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Intervista ad Anna Giraldo, autrice di "436" e "Thunder + Lightning"

Creato il 18 giugno 2012 da Anjaste @anjaste
E con immenso piacere sono lieta di augurarvi buona serata in compagnia di questa bellissima intervista ad Anna Giraldo, autrice dei due indimenticabili romanzi "436" e "Thunder + Lightning" editi dalla Casa Editrice Casini.
Ciao Anna, benvenuta sul Blog I miei sogni tra le pagine. Sono felice di poter scambiare quattro chiacchiere con te e di conoscere meglio l'autrice che mi ha regalato ore da sogno con i suoi personaggi. Ti va di presentarti raccontandoci qualcosa di te? 
Ciao Stefania, sono davvero felice che i miei libri ti siano piaciuti.  Per presentarmi di solito dico che non ho mai pensato di scrivere fino al maggio dei miei 35 anni, quando sono stata colta da un’improvvisa “folgorazione” e ho digitato le prime battute di “436”. 
Di lavoro faccio la consulente informatica e ho sempre avuto qualche perplessità sulle mie capacità artistiche: ho provato tanti hobby ma nulla mi è mai andato a genio fino al giorno in cui ho capito che solo scrivendo avrei avuto la pazienza e la dedizione necessarie per ottenere qualche risultato concreto. 
Come è nata la tua passione per la scrittura?  È nata dalla lettura, dal cinema, dal teatro, dai viaggi e dall’addizione di fantasia personale che usavo fare alle storie più affascinanti portandole dentro per molto tempo, provandone mentalmente le varianti, immaginando personaggi e scene. Ho sempre pensato che fosse solo un gioco mentale, pure un po’ malato, e non sapevo che tutto il mondo “altro” che albergava in me si potesse raccontare, addirittura scrivere! Quando finalmente l’ho capito è stata una vera e propria liberazione. 
Come è nata l'idea di scrivere questa serie?  Redlie McFarlane è l’eroina dei miei sogni a occhi aperti da sempre. Ho inventato persino il suo nome e cognome per scoprire in seguito che i McFarlanes sono un clan scozzese molto antico. Lei è la protagonista che ha abitato la mia fantasia da quando ero una ragazzina e le sue avventure sono state tante: quella in cui incontra Sean è una di queste, anche se, portandola sulla carta ho inserito molte modifiche narrative e deviazioni dalla storia originaria immaginata tanti anni fa.  Redlie ha avuto anche delle “varianti” nel tempo. Per esempio c’è Electra, la protagonista di “Meet you on the other side”, un nuovo romanzo autoconclusivo che sto scrivendo in questo periodo. Electra è una “sorella” di carta e d’inchiostro di Redlie e la sua avventura parla di mare e di una passione totalizzante per le onde. 
Qual è il tuo autore preferito? Quello che più ti fa sognare di più? E quello magari a cui ti ispiri?  Sono cresciuta con i libri di Gabriel Garcia Marquez, Milan Kundera e Jorge Luis Borges, ma questi non sono autori a cui sento di potermi ispirare se non per qualche dettaglio. Anzi, finché le mie letture vertevano per la gran parte su i loro capolavori non ho mai pensato a scrivere, forse perché la loro perfezione è difficile da emulare.  Crescendo mi sono accostata alla letteratura per ragazzi… sembra strano, ma Harry Potter l’ho scoperto a 32 anni suonati. J.K. Rowling mi ha fatto sognare in un periodo difficile della mia vita. Ma amo molto anche David Almond, con il suo Skellig e spesso scopro libri interessanti, non ultimi quelli degli autori italiani esordienti.  Comunque le mie scelte in fatto di lettura dipendono molto dal mio stato d’animo, dal tempo a disposizione e dagli argomenti di cui vorrei parlare nei miei scritti. Per questo mi è difficile rispondere in breve alla tua domanda, posso provare a farlo in relazione agli ultimi mesi di lettura.  Autore preferito: Tim Winton. Ho letto il suo “Respiro” nell’estate 2011, mi ha stregato.  Autrice che mi ha fatto sognare: Jeanette Winterson, con “La battaglia del sole” letto un paio di mesi fa. È un fantasy atipico, ambientato in una Londra del 1600 piena di magia. Ma anche il libro di Deborah Epifani, “Le leggende di Aron - Il segreto degli undici”, mi ha portato via nel suo mondo fatto di isole tropicali, città medievali, pirati e boschi incantati.  A chi mi ispiro? Le mie più recenti fonti di ispirazione sono i testi di Eddie Vedder dei Pearl Jam. 
