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Il San Pellegrino Award. Come si sceglie il ristorante migliore del mondo

Da Lollychant @rossellaneri

The World’s 50 best restaurant, anche detto San Pellegrino Award,  quando è nato nel 2002 è una stata una specie di rivoluzione proletaria nel mondo delle guide gastronomiche. E ha riempito un vuoto lasciato dalla Michelin e le altre, che avevano puntato tutto sul mito dell’infallibilità della loro “redazione critica”, il terrore dei grandi chef; una specie di esercito di Anton Ego, allampanati e con l’aspetto da avvoltoi, che si nutrono di piatti minuscoli, costosissimi e dal nome troppo lungo.

Il San Pellegrino Award decreta ogni anno il miglior ristorante del mondo basandosi sui voti di una giuria di membri che vivono in tutto il mondo (con un’ottima attenzione all’Asia), che si interessano di enogastronomia a vari livelli, e che in teoria possono votare anche la trattoria sotto casa.

Il fatto che ne esca sempre un ristorante su cui anche le grandi guide puntano è un altro paio di maniche. Ma qualche distinguo resta: il Noma di René Rezdepi (Copenaghen) è il miglior ristorante del mondo da tre anni, ma ancora non ha raggiunto la terza stella Michelin, l’onore massimo che ti promuove a divinità per tutti i gastromaniaci, i gastrofilosofi e affini. Solo cinque anni fa, per non aver fatto l’en plein di stelle, Rezdepi sarebbe stato ostracizzato dai fighetti della critica gastronomica.

Come funziona la giuria di The Word’s 50 best restaurant in 10 punti:

  1. Si divide il mondo in 26 regioni.
  2. Solo 5 regioni coincidono con una nazione: Brasile, Francia, Germania, Giappone e Italia
  3. Si selezionano 837 membri in base alla loro esperienza in fatto di ristoranti (giornalisti del settore, chef, ristoratori, golosi)
  4. Ciascuna regione ha 36 membri votanti, compreso un capo area. (i conti non tornano… il totale farebbe 100 membri in più di quelli dichiarati)
  5. Ogni membro esprime 7 preferenze scegliendo fra tutti i locali del mondo in cui si mangia (di queste, solo 3 possono essere fuori dalla sua regione)
  6. Ogni membro deve aver mangiato nei locali che ha votato non più di 18 mesi prima. (considerando che per votarne coscienziosamente 7 avranno dovuto provarne almeno 10-14 è un bell’esborso di denaro)
  7. Nessuno può votare per il suo ristorante o per un ristorante su cui ha interessi economici
  8. Si ottiene un cospicuo finanziamento grazie agli sponsor san Pellegrino e Acqua Panna.
  9. Alla fine di febbraio a Singapore si annunciano i risultati per i 50 migliori ristoranti in
  10. A fine aprile, a Londra, si annunciano i risultati dei 50 migliori ristoranti del mondo, e si decreta il vincitore assoluto

3 cose sull’edizione del 2013
Da tre anni, accanto al San Pellegrino Award, esiste anche il premio miglior chef donna del mondo (sponsor Veuve Clicquot),  che quest’anno è andato a Nadia Santini del ristorante Del Pescatore di Runate (Canneto sull’Oglio). Lei è stata la prima donna a ottenere in Italia le tre stelle Michelin.

Il premio alla carriera è andato ad Alain Ducasse, l’ultimo grande della Nouvelle cuisine di scuola francese prima dell’inesorabile arrivo degli spagnoli e della cucina molecolare. Ora più che uno chef è un imprenditore, con oltre 25 ristoranti in giro per il mondo, e una cioccolateria a Parigi: La Manufacture du chocolat in rue de la roquette.

Il Noma di Renè Rezdepi non salirà a quota su 4 primati consecutivi. Forse anche perché a fine febbraio ha intossicato una sessantina di persone che avevano mangiato da lui.


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