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Il Movimento per la vita: “L’aborto? Colpa dei libri scolastici e della televisione”

Creato il 02 ottobre 2013 da Cagliostro @Cagliostro1743

Il Movimento per la vita: “L’aborto? Colpa dei libri scolastici e della televisione”La relazione del ministero della Sanità sull’attuazione della legge 194 del 1981 che regolamenta l’interruzione di gravidanza ha ovviamente provocato la reazione del mondo cattolico: una reazione tutto sommato timida considerando che il numero degli aborti è in forte calo.
Su Avvenire interviene il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini: «La relazione ministeriale sugli aborti in Italia fa sorgere due domande. La prima: i numeri sono completi? Lo sono certamente per quanto riguarda le Ivg ospedaliere, ma sono completi anche se il criterio di giudizio riguarda la distruzione di vite umane incipienti? Se seguiamo questo secondo criterio bisogna tener conto degli effetti prodotti dall’inconoscibile aborto chimico (400 mila confezioni di pillola del giorno dopo vendute ogni anno) e del persistere dell’aborto clandestino classico di cui qualche episodio giudiziario fa ogni tanto emergere». Casini forse confonde l’aborto chimico (praticato con la pillola abortiva Ru-486) con la pillola del giorno dopo che, secondo quanto afferma l’Organizzazione mondiale della sanità, è inefficace dopo l’ovulazione e non provoca l’aborto. Quindi se si dovesse considerare “abortiva” la pillola del giorno dopo, bisognerebbe considerare tale ogni sistema di contraccezione compreso il preservativo.

Continua Casini: «Se diminuzione complessiva del sacrificio di vite umane c’è stata, quali ne sono le cause? Certamente il merito non è della legge 194, ma del crollo del numero di donne italiane in età feconda e dell’azione educativa svolta dalla Chiesa e dal Movimento per la vita, dall’azione assistenziale dei nostri Centri di aiuto alla vita che hanno aiutato a nascere ogni anno non meno di 10 mila bambini». Il crollo del numero di donne italiane in età feconda sarebbe stata una spiegazione plausibile solo nel caso in cui a diminuire fosse stato il numero di aborti in valori assoluti e non anche il tasso di abortività (numero delle Ivg per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni) ed il rapporto di abortività (numero di Ivg per 1.000 nati vivi). Il tasso di abortività è risultato del 7,8 per mille con un decremento dell’1,8 per cento rispetto al 2011 (8,0 per 1000) e un decremento del 54,7 rispetto al 1982. Diminuisce anche il rapporto di abortività : nel 2011 è risultato del 200,8 per mille con un decremento del 2,5 per cento rispetto al 2011 (206.0 per mille) e un decremento del 47,2 per cento rispetto al 1982. Considerando ciò non è plausibile che il crollo sia dovuto al «crollo del numero di donne italiane in età feconda». Per il resto c’è solo da essere contenti che Casini sia convinto (ma forse solo lui) che la causa sia da ricercarsi nell’«azione educativa svolta dalla Chiesa e dal Movimento per la vita».

Carlo Casini viene intervistato addirittura da Radio Vaticana ai cui microfoni se la prende con quanto poco viene fatto per tutelare la vita e la maternità: «L’azione complessiva è volta contro la maternità e contro la vita. Basta vedere cosa c’è scritto nei libri di testo scolastici, cosa si sente continuamente alla televisione». Inutile lottare per aiuti economici per la famiglia e le donne: l’importante è cambiare i libri di testo ed i programmi televisivi. Resta il dubbio su cosa ci sarà scritto nei libri di testo scolastici e cosa diranno in televisione di tanto grave per incentivare così l’aborto.

Anche Tempi cade nello stesso errore di confondere l’aborto con la pillola abortiva: «Grandi assenti dal dossier presentato dal ministero della Salute sono le pillole: quella del giorno dopo, quella dei 5 giorni dopo, perché non producono certificati di gravidanza, né, logicamente, di interruzione di gravidanza. Eppure in Italia se ne vendono 400 mila scatole ogni anno». Come per la pillola del giorno dopo, l’Oms non considera abortiva la pillola dei cinque giorni dopo: c’è da sperare che Tempi non voglia sapere quanti preservativi sono consumati ogni anno in Italia o quante coppie praticano il coito interrotto.

Il Movimento per la vita: “L’aborto? Colpa dei libri scolastici e della televisione”


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