - Dietro la verità in cui recita con il Dio Al Pacino o nel film di Ron Howard A beautiful mind dove l'Academy nel 2002 non gli diede il premio perché premiare un attore due anni di seguito valeva dire a tutti "prendete quest'uomo come esempio", e ripiegarono su Denzel Washington che non l'aveva ancora ricevuto. A Russell due volte di seguito no no per carità, ma a Forrest Tom Hanks sì, solo perché ha la famiglia del mulino bianco, intendiamoci, come attore è strasopravvalutato. 

Il gladiatore: al mio segnale scatenate i commenti

"Ecco cosa penso di Daniel Day-Lewis e dell'Academy intera."

Poi c'è Joaquin Phoenix che è un mostro di bravura dove interpreta un uomo cattivo, sì, ma prettamente solo, amato da nessuno, che tenta in tutti i modi di farsi amare dal padre, ma invano. Se gli avessero dato l'Oscar non sarebbe stato uno scandalo, anzi sarebbe stato un premio più che meritato. Brava e bella Connie Nielsen, ma l'ho apprezzata di più in L'avvocato del diavolo, per ovvi motivi.Ottima la sceneggiatura scritta a sei mani e la regia di Ridley Scott anche se a tratti può sembrare buttata lì, l'ho apprezzata nella scena di guerra iniziale: giustamente confusionaria come è d'altronde la guerra stessa.Vi lascio prima della consueta scheda film con il discorso che fece Russell Crowe quando ritirò il Premio Oscar. Visibilmente emozionato, non se l'aspettava proprio.

Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):Titolo originale: Gladiator

Paese di produzione: USA, Regno Unito, Italia
Anno: 2000
Durata: 154 min (versione cinematografica) 169 min (extended version)
Genereazione, drammatico, storico
Regia: Ridley Scott
Soggetto: David Franzoni
Sceneggiatura: David Franzoni, John Logan, William Nicholson
Produttore: Douglas Wick, Branko Lustig, David Franzoni
Produttore esecutivo: Walter F. Parkes, Laurie MacDonald, Ridley Scott
Casa di produzione: Universal Pictures, DreamWorks Pictures
Distribuzione (Italia): Universal Pictures
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Pietro Scalia
Musiche: Hans Zimmer, Lisa Gerrard, Klaus Badelt
Scenografia: Arthur Max

Interpreti e personaggi:

Russell Crowe: Massimo Decimo Meridio
Joaquin Phoenix: Commodo
Connie Nielsen: Augusta Lucilla
Richard Harris: Marco Aurelio
Tomas Arana: Quinto
Oliver Reed: Proximo (nell'originale: Antonius Proximo)
Djimon Hounsou: Juba
Derek Jacobi: senatore Gracco
David Hemmings: Cassio (nell'originale: Cassius)
Ralf Moeller: Hagen
Spencer Treat Clark: Lucio Vero
David Schofield: senatore Falco
John Shrapnel: senatore Gaio
Tommy Flanagan: Cicero
David Nicholls: uomo gigante
Giannina Facio: moglie di Massimo
Giorgio Cantarini: figlio di Massimo
Chris Kell: scriba rapito
John Quinn: Valerius
Alun Raglan: pretoriano
Chick Allan: capo dei barbari germanici
Tony Curran: spia
Mark Lewis: spia

Doppiatori italiani:

Luca Ward: Massimo Decimo Meridio
Francesco Bulckaen: Commodo
Chiara Salerno: Augusta Lucilla
Gianni Musy: Marco Aurelio
Glauco Onorato: Proximo
Massimo Rossi: Juba
Renato Cortesi: senatore Gracco
Pasquale Anselmo: Quinto
Eugenio Marinelli: Cassio
Paolo Buglioni: Hagen
Gabriele Patriarca: Lucio
Ennio Coltorti: senatore Falco
Carlo Sabatini: senatore Gaio
Vittorio Guerrieri: Cicero
Gaetano Lizzio: uomo gigante


Denny B.



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