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Incentivi fotovoltaico, la proroga nella Legge di Stabilità non piace agli addetti ai lavori

Creato il 20 dicembre 2012 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT
Incentivi fotovoltaico, la proroga nella Legge di Stabilità non piace agli addetti ai lavori

La proroga fino a ottobre 2013 degli incentivi con i valori del quarto Conto Energia per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici o su aree appartenenti alla pubblica amministrazione provoca una forte contrarietà tra gli addetti ai lavori, a cui l’emendamento inserito nel testo della Legge di Stabilità 2013 (ove confluisce una parte del c.d. Milleproroghe di fine anno), proprio non piace.

“Dopo averci provato senza successo durante la discussione del ddl Sviluppo”, tuona il presidente di ANIE/GIFI, Valerio Natalizia, “due relatori hanno ripresentato l’emendamento nel contesto dei lavori parlamentari per il ddl sulla Legge di Stabilità, con il rischio che con l’apposizione della fiducia si scateni un ulteriore scossone al mercato fotovoltaico: il settore non ne ha bisogno”.

Ricordiamo che, nella sua versione attuale, l’emendamento prorogherebbe l’attuale termine del 31 dicembre 2012 al 31 ottobre 2013 per godere delle tariffe del quarto Conto Energia, ben più generose delle attuali, per tutti gli impianti fotovoltaici installati su edifici e terreni della p.a..

“Non risulta che questa proposta abbia una copertura finanziaria garantita”, dice Natalizia. “Il risultato è che si andrebbero ad intaccare le scarsissime risorse rimaste a disposizione con il quinto Conto Energia a beneficio di pochi. Inoltre molti terreni potrebbero essere ceduti a titolo gratuito alle p.a per poter godere di questo beneficio”.

Il numero uno della voce fotovoltaica di Confindustria lascia trasparire il sospetto che, dietro questa manovra “si celino tentativi di speculazione che danneggerebbero l’immagine e l’imprenditorialità di un settore industriale che opera seriamente e con etica professionale”.

“Ci domandiamo se chi ha firmato l’emendamento – continua Natalizia – ne abbia comprese fino in fondo le pesanti conseguenze sul piano occupazionale. La crisi attuale richiede sì fermezza, ma anche estrema chiarezza nel quadro regolatorio. Provvedimenti di questo tipo invece creano nell’opinione pubblica un’immagine negativa del nostro settore e ne accelerano la caduta”.

“Come ANIE/GIFI – conclude Natalizia – prendiamo le distanze da questo emendamento e chiediamo che i Ministri Passera e Clini intervengano urgentemente in sede di discussione d’aula. La fine della legislatura e i tempi accelerati di questi giorni non giustificano gli errori e sarebbe difficile comprendere un loro silenzio su un settore così importante”.


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