Magazine Cultura

Il viaggiatore che parlava solo di se stesso

Creato il 09 febbraio 2012 da Paciampi
Il viaggiatore che parlava solo di se stessoParlo eternamente di me
Così afferma perentoriamente Francois-Auguste de Chateaubriand nell'introduzione al suo Itinerario da Parigi a Gerusalemme, pubblicato nel lontanissimo 2011, libro che molti indicano come inizio della letteratura di viaggio moderna, capostipite di una genealogia che nel tempo ci regalerà i Chatwin, i Bouvier, i Leigh Fermor.
E come nota Stenio Solinas nel suo bel libro (Da Parigi a Gerusalemme, Vallecchi) su questo nobile fuori dal tempo e dalla storia, che seppe essere diplomatico della Francia reale e vagabondo senza una meta, Chateuabriand era certo uno molto pieno di sè. Di lui il perfido Talleyrand assicurava:


Da quando non sente più parlare della sua gloria, si è convinto di essere sordo
Eppure la nostra letteratura di viaggio nasce proprio da lì, da quel parlo eternamente di me, somma vanità dell'uomo che si mette in viaggio. E che si permette di parlare dei paesi che incontra parlando solo di se stesso.
Eppure è così: prima c'erano i diari di bordo, i resoconti scentifici, i cataloghi naturalistici, le relazioni. Dopo c'è l'uomo, c'è lo scrittore, che sta nel mondo che attraversa, che lo racconta attraverso i suoi sguardi e le sue emozioni.
Perché il viaggio è questo: scoprire incidentalmente il mondo scoprendo se stessi.

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :