

La musica digitale legale attira sempre più Italiani: nel 2011 +22% di Italiani (rispetto al 2010) hanno deciso di comprare brani dagli store ufficiali spendendo un totale di 27,5 milioni di euro. A fare da traino sono stati gli interi album (+37%), mentre una forte crescita si è registrata anche nello streaming online ( Rara, Deezer, Cubomusica di Telecom, Dada, Youtube) che ha fatto segnare un +64% raggiungendo un fatturato di 4,5 milioni di euro. Ottime notizie insomma, ma la FIMI ha immediatamente fatto notare come l'Italia sia ancora ben lontana dalla media globale. Fossero contenti una volta!!
Ma come va il mercato discografico? male, anzi, malissimo. L'incremento del digitale non riesce a bilanciare le perdite registrate nell'ambito dei supporti fisici: -9% e fatturato a 103 milioni.
Tornando al digitale, la FIMI fa notare come il 23% degli utenti italiani si affidi ancora ai servizi di download illegali: nel 2010 erano il 27%. Il motivo di questa riduzione? Mazza, della FIMI, afferma:
Bisogna ringraziare, di questo, la crescita dell'offerta legale e il boom degli smartphone. I quali sono collegati direttamente a piattaforme legali di ascolto e download di musica. Ma il merito è anche dell'azione di contrasto alla pirateria: adesso gli italiani sono più consapevoli che è una cosa sbagliata.








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