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Internationale Bachakademie Stuttgart – Seelenverwandte

Creato il 15 maggio 2017 da Gianguido Mussomeli @mozart200657
Internationale Bachakademie Stuttgart – SeelenverwandteFoto ©Holger Schneider

Anche la stagione della Internationale Bachakademie Stuttgart è giunta alle battute conclusive. L’ ultimo appuntamento con la rassegna degli Akademiekonzerte alla Liederhalle proponeva un bel programma dedicato a musiche di Mozart e Schubert. Dopo il secondo concerto del ciclo Gott und die Welt a fine mese, l’ attività del sodalizio riprenderà alla fine del mese di agosto con la Musikfest, il cui cartellone è stato presentato ufficialmente alla stampa tre settimane fa insieme al programma completo della stagione 2017/18. Per quanto riguarda il quinto Akademiekonzert, il titolo Seelenverwandte riassumeva l’ affinità spirituale che intercorre tra Mozart e Schubert, rivendicata da quest’ ultimo in numerosissime lettere nella quali risulta evidente la profonda ammirazione nutrita da Schubert per la musica di Mozart, da lui considerata un modello assoluto a cui ispirarsi. La Messa in sol maggiore D. 167, scritta nel 1815 in soli sei giorni e pubblicata solamente una trentina d’ anni dopo, ha sicuramente come fonte stilistica la concentrazione espressiva degli analoghi lavori mozartiani nel suo tono scorrevole in cui non si riscontrano passaggi contrappuntistici particolarmente complessi. Anche la Quinta Sinfonia in si bemolle maggiore, composta circa un anno dopo la Messa, è modellata in modo abbastanza evidente sulla struttura formale codificata da Haydn e da Mozart anche se vi si avvertono certe caratteristiche inconfondibili dell’ arte schubertiana, come il senso di affettuosa dolcezza della melodia e l’intimità e la purezza dell’ espressione lirica. Hans-Cristoph Rademann ha guidato la Stuttgarter Kammerorchester e il gruppo corale della Gaechinger Cantorey con un’ accuratezza di fraseggio e una finezza nella definizione dei dettagli assolutamente ideali. Il suono morbido e pastoso del complesso strumentale si combinava in maniera perfetta con la ricchezza di sfumature e la varietà di accenti che la Gaechinger Cantorey ha sviluppato in questi anni sotto la guida di Rademann. Uno Schubert davvero esemplare per freschezza e fluidità, oltre che per la raffinatezza ed eleganza di impostazione.

Internationale Bachakademie Stuttgart – SeelenverwandteFoto ©Holger Schneider

Quanto sopra esposto vale anche per la descrizione della parte mozartiana del programma, nella quale Rademann ci ha fatto ascoltare una splendida esecuzione della celebre Krönungsmesse in do maggiore K.317, uno tra i vertici assoluti nella produzione sacra del compositore salisburghese. Qui il direttore sassone ha raggiunto vertici di assoluta eccellenza nel cesellare i dettagli e nel creare un’ atmosfera di splendida intensità nelle parti corali, perfettamente coadiuvato dalla Stuttgarter Kammerorchester e dalla Gaechinger Cantorey oltre che da un bel quartetto di giovani solisti formato dal soprano Regula Mühlemann, dal mezzosoprano Michaela Selinger, dal tenore Jussi Myllys e dal basso Tareq Nazmi, cantante di origini kuwaitiane formatosi a München che ha esibito uno strumento molto interessante per colore e morbidezza. Prima della Messa, la Mühlemann ha eseguito l’ aria”Ah, lo previdi” K. 272, scritta da Mozart per la celebre cantante Josepha Duschek nel 1777 su un testo tratto dall’ opera seria Andromeda di Giovanni Paisiello. Su questa esecuzione vale la pena di spendere qualche parola in più. La trentenne cantante svizzera, che recentemente ha pubblicato per la SONY il suo primo album dedicato proprio ad arie mozartiane, ha una voce indubbiamente molto interessante per freschezza e luminosità di timbro anche se non esente da un certo sentore di fissità negli estremi acuti. Qualche riserva si può esprimere sulla gestione del settore grave, in cui lo strumento suona poco consistente al punto che la Mühlemann deve aprire le note gravi che, soprattutto in un’ aria la cui tessitura presenta tre o quattro passaggi discendenti abbastanza ardui, suonano sforzate. È un problema che la giovane cantante elvetica dovrebbe risolvere se deciderà di approfondire questo tipo di repertorio, che esige una rifinitura tecnica assolutamente completa. Successo vivissimo per una serata comunque assai ricca di aspetti pregevoli.



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