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IMU : Nomisma fa i conti «Le aliquote? Sono chiare»

Creato il 02 aprile 2012 da Maurizio Picinali

CAPISCO il disagio dei Centri di assistenza fiscale. L’Imu comporta cambiamenti e aggravi di lavoro. Ma sulla questione delle aliquote non mi pare ci siano incertezze. Su quelle base le legge è chiara». Per il responsabile del settore immobiliare di Nomisma, Luca Dondi,(NELLA FOTO) il problema sollevato dai Caf si riduce ad alcuni casi residuali, come gli immobili storici, o alla possibilità di una proroga dei termini di pagamento. IMU : Nomisma fa i conti «Le aliquote? Sono chiare»
Me se i Comuni non hanno ancora deliberato le loro aliquote...
«L’anticipo di una somma non definita nel caso in cui il Comune non abbia provveduto a deliberare le aliquote può avvenire solo facendo riferimento alle aliquote base. Mi sembra che sia implicito il riferimento alle aliquote base, anche in assenza di altri provvedimenti legislativi, a meno che non si arrivi a differire i termini di pagamento».
Quindi si deve applicare il 4 per mille sulla prima casa e il 7,6 per mille sulle altre?
«Certo. Diversa è la situazione nei Comuni che hanno già deliberato le variazioni consentite dalla legge. In quei casi, per l’acconto Imu di giugno, si applicheranno le aliquote già deliberate. Considerando anche le eventuali detrazioni che spettano ad esempio per la prima casa o i figli residenti o le condizioni di locazione dell’immobile».
Ogni Caf deve essere informato sulle singole delibere comunali....
«È evidente. Ed è comprensibile che i Centri di assistenza fiscale patiscano questa fase di transizione e di relativa confusione».
Ma quanto peserà l’Imu sulle tasche delle famiglie?
«In termini complessivi il Governo stima di incassare circa tre miliardi e mezzo dalle prime case e nove dalle altre».
Tutti immaginano la stangata, ma i più non riescono a calcolarne l’entità. Possiamo fare un esempio?
«Prendiamo il caso di Bologna. Dai nostri calcoli l’imponibile Imu medio di un appartamento di circa 100 metri quadrati con 5 vani di classe A3 è di 134mila euro. Applicando la probabile aliquota del 4 per mille a una prima casa si ottiene un’Imu di 536 euro da cui vanno sottratti 200 euro di franchigia. Risultato: 336 euro (senza figli residenti). Per una seconda casa (senza sconti per affitti a canone concordato) si pagheranno invece 1.420 euro. Da cui, è bene ricordarlo, vanno tolti gli importi di Irpef (incorporati dall’Imu) che fino allo scorso anno venivano versati al Fisco per effetto della rendita catastale inserita nella denuncia dei redditi. Importi direttamente proporzionali al volume del dichiarato».
Gran parte della mazzata arriva dalla rivalutazione dell’imponibile castatale...
«L’imponibile è stato alzato del 60%. Le rendite erano quasi ferme al 1988. A Bologna ora il valore di mercato è circa 2,5 volte l’imponibile Imu medio. In Italia è circa 3,5 volte».fonte nomisma 2 aprile 2012


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