C’è qualcuno che ti è stato vicino e ti ha supportata durante la stesura di 436 e Thunder + Lightning?  Non ho detto a nessuno che stavo scrivendo 436, quindi nessuno mi ha supportato durante la stesura. Ci sono molte amiche che devo ringraziare perché una volta che mi sono decisa a “sbottonarmi” si sono offerte per leggere e correggere i miei manoscritti e si sono lasciate tormentare a mio piacimento con letture a “metà”, riletture a distanza di tempo ravvicinata, solleciti telefonici e altre piccole (e grandi) angherie…  Devo anche ringraziare mia madre che si propone sempre di leggermi per prima (e cerca di criticarmi il meno possibile), la mia editor, Sara Deodati, che mi sopporta quando vado nel panico per dettagli senza senso e tanti recensori entusiasti, come te, Stefania. 
I personaggi di cui hai scritto sono nati dalla tua fantasia o richiamano tratti di qualche persona che conosci, anche solo per dei dettagli fisici o particolari sfumature della personalità?  Nei miei personaggi si mescolano decine di fattori in una infinita serie di combinazioni.  Per spiegarmi ti faccio qualche esempio:  Sean Dowell è completamente inventato. Magari esistesse uno come lui!! Sono partita dalle caratteristiche etologiche e sciamaniche del giaguaro per caratterizzarlo. Per descrivere il suo aspetto invece ho scaricato da internet decine di foto di modelli bellissimi, ma nessuno era come volevo io… allora ho dato sfogo alla mia fantasia: se doveva essere un sogno, beh, perché non farlo perfetto? La cosa strana è che man mano che il personaggio cresceva assomigliava sempre più a una persona che conosco e che mi è molto cara (ehm… gli somigliava solo a livello caratteriale comunque). 
Tree Anderson è un misto di tre ragazzi che ho conosciuto in periodi molto diversi della mia vita: un amico, un ragazzo conosciuto in vacanza, un allievo di un breve corso di informatica che ho tenuto anni fa. Avevano elementi fisici in comune: l’altezza, i capelli scuri e quell’aria un po’ assente e trascurata, dolcissima. La sua caratterizzazione viene in gran parte dalla mia fantasia, anche perché, come è ovvio, trattandosi di tre persone diverse, due delle quali conosciute in maniera superficiale, non posso di sicuro essermi ispirata a loro... beh, anche se alla fine tutti e tre ostentavano una certa spavalderia e il desiderio di essere al centro dell’attenzione. Forse per questo motivo ho voluto portare Tree alla ribalta nella seconda parte di Thunder + Lightning. 
Daisy McFarlane è un mix di un personaggio cinematografico (una strega, guarda caso!!), di una persona a me molto cara e di un overdose di fantasia personale. 
Il Lobo ha il soprannome di un vecchio amico e anche qualche sua caratteristica fisica. Questo amico è un attore e ama la commedia dell’arte… ecco, per creare il mio personaggio mi sono ispirata più a lui sul palcoscenico che a lui in persona. 
Timothy Honey Phoenix ha l’aspetto angelico di un attore morto tanti anni fa, ma il suo carattere è forgiato sulla base di quello che ogni ragazza vorrebbe da un amico fraterno. O, almeno, da quello che vorrei io. 
Copernico è il gattino dei miei sogni. Sai già che sono una gattara e che amo tutti i miei gatti, ma ho sempre sognato di avere un gattino nero. Però, visto che i gatti non li compro, ma adotto randagi (anzi, i randagi adottano me), come Redlie e sua nonna, non ho mai scelto il colore del mantello dei miei felini. Dopo aver “inventato” Copernico, affettuoso, socievole, sempre prodigo di fusa, a casa mia è arrivata Cocò, una gattina nerissima, a pelo lungo, abbandonata sull’argine del fiume Secchia (dove si svolgono proprio alcune avventure di Thunder + Lightning). Un piccolo appunto però: Cocò non è socievole, ringhia e morde se solo l’avvicini… è una vera peste, molto più simile al giaguaro che a Copernico!! 
Fermami!! Altrimenti potrei andare avanti all’infinito parlando dei miei personaggi… visto che di sicuro non ho fatto mancare compagnia alla mia protagonista Redlie. 
