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Il ministro Poletti e la sfida dei NEET

Creato il 09 maggio 2017 da Propostalavoro @propostalavoro

Il ministro Poletti e la sfida dei NEET

Sebbene a marzo i livelli di disoccupazione giovanile abbiano toccato il livello più basso negli ultimi cinque anni, attestandosi al 34,1% per i giovani fra i 15 e i 24 anni, l'emergenza NEET è tutt'altro che un ricordo: i due milioni e duecentomila ragazzi italiani disoccupati e non coinvolti in programmi formativi continuano ad attendere delle risposte.

Risposte – e proposte – che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha esposto nel corso di una breve intervista in diretta per il Corriere della Sera.

Tanti i nodi da sciogliere, a cominciare dal programma Garanzia Giovani – un costoso flop o uno strumento da migliorare?

Nessun dubbio per il ministro: nonostante le difficoltà, l'iniziativa non può ancora essere liquidata come un insuccesso: la seconda fase dell'intervento, infatti, è improntata ad una maggiore responsabilizzazione delle aziende coinvolte, alle quali sarà richiesto di contribuire a parte degli oneri finanziari: una mossa che, unita all'introduzione di un numero massimo di tirocini effettuabili da ogni giovane iscritto, dovrebbe ridurre il fenomeno degli stage usa e getta.

La parola definitiva sul valore di GG dovrà quindi attendere i risultati di tale reboot; un'analisi che a sua volta necessiterà di un ulteriore raffinamento, volto a distinguere in modo efficiente le singole componenti più valide della sperimentazione da quelle meno promettenti, affinché l'intero piano possa essere un vero "contenitore di opportunità".

E in effetti, alcuni progetti legati a Garanzia Giovani non hanno mancato di suscitare delle perplessità, primo fra tutti SELFIEmployment, volto a promuovere l'autoimprenditorialità.

Un percorso nato con ottime intenzioni, ma che si è arenato sulla scarsa partecipazione dei destinatari, scoraggiati da diversi ostacoli burocratici.

Ostacoli che il ministro Poletti ritiene ora superati, grazie ad una comunicazione più chiara ed efficiente; anche in questo caso, all'iniziativa verrà concessa una seconda chance, ma senza preclusioni: in caso di un ulteriore insuccesso, le risorse ad essa legate potrebbero essere riallocate altrove – ad esempio nel potenziamento dei programmi di Servizio Civile, dimostratosi un discreto viatico per i giovani in cerca di impiego.

Ma se il sostegno ai NEET resta una priorità, altrettanta cura andrebbe rivolta alla prevenzione – nello specifico, ai rapporti fra Scuola e Mondo del Lavoro.

Può l'Alternanza essere il primo passo di un percorso di inserimento a lungo termine in azienda?

Il Ministro, pur precisando che l'incontro fra Scuola e imprese andrebbe considerato di tipo formativo e curriculare più che professionalizzante, non esclude a priori l'ipotesi – e propone l'idea di incentivi economici per sostenere le imprese interessate ad assumere giovani incontrati in Alternanza, estendendo inoltre il raggio d'azione di quest'ultima anche alle PMI, agli Studi professionali e a Enti pubblici e privati.

Tuttavia, affinché il rapporto fra banchi e postazioni di lavoro sia fruttoso, non si dovrà puntare solo su sgravi e assegni: da parte delle compagnie, un sistema di certificazioni per identificare le realtà più virtuose (il bollino blu proposto da Confindustria) potrebbe orientare gli Istituti nella scelta delle partnership; le scuole, a loro volta, dovrebbero ricorrere al sostengo di figure in grado di supportare gli studenti nel passaggio dallo studio alle prime esperienze lavorative.

Ecco quindi l'importanza del Tutor Scolastico, in procinto di fare il suo ingresso in tutte le Scuole superiori italiane: l'obiettivo, spiega il Ministro, è di arrivare a quota 1.000 professionisti, uno ogni cinque plessi scolastici, per garantire almeno un servizio settimanale per ciascuno di essi.

"Accompagnare", così Poletti descrive la funzione dei nuovi "mentori", essere guide in un percorso che tuttavia non si concluderà con la fine degli studi: il ministro, infatti, sottolinea la necessità di un Ente, un punto di riferimento specifico dedicato ai neodiplomati/neolaureati sul punto di entrare nel Mondo del Lavoro.

Garanzia Giovani, autoimprenditorialità, Alternanza – molti, dunque, i fronti di intervento nella lotta alla disoccupazione giovanile.

Uno sforzo che non può essere affrontato dalla sola Politica, come riconosce Giuliano Poletti, che invita cittadini, imprese e associazioni a esprimere e condividere le proprie proposte attraverso il portale web Il Lavoro Che Cambia.

L'obiettivo?

Raccogliere quanti più spunti possibili in vista del prossimo G7 su Industria, Scienza e Tecnologia, che si terrà a Torino il prossimo settembre.

Insomma, il ministro Poletti lancia la sfida – chi la raccoglierà?

Andrea Torti


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