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Io sono italiano, lavoro in Italia e resterò in Italia

Creato il 02 agosto 2014 da Andreatamburelli
Io sono italiano, lavoro in Italia e resterò in ItaliaDa qualche giorno continuo a leggere opinioni riguardo al TAM-TAM "L'Italia non è un paese da freelance".
Premessa: bisogna prima capire che significa essere freelance perchè c'è un po' di confusione.
Prima cosa: un freelance è di fatto un professionista con partita iva che deve emettere fattura per ogni servizio che fornisce.
Seconda cosa: un freelance non lavora con contratti a progetto, quello è un collaboratore occasionale e non ha nulla a che vedere con un libero professionista.
Terza cosa: un freelance di fatto è un'azienda (di piccole dimensioni)
Date questi tre punti, e dato il fatto che io prima di iniziare il grande passo ho tentennato per anni, cambiando posti di lavoro come fossero mutande, con contratti a termine come consulente, co.co.pro, ritenute d'acconto proprio perchè non mi potevo permettere di fare il freelance, adesso sono riuscito ad avviarmi e lo faccio anche in modo piuttosto proficuo, tuttavia ho dovuto fare un salto di qualità e molti ragionamenti:
  1. Premesso che ogni 100 che fatturi il 49% ti resta in tasca, togliendo poi le spese di connessioni, luce, studio, mangiare, benzina, è necessario che i tuoi prezzi siano di un certo tipo e per far questo devi offrire servizi di un certo tipo
  2. Premesso che NON ANDRO' MAI IN PENSIONE anche se pago tutto il dovuto, una piccola somma va versata in vista del futuro, oppure, come dice una mia cara amica "Dobbiamo guadagnare tanto adesso"
  3. Premesso che per acquisire clienti hai delle spese non indifferenti, sia in termini di tempo che in termini economici, questo rafforza il primo punto: devi offrire dei servizi di un certo tipo
Io sono italiano, lavoro in Italia e resterò in ItaliaQuesti tre punti sono reali, non sono cazzate che mi sono inventato, ed il fatto che devi offrire servizi di un certo tipo, significa che:
  1. Devi trovare una nicchia in cui operare in cui il tuo servizio/prodotto sia leader del mercato o perlomeno ricercato e che i tuoi prospect non abbiano problemi a pagarti il dovuto, proprio perchè sei uno dei pochi che offre un certo tipo di trattamento
  