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Il risveglio dei vulcani preistorici

Creato il 11 giugno 2012 da Alessandrodecet

IL RISVEGLIO DEI VULCANI PREISTORICI
Dal 1980 ad oggi, la velocità di deriva del Polo Nord Magnetico è aumentata di oltre il 500%.
IL RISVEGLIO DEI VULCANI PREISTORICI
Questo potrebbe indicare l'inizio di un aumento dell'attività geodinamica terrestre dal campo magnetico terrestre che è formata come un risultato di processi energetici complessi nel suo nucleo interno ed esterno.
E' curioso, che da allora ad oggi, un buon numero di vulcani che non eruttavano da millenni si sono risvegliati o stanno dando segnali di attività. Buona parte di essi si trovano proprio alle alte latitudini in prossimità del Polo Nord e del Polo Sud, ma ve ne sono alcuni in altre aree che stanno dando segnali di movimento da parte del flusso del magma al loro interno. Pare che questo aumento della velocità di movimento del polo ne sia la causa principale.
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L'ultima eruzione del Chaiten risvegliatosi nel maggio del 2008,risale a 9000-10.000 anni fa
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Chaiten,Cile.
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Il vulcano Nambro,creduto estinto da migliaia di anni, ha avuto invece la sua prima eruzione il 12 giugno di quest'anno, e
spellendo per tutto il mese assieme ad un'altro vulcano grandi quantità di anidride solforosa e ceneri nell'atmosfera e pare essere proprio loro la causa di un'estate così fresca e piovosa. 

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Nabro,Etiopia
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Anche il vulcano Helgafell eruttò per la prima volta dopo 5000 anni nel 1973.
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Helgafell,Islanda Est
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Il vulcano Garbuna invece eruttò per la prima volta dopo 1700 anni nel 2005.
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Garbuna,Papua Guinea
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Il 17 settembre 2006 il vulcano Fourpeaked,anch'esso considerato estinto e la cui ultima eruzione si era avuta 10.000 anni prima,si è risvegliato all'improvviso ricominciando a eruttare.
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Fourpeked,Alaska
Dopo aver osservato questi,si può portare l'attenzione su un gran numero di vulcani millenari che stanno dando segni di attività,alcuni molto antichi.
Uturuncu
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Grazie alla radiazione elettromagnetica ottenuta da nuove immagini satellitari, i ricercatori hanno effettuato una scoperta sensazionale: la presenza di un nuovo supervulcano. Siamo nel Sud della Bolivia, in una zona estremamente remota, dove osservando l’area ad occhio nudo nulla farebbe presagire agli eventi sinistri che si verificano in questa parte di sottosuolo delle Ande. Imponente, alto circa 6000 metri, il massiccio dell’Uturuncu, uno dei vulcani più facilmente raggiungibili al mondo, si è sollevato nel tempo. La soluzione degli scienziati della Cornell University, Ithaca, USA, descritta in uno studio che verrà pubblicato a breve è eloquente: il tetto della montagna sorge su una superficie dieci volte più grande del lago di Costanza. Gli esperti hanno raccolto misurazioni del moto del suolo, confermando ciò che molti ricercatori avevano ipotizzato nel tempo. L’Uturuncu, un gigante addormentato, sarebbe un supervulcano capace di eruttare una quantità di materiale pari a 1000 volte rispetto al tristemente famoso Monte Sant’Elena, autore di una delle più grandi eruzioni del XX secolo; e 10.000 volte superiore a quello delle eruzioni islandesi nel 2010 che hanno paralizzato il traffico aereo mondiale per settimane. Il sollevamento del suolo era già stato osservato nei mesi scorsi, ma il motivo sembrava ancora sconosciuto. Se un tale vulcano eruttasse, ci sarebbe una distruzione totale nell’arco di centinaia di chilometri di territorio. Il vulcano Uturuncu è stato sino ad ora addormentato, tanto che l’età delle sue colate laviche rivelano che l’ultima eruzione risale a circa 300.000 anni fa.
Ma ora il gigante si muove di circa 1-2 cm l’anno da circa 20 anni, e sembra risvegliarsi. Ogni giorno si stanno verificando delle deboli scosse, arrivando ad oltre mille per anno. “La dimensione e la longevità del sollevamento è senza precedenti. E’ circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici “, ha detto Shanaka de Silva, un geologo della Oregon State University che ha studiato Uturuncu dal 2006. La regione andina della Bolivia, del Cile e dell’Argentina è conosciuta per i vari depositi geologici trovati, causati da mega eruzioni passate. “Non possiamo prevedere cosa accadrà“, spiega Matthew Pritchard della Cornell University. Altri supervulcani come i Campi Flegrei nei pressi Napoli o nel parco di Yellowstone sono in movimento, anche se per il momento non destano preoccupazione. L’uturuncu si è da poco risvegliato dal suo sonno millenario, ed il serbatoio di magma sotto al vulcano sta crescendo di circa 1 metro cubo al secondo, ma per una super eruzione potrebbe necessitare di un accumulo maggiore. “Tutto è possibile nei prossimi decenni”, aggiunge Pritchard, il quale poi aggiunge: “dobbiamo imparare a capire meglio i segnali del vulcano per formulare una previsione, anche perché ci sono più vulcani da queste parti che vulcanologi”. Ed infatti il vulcano Uturuncu è circondato da una delle concentrazioni più densa di supervulcani del pianeta, tutti addormentati da almeno 1 milione di anni.
Colli Albani
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Non eruttano da ventimila anni, eppure i Colli Albani, che comprendono i crateri vulcanici più vicini a Roma, continuano a sollevarsi come l’ impasto per la pizza. La più precisa misura del sollevamento dell’area è stata fatta quest’anno dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ha dato come risultato una media di 4 millimetri l’ anno. Se continua così, alla fine del secolo, gli abitanti di Albano, Ariccia e Nemi si ritroveranno una quarantina di centimetri più in alto. “Precedenti studi del nostro Istituto avevano accertato che nel periodo 1950-1990 questa area si era già sollevata di 30 cm, con un tasso di crescita di circa 7 millimetri l’ anno. Il fenomeno era culminato con la lunga crisi sismica del 1989-90 -spiega il sismologo Stefano Salvi, dirigente di ricerca dell’Ingv-. Ora abbiamo effettuato un’ analisi molto più approfondita, utilizzando 140 immagini dei Colli Albani riprese dal satellite ERS dell’ Agenzia spaziale europea, da un’ altezza di 785 km, durante il periodo 1992-2000. Risultato: il fenomeno di sollevamento continua, anche se più ridotto”. Ma l’ aspetto forse più interessante della ricerca sta nell’elaborazione di modelli che permettono di indagare sulle cause del sollevamento. Sembra proprio che sotto il Lago di Albano e la Piana di Ariccia, a profondità fra 5 e 7 km, ci siano due bolle di magma e di gas. “Non c’ è alcun pericolo imminente, ma il monitoraggio è opportuno, dato che i Colli Albani si devono considerare vulcani ancora attivi, anche se quiescenti”, conclude Salvi

