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Il mostro malasanità, tutta Italia è paese

Creato il 22 febbraio 2012 da Ilreferendum

di Francesco Pirillo

Che son sofisticati da chiamare i NAS”. Recita così una strofa di una nota hit di Frankie Ni-Nrg e sembra che lo abbiano preso in parola. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, è disposto ad inviarli “laddove c’è criticità”. Ovviamente si parla di ospedali e di edifici pubblici di Sanità.

A far riflettere, come sempre dopo uno o più episodi imbarazzanti, è la tragica situazione della Sanità italiana dopo i due casi di malasanità avvenuti a Roma. Il primo è datato 13 febbraio 2012, in cui il padre di una bambina di cinque anni è stato costretto a staccare il sedile della sua auto affinchè sua figlia ricevesse il liquido della flebo seduta, anziché sdraiata per terra. Il secondo è datato 20 febbraio 2012, e la vittima è un’anziana donna in coma lasciata per quattro giorni legata ad una barella con delle lenzuola.  Il mostro malasanità, tutta Italia è paese

Ad accorgersi della tragica situazione in cui riversava la donna sono stati il senatore Pd Ignazio Marino e il senatore Pdl Domenico Gramazio, a seguito di un blitz effettuato all’alba al Policlinico Umberto I. I due senatori riferiscono che la donna “aveva solo la flebo con l’acqua fisiologica e i sanitari ci hanno spiegato che erano in attesa, da un minuto all’altro, di poterla trasferire in un altro reparto per darle assistenza”. Il direttore del dipartimento di emergenza ed accettazione dell’Umberto I, Claudio Modini, ha dichiarato che “è una cosa che capita spesso, del resto il problema della mancanza di posti per il ricovero non è una novità. Bisogna risolvere queste situazioni”.

Gli ospedali italiani non riversano in buone condizioni, soprattutto quelli del centro-sud. Sono malati anche loro, trasferiti nei reparti di lungodegenza e lasciati al loro corso. Da chi? Dal sistema politico bipolare che continua a tagliare fondi alla Sanità pubblica e dagli stessi addetti ai lavori che tra scandali economici e di mal gestione non riescono a far riprendere un paziente che è ormai malato da tempo. Lettini e pazienti lasciati nei corridoi, mancanza di posti letto, strutture fatiscenti e mancanza di personale sono le cause del mal funzionamento di un servizio pubblico e nazionale che ha il dovere di salvaguardare e curare la salute dei cittadini. Nel 1978 fu istituito il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) le cui funzione hanno l’obbligo di garantire la tutela della salute di ogni individuo anche grazie ad un sistema solidaristico in cui le tasse versate da ogni singolo cittadino operino per un effettivo ed efficiente servizio nazionale.   Il mostro malasanità, tutta Italia è paese

I cittadini sono le reali vittime di tutta questa favola che un lieto fine non avrà e che se continuerà a svilupparsi in questo modo avrà soltanto un triste epilogo: prevalenza di strutture ospedaliere private non accessibili a tutti e inaffidabilità delle attuali strutture pubbliche. Questo processo vedrà primeggiare il privato sul pubblico e costerà sacrifici e soldi agli italiani. Il Lazio, per esempio, ogni anno riceve 9 miliardi e mezzo dal Fondo Sanitario Nazionale e chiude con un deficit di un miliardo e trecento milioni. I soldi sono pubblici, ma i servizi no. E’ un modus vivendi tutto italiano quello che riguarda la Sanità. Al Cardarelli di Napoli, al San Camillo e all’Umberto I di Roma, piuttosto che al San Martino di Genova le situazioni sono allarmanti e critiche e come sempre si afferma che così non si può andare avanti e che le cose devono cambiare. Per quanto tempo ancora dobbiamo auspicare ad un cambiamento? Le cose rimangono tali e a cambiare sono soltanto le situazioni, i luoghi e le vittime.

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