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In ricordo di Jim Capaldi ...

Creato il 28 gennaio 2011 da Athos
In ricordo di Jim Capaldi ...

Il 28 gennaio di 6 anni fa, a 60 anni, moriva Jim Capaldi, minato da uncancro allo stomaco. Vera leggenda del rock, batterista di grande talento, fu il fondatore, assieme a Steve Winwood e al chitarrista Dave Mason, dei Traffic, uno dei gruppi rock più amati tra gli anni '60 e '70. Capaldi, a marzo 2004 era stato anche inserito nel "Rock N' Roll Hall of Fame".

Qualche nota biografica “copiata” dal sito Rockol.

Nato il 2 agosto 1944 a Evesham, nel Worcestershire, da genitori musicisti e di origine italiana, Nicola James Capaldi si avvicina giovanissimo al mondo della musica acquisendo una discreta popolarità locale con gli Hellions, in cui suona la batteria accanto al chitarrista Dave Mason. Quando i due vengono ingaggiati di spalla alla cantante Tanya Day allo Star Club di Amburgo (lo stesso locale in cui si fanno le ossa i Beatles) hanno modo di fare la conoscenza di Steve Winwood, prodigioso e giovanissimo cantante e tastierista proveniente dalla vicina Birmingham e allora in forze allo Spencer Davis Group; nasce così un’amicizia da cui anni dopo scaturiranno i Traffic, formazione di importanza cruciale nella scena rock psichedelica inglese della seconda metà degli anni Sessanta. Scrivendo il testo di “Paper sun”, il primo singolo del gruppo che entra subito nella Top 5 delle classifiche inglesi, Capaldi inaugura un sodalizio compositivo con Winwood che farà epoca grazie ad album come Traffic, No Exit e John Barleycorn Must Die. Nel 1972, mentre fa ancora parte del gruppo, pubblica il primo album solista Oh How We Danced, con la collaborazione di altri membri della band e di Paul Kossof, chitarrista dei Free. Nel terzo disco, Short Cut Draw Blood, decisamente orientato verso tematiche sociali, ambientaliste e di protesta, viene inclusa una cover di “Love hurts” degli Everly Brothers che diventa un successo internazionale. Capaldi espande nel frattempo la sua cerchia di amicizie e collaborazioni musicali: nel 1973 è uno dei promotori del concerto al Rainbow di Londra che saluta il ritorno alle scene di Eric Clapton dopo un periodo di riabilitazione dalla droga; poi inizia a frequentare Bob Marley, a cui scrive il testo di una canzone (“This is reggae music”) e collabora con Carlos Santana, mentre lo stesso Clapton e George Harrison figurano come ospiti nel 1988 nell’album Some Come Running; nel frattempo, tra un disco e l’altro (e qualche hit, come “That’s love” da Fierce Heart, 1983, che riscuote successo negli Stati Uniti) si dedica con fervore alla causa ambientalista e all’assistenza dei ragazzi di strada brasiliani, obiettivo a cui la moglie (lei pure brasiliana) Aninha, sposata nel 1975, si dedica a tempo pieno; album come Let The Thunder Cry, del 1981, risentono tematicamente e musicalmente del periodo in cui la coppia risiede a Bahia, generando due figli. Nel 1993 Capaldi è invitato da Winwood a collaborare a un album che presto si trasforma in un disco dei riformati Traffic (senza Mason e Chris Wood, l’altro membro storico che nel frattempo è scomparso): ne seguono, l’anno successivo, un album, Far From Home, e un tour di grande successo negli Stati Uniti. Nello stesso periodo Capaldi scrive una ballata per gli Eagles, anch’essi rimessisi insieme da poco: il brano, intitolato “Love will keep us alive”, diventa uno dei titoli di punta dell’album che segna il ritorno sulle scene della band californiana, “Hell freezes over”. Qualche anno dopo Capaldi riallaccia anche i rapporti musicali col vecchio amico Mason, per un tour datato 1998 da cui viene ricavato anche un disco (Live – The 40,000 Headmen Tour) e torna a occuparsi attivamente della sua carriera solista: nel 2001, con molti nomi illustri al suo fianco (Paul Weller, Gary Moore, Ian Paice, Winwood e ancora Harrison) pubblica Living On The Outside, seguito nel 2004 da Poor Boy Blue. Nuovi progetti di reunion dei Traffic vengono stroncati brutalmente dal peggiorare di un tumore allo stomaco che stronca il batterista il 28 gennaio del 2005. Circa due anni dopo, il 21 gennaio 2007, Winwood, Weller, Moore e altri amici e collaboratori dello scomparso musicista (tra cui Pete Townshend, Joe Walsh, Yusuf Islam, Bill Wyman e l’ex tastierista dei Deep Purple Jon Lord) sono sul palco della londinese Roundhouse per un concerto tributo da cui viene tratto anche un cd.


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