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Il problema della lettura digitale

Creato il 24 maggio 2015 da Ciessedizioni

È tempo di riprendere il controllo delle nostre abitudini per una lettura comprensibile e approfondita

CellulareMania

Smartphone Mania

By Carlo Santi

Editoriale

Ovunque sia, quel che notiamo attorno a noi è un insieme di persone con il collo piegato, intenti a guardare lo schermo dei loro cellulari o tablet e a premere i polpastrelli sulla superficie a un ritmo infernale. Questa immagine è ripetuta costantemente nelle strade, nelle sale d’attesa del medico, nei pullman, nei bar e ristoranti, persino quando si fa la coda al supermercato. Sembra che si legga molto, e lo si fa a tutte le ore del giorno e in ogni luogo, ma questo modo di leggere ed elaborare le informazioni sta diventando sempre più una crescente fonte di osservazione e preoccupazione tra neuro scienziati e psicologi. Il timore è per il pericolo che la nostra capacità di concentrazione nella lettura in profondità sia in forte declino. Gli scienziati pensano che il modo di leggere online, veloce, poco profondo e saltando da un’informazione all’altra, stia cambiando non solo il modo in cui leggiamo, bensì stia disabituando il nostro cervello alla comprensione di quel che leggiamo.

In Europa, più di cento ricercatori si sono riuniti per discutere sugli effetti della digitalizzazione nei diversi tipi di letture. In conclusione gli esperti sono concordi nell’affermare che la lettura profonda non sia compatibile quando si legge su schermo e rende più difficile la concentrazione.

Maryanne Wolf, neuro scienziato cognitivo presso la Tufts University negli Stati Uniti, lancia un autentico allarme:

Temo che la lettura digitale sia il corto circuito del nostro cervello a un punto tale da ostacolare la lettura ‘profonda, critica e analitica’. La nostra mente è elastica e malleabile e ha un riflesso sulle nostre azioni. La lettura digitale ha notevolmente diminuito la nostra capacità di osservazione e di concentrazione, i giovani distolgono la loro attenzione generale per circa venti volte all’ora passando da un’informazione all’altra. A causa di ciò, tendono a interloquire con gli altri usando lo stesso metodo anche nel parlato.”

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Un esempio di “Digital Zombies”

L’unico processo intellettuale, in grado di testare, analizzare e interiorizzare le conoscenze e indurre saggezza e virtù, si articola attraverso le idee, che siano esse scritte o parlate. La preoccupazione degli studiosi è che questo processo intellettuale si sta degenerando a velocità incredibile. Nel 2010, David Nicholas ha condotto uno studio per conto della University College di Londra e ha concluso che i ragazzi nati dopo il 1993 non sono in grado di analizzare le informazioni complesse perché sono più propensi a leggere in modo frettoloso e superficiale. L’ultimo rapporto dell’OCSE mette in evidenza la rapida penetrazione degli smartphone in Europa, conseguentemente la gente sta rapidamente perdendo la capacità di leggere in modo approfondito perché ora si legge in movimento, e ciò contribuisce a una distrazione aggiuntiva.

Le implicazioni per la nostra cultura e per la nostra società sono immensi. Per secoli ci sono stati pochi cambiamenti, abbiamo imparato a leggere e scrivere, sviluppando nel tempo questa abilità. Ora tutto sembra stia cambiando invertendo la tendenza: se prima ricercavamo una sempre maggior abilità nell’arte oratoria o nella scrittura, oggi non siamo più in grado di sviluppare tali arti perché il nostro cervello si sta abituando a saltare da un collegamento all’altro. Stiamo perdendo la capacità di formulare idee profonde, articolate e complesse lasciando spazio al pensiero semplicistico esternandolo in modo del tutto frammentario, senza dare alla mente la possibilità di gestire tali elaborazioni. Perciò serve un tempo per staccarsi quotidianamente dagli schermi e da internet affinché si possa trovare la pace totale e la concentrazione necessaria per la lettura in profondità come, per esempio, leggere un buon libro.

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Un esempio di caso “anomalo”

Sembra un fatto semplicistico, ma non lo è. Un ricercatore norvegese ha condotto degli studi empirici per analizzare l’impatto degli schermi nella lettura. In una prova alcuni ragazzi di 15 anni hanno letto quattro pagine su carta e altri fecero lo stesso, ma su un formato digitale. Quando è stata esaminata la comprensione della lettura, coloro che avevano letto su carta avevano inteso meglio il testo. Negli adulti lo stesso esperimento ha dato un risultato sorprendente: leggendo il testo di una storia molto triste, coloro che hanno letto su carta hanno mostrato, oltre alla maggiore comprensione, anche una più intensa empatia e sensibilità di coloro che hanno utilizzato un tablet.

In conclusione, leggere in modo approfondito dà modo al cervello di elaborare idee più complesse e articolate, inoltre, coinvolge maggiormente la parte sensibile della persona e, soprattutto, quella che riguarda le sue emozioni.


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