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Immortals

Creato il 10 novembre 2011 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Immortals

 

Anno: 2011

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 110′

Genere: Fantastico

Nazionalità: USA

Regia: Tarsem Singh

 

Il visionario regista indiano Tarsem Singh, assieme ai produttori di 300, dà vita a un racconto epico fatto di tradimenti, vendette e destino.

Immortals

Quando un re potente e folle invade l’antica Grecia, minacciando di distruggere l’intero paese, un giovane ed eroico contadino, Teseo, si solleva contro di lui. Il brutale e sanguinario esercito di Re Iperione (Mickey Rourke) demolisce tutto quello che trova sul suo cammino con spietata efficienza. I villaggi continuano a cadere sotto la sua sete di morte e ogni vittoria lo porta un passo più avanti verso l’obiettivo: risvegliare il potere dei titani per sconfiggere gli dei dell’Olimpo e assoggettare così l’Umanità.

Immortals ci arriva da Hollywood dopo Troy (2004), 300 (2007) e Scontro tra titani (2010); tutti colossal incentrati sulla mitologia classica. Questo nuovo tentativo di catturare i miti greci è affascinante solo a livello visivo e poco convincente nella sceneggiatura. A dire il vero, Immortals non è comunque questa grande avventura epica, la trama si concede in più occasioni a toni abbastanza rilassati, differentemente da quello che avviene nel “folle” e, nel contempo, gustosissimo 300, per la regia di Zack Snyder. Il collega indiano libera sì la sua mente, creando un mondo visivamente affascinante, ma non trascende mai nell’azione travolgente. Certo, entrambe queste opere sono da considerarsi dei “fumettoni” a uso e consumo del grande pubblico e la loro accuratezza storica non andrebbe neanche presa in considerazione, tanto è inesatta. Tuttavia, il film di Tarsem Singh non annoia neanche un attimo e si ferma sempre prima di diventare ripetitivo e banale.

Immortals
Due parole vanno spese per la scenografia, molto suggestiva e a tratti anche originale. La fotografia, invece, ricerca con ossessione l’effetto facile, sebbene lo faccia con una certa personalità. Infine, la regia riprende in più occasioni alcune soluzioni presenti nella saga de Il signore degli anelli di Peter Jackson.

Non è che a Hollywood, come accade nella maggior parte dei casi, si siano inventati alcunché di originale. Il genere fantamitologico noi italiani lo conosciamo bene da decenni, come non ricordare, ad esempio, il bizzarro Hercules (1983) di Luigi Cozzi, divenuto ormai un cult, nel quale si mischiano in modo ingegnoso e originalissimo fantascienza, fantasy e mitologia, spendendo per giunta due soldi per gli effetti speciali. Per dire che la lezione del grande maestro della science fiction cinematografica, George Pal, il quale amava ribadire: «ingenuity instead of dollars», noi italiani l’abbiamo sempre fatta nostra. Immortals, dal canto suo, si conferma come l’ennesima produzione tutta computer grafica e dove ancora una volta troviamo un 3D sostanzialmente inutile, che nulla aggiunge né toglie alla qualità formale della pellicola. Tarsem Singh, come avviene spesso per i registi indiani, si concentra solo sulla forma, dimenticando la sostanza. Il suo film si lascia guardare benissimo per tutta la durata della proiezione, per poi sparire dalla memoria non appena si riaccendono le luci in sala.

Riccardo Rosati

Immortals
Scritto da il nov 10 2011. Registrato sotto IN SALA. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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