Long Valley

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Collocata nella California centrale questa caldera dal diametro di 30 chilometri gli scienziati descrivono la Long Valley come una caldera “in continua attività” e “in forte crescita”.
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L’inquietudine geologica della Long Valley cominciò nel 1978 e poi aumentò improvvisamente due anni dopo con sciami di scosse sismiche.
Il più violento di questi sciami iniziò nel maggio del 1980 e incluse quattro forti scosse di terremoto di magnitudo 6,tre delle quali si succedettero nello stesso giorno.
Immediatamente dopo queste cose, gli scienziati intrapresero un riesame dell’area della Long Valley e scoprirono un’altra prova inquietante:un rigonfiamento a forma di cupola.
Misure effettuate provarono che il centro della caldera dopo decenni di stabilità si era sollevato di 30 centimetri dall’estate del 1979.
Questo continuo innalzamento,che ora raggiunge i 60 centimetri e interessa un area di 250 chilometri quadrati, è prodotto da nuovi flussi di magma che risalgono sotto la caldera.
Una prova dell’incremento dell’attività sismica di questo vulcano la si trova in una faglia,apertasi nel 2000,nel lato nord delle Mammoth Mountain facenti parte del sistema vulcanico della caldera da allora il rilascio di gas che stà uccidendo le piante e l’attività sismica dell’area stanno mantenendo gli esperti con gli occhi aperti,in attesa di qualche segnale prima del possibile disastro che molti credono inevitabile.
Tungnafellsjökull.
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Questo non è il vulcano più conosciuto in Islanda, inoltre, non ha eruttato negli ultimi almeno 10.000 anni.
Normalmente questo vulcano non ha nessun terremoto e rimane veramente tranquillo. L'ultima attività di terremoti era nel 1996 in relazione all'attività del vulcano Bárðarbunga e nel vulcano Grímsmvotn in quell'anno.
Questo vulcano è chiamato Tungnafellsjökull.
Si tratta di un piccolo vulcano rispetto ad altri vulcani della zona.
Nei giorni scorsi ci sono stati diversi terremoti interessanti sul vulcano Tungnafellsjökull.
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Sono piccoli,i più grandi intorno ML1.6.
Ma essi hanno la profondità da 10 a 12 km.
Questo è ciò che rende questa attività sismica interessante.
Dal momento che suggeriscono che il magma potrebbe essere in spinta nel vulcano.
L'attività di strano tremore sulla stazione Skrokkalda SIL non ha ancora una spiegazione per questa attività.
Ad aggiungersi alla lista pochi giorni fa se ne è aggiunto un'altro che anch'esso non erutta da 10.000 anni,sempre in Cile come il Chaiten.
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CILE - A quanto pare, la SERNAGEOMIN ha tenuto sotto controllo uno sciame di terremoto del Cile Tatara-San Pedro (noto anche come San Pedro-Pellado), possibilmente dalla numerazione nell'ordine delle centinaia di piccoli terremoti negli ultimi giorni.
Le relazioni sono un po scarse e le informazioni provenienti da diverse parti del governo cileno sono contraddittorie: il governatore regionale della zona è stato citato quando diceva che " si tratta di terremoti vulcanici, quindi siamo in allerta " , mentre il direttore regionale di ONEMI ha dichiarato: "in primo pensiero che ci trovavamo di fronte a terremoti vulcanici, ma i rapporti noti l'analisi hanno portato alla conclusione che dovevamo affrontare tipi di terremoti tettonici."
L'articolo di La Tercera menziona anche che il vulcano non ha eruttato in "decenni ", mentre l'ingresso del Programma Globale di Vulcanismo per San Pedro dice che l'ultima eruzione è" sconosciuta ", probabilmente risalente all'Olocene (ultimi 10.000 anni).
Se si rinnova l'attività presso il vulcano, è potenzialmente la prima volta nella storia registrata.
Resta da indagare perchè un così tale numero di vulcani tanto antichi si stia risvegliando dopo millenni di quiescienza.
Interessante far notare che attorno a 12.000 anni fa,si fa risalire un prolungato periodo di raffreddamento noto come Younger Dryas.
Potrebbe il nostro pianeta avere un ciclo di 10.000-12.000 anni che periodicamente genera questa sorta di eventi?
Nelle formazioni del Triassico,Italia settentrionale,sono state trovate prove di un ciclo di 10.000 anni nelle variazioni del livello dei mari.
Esistono "prove evidenti di un ciclo regolare di 10.000 anni nell'oscillazione del livello marino" affermano d'accordo con i colleghi gli scienziati Bosellini e Goldhammer.(Earth Planetsci.Lett 1991)
Anche il vulcanismo condivide il medesimo ciclo.
Le argille nere della fine del Cretaceo contengono picchi di Iridio prodotti dal vulcanismo a intervalli di 10.000 anni,dice Rober Rocchia della Commissione Francese per l'Energia Atomica.
Anche i basalti del fiume Columbia sono stati prodotti da un ciclo eruttivo di 10.000 anni,dice Tony Irving,Università di Washington.
Lo stesso vale per la regione vulcanica di Eifel in Germania.
Anche il vulcanismo sottomarino"Nuovi vulcani sottomarini si formano ogni 10.000 anni."scrivono Allan Cox e Rovert Brian(Plate Tectonics,How it Works.)
Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
Facciamo il punto della situazione:
-1)Inversioni a intervalli di 10.000 anni sono state rilevate nei Deccan Traps di 65 milioni di anni fa,dice il vulcanologo Vincent Courtillot.
"Intervalli di 10.000 anni di lave di polarità opposta si osservano frequentemente."
2)Attualmente il polo nord ha guadagnato velocità nel suo movimento di circa il 500% e abbiamo assistito ad eruzioni,e segnali di risveglio da parte di numerosi vulcani che non eruttavano da millenni.
-A)"Interessante far notare che attorno a 12.000 anni fa,si fa risalire un prolungato periodo di raffreddamento noto come Younger Dryas."B)Attualmente abbiamo in corrispondenza con questo aumento dell'attività dei vulcani preistorici una debole attività solare che rischia di far sprofondare il clima in un raffreddamento di come non se ne vedevano dal sedicesimo secolo.Stà ricominciando una nuova Younger Dryas?
Fonti:
/search%3Fq%3DCycle%2Bof%2Bhale%2Bsun%2Bearthquakes%2Bvolcanoes%26hl%3Dit%26biw%3D1280%26bih%3D854%26prmd%3Dimvns&rurl;=translate.google.it&sl;=en&twu;=1&u;=http://geochange-report.org/index.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D86%26It
http://en.wikipedia.org/wiki/2011_Nabro_eruption
http://www.volcanolive.com/garbuna.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/08/dati-e-scienziati-confermano-la-piccola.html
http://pnsn.org/blog/2012/02/29/15-years-of-mostly-silent-magma-inflation-near-three-sisters-oregon
http://expianetadidio.blogspot.com/2011/08/dati-e-scienziati-confermano-la-piccola.html
http://www.wired.com/wiredscience/2012/06/earthquake-swarm-reported-at-chiles-tatara-san-pedro/
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/04/islanda-sempre-piu-rovente.html
http://expianetadidio.blogspot.com/2012/02/il-sole-ogni-12000-anni-iii-partepulsar.html


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