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Il mito di Eco e di Narciso, quando è impossibile comunicare

Da Anna
La prima versione completa e dettagliata del mito di Narciso è quella che compare nel terzo libro delle Metamorfosi di Ovidio.
Eco era una ninfa che riusciva ad incantare con la parola. Zeus se ne avvaleva per distrarre Giunone e poterla così tradire con le altre ninfe. Ma Giunone, scoperto l'inganno, punisce Eco togliendole la possibilità di parlare autonomamente: ella può adesso solo riferire le parole che gli altri pronunciano.
Poi accade che Eco, addolorata per essere stata respinta da Narciso, piange fino a rinsecchirsi e a ridursi a un sasso in prossimità di uno specchio d'acqua. Narciso si trova a passare vicino a questo specchio d'acqua e vede la propria immagine riflessa. Se ne innamora perdutamente. A questo punto egli urla il proprio dolore e la propria infelicità per l'impossibilità di realizzare l'amore nei confronti della propria immagine riflessa.
Non vi è dubbio che il mito tende a sottolineare il carattere fondamentalmente intransitivo dell'amore. L'impossibilità di far sì che l'amore passi da un soggetto all'altro: il fatto che esso resti in qualche modo imprigionato, consegnato, racchiuso all'interno del singolo personaggio. E' il dramma della impossibilità di comunicare, di corrispondere.
E' opportuno mettere in evidenza un secondo aspetto, che è stato sottolineato anche da altri studiosi: sotto il profilo del loro significato filosofico queste due figure rappresentano al tempo stesso due estremi apparentemente fra loro incompatibili, ma anche internamente staccati.
Narciso è la figura della pura, totale identità, la quale si identifica con la totale alterità di una immagine riflessa totalmente irraggiungibile.
Al contrario, Eco è la pura alterità, che consiste in questo non potersi esprimere autonomamente ma solo come riflesso dell'espressione altrui. Ma questa pura e totale alterità costituisce, sia pure in maniera curiosa, l'identità di Eco.
L'aspetto filosoficamente più rilevante di questo incontro, è che l'incontro tra la pura e totale identità, sia pure internamente divisa, e la pura e totale alterità, rende impossibile la comunicazione.
(Tratto dall'intervista "Amore e conoscenza: il mito di Narciso" - Napoli, Vivarium, venerdì 25 giugno 1993)

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