Come procedi per la stesura di un romanzo in genere? Ti appunti le idee dove capita, in viaggio, mentre ascolti della musica… o hai bisogno di una stanza completamente immersa nella penombra e nel silenzio?  Scrivo circondata dal silenzio, così concentrata che dimentico persino di mangiare. Viaggio molto per lavoro e porto in borsetta un sacco di taccuini sui quali mi appunto le idee che mi vengono mentre guido. A volte uso pure il registratore vocale del cellulare.  Ascolto sempre musica in auto e sempre la stessa, in base a ciò che sto scrivendo… come una mezza pazza, tanto per intenderci. Mi è capitato per esempio di scrivere un racconto molto lungo (“Nina Cortez”) pensato sulle note di una vecchia canzone degli INSX “Need you tonight”, te lo immagini viaggiare due ore al giorno ascoltando sempre la stessa canzone finché il racconto non è terminato? Beh, io l’ho fatto.  La saga del giaguaro viaggia invece al ritmo (molto più vario) dei Red Hot Chili Peppers, “Meet you on the other side” a quello dei Pearl Jam… beh, magari questo si era già capito J. 
C’è un personaggio particolare di 436 e T+L a cui sei più affezionata?  Posso rispondere tutti? 
La scelta delle ambientazioni è casuale o è dettata da un tua particolare attrazione per questi posti?  Cerco di scrivere quello che so e applico questa regola in particolare alle ambientazioni che cerco di curare il più possibile.  “Amo Londra e mi sento affine a Lei”. Cito un pezzetto di 436 per dire che in questo caso non era Redlie, l’io narrante, che parlava, ma ero io. 
Quando e se “Meet you on the other side” vedrà la luce editoriale, sentirai anche parlare di Porto, di Roma, delle spiagge dell’Argentario, di Newcastle, della Bretagna, tutti luoghi che ho visitato, di cui ho letto molto e che mi affascinano. 
Se potessi scegliere una colonna sonora per 436 e una per Thunder + Lightning a cosa penseresti?  “Blood sugar sex magik” dei Red Hot Chili Peppers. Non ti sembra un titolo molto fantasy? Io l’ho sempre pensato. 
È previsto uno spin off sul padre di Redlie, James McFarlane, visto che ci hai fatto intendere che abbia fatto diversi viaggi nel passato?  È tra i miei progetti. Si tratta di una storia con due protagonisti: uno lo conosci già, è il tenebroso padre di Redlie, James, per l’appunto. C’è anche una protagonista femminile, Desidée Anne Janush, ma non si tratterà di una storia d’amore classica, promesso. 
Ci regalerei ancora altre pagine per sognare vero? Ormai ci sono troppe "questioni" in sospeso e vorrei proprio vedere l'evolversi delle nuove storie d'amore appena nate e scoprire di più sul figlio di Breathless. Nate ha predetto anche una figlia per lui e Daisy, quindi io attendo! 
Gli uomini son fatti per intendersi 
Per capirsi per amarsi 
Hanno dei figli che diventeranno padri di uomini 
Hanno dei figli privi di case e di tetto 
Che reinventeranno gli uomini 
e la natura e la loro patria 
Quella di tutti gli uomini 
Quella di ogni tempo. 
Questa è una citazione di Paul Eluard (La morte, l’amore, la vita) ed è l’incipit dell’ultimo capitolo di Thunder + Lightning.  È in progetto un nuovo romanzo, forse conclusivo della serie, dal titolo “Oltre”. Però Stefania non so se soddisferò la tua curiosità oppure se ti racconterò un’altra storia, come di solito, mi piace fare ;). 
Grazie mille Anna, per tutto, per la disponibilità e per aver regalato ai lettori questi gioielli.  Grazie a te Stefania per le parole lusinghiere e perché mi segui con tanto calore. 
Un autore, è vero, deve scrivere per sé, ma è grazie ai lettori che decide di non chiudere in un cassetto ciò che scrive, quindi grazie di cuore a te e a tutti quelli che hanno letto o leggeranno i miei libri. 
Un abbraccio dolcissimo da Honey, un concertino di fusa da Copernico e un saluto affettuoso da me.
Grazie di cuore Anna, da me e da tutti i tuoi affezionati lettori! Sei una persona fantastica e un'autrice grandiosa. Aspettiamo presto di leggere i prossimi tuoi lavori!

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