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Il pensiero musicale: Asile’s World, Elisa

Creato il 15 marzo 2012 da Stregonestregato @ppstronzi

Non ci posso far niente. Oggi camminavo da solo per le vie della Bovisa, quelle meno trafficate, vuote e isolate in cui posso permettermi di camminare nell’aria frizzantina preserale e cantare a squarciagola le canzoni dal mio iPod senza che qualcuno possa chiamare la neuro e farmi internare.

Oggi mi è presa la capata di ascoltare Asile’s World di Elisa. Ho già ribadito più volte il concetto di quanto Elisa si sia rincoglionita, ma mi sono reso conto che, appunto, non posso farci niente: non posso evitare di rimanere sconvolto ogni sacrosanta volta, come se fosse la prima, del declino di Elisa. Mi fa troppo incazzare.

Che poi l’album che in assoluto amo di più è Then Comes The Sun, ma mi rendo conto che Asile’s World è senza ombra di dubbio il migliore. Ci sono dei pezzi fantastici e oggi penso di aver ascoltato una miliardina di volte proprio il brano che dà il titolo all’album: Asile’s world. Arrangiamento ottimo, linea melodica sorprendente, schizzata. Ogni volta che ascolto questa Elisa mi sento diventare un po’ disadattato e alienato come era lei in questo periodo, tanto che mi immagino pure con quella sua frangia orizzontale che pareva uscita da un manicomio.

Che poi non capisco bene questa questione della maturità a trent’anni. Cioè a vent’anni puoi fare l’alternativo e fare canzoni come Dio come comanda e a trenta, con la scusa della maturità, dei figli, della famiglia e di chissà cazzo cos’altro devi metterti a scrivere canzoni cretine sugli ostacoli del cuore? Ma possibile che sono rimasto l’unico trentenne mezzo disadattato?

Vabbé, basta minchiate e incazzamenti. In questa serata in cui lavoro e sto crollando sulla tastiera del mac, Asile’s world ci sta perfettamente. E quindi via, beccatevela come pensiero musicale del giorno, sia con il video ufficiale che nella splendida versione live registrata allo storico Roxy Bar.

 

Perspiring deeply watching these fears as big as planets I’m hot.


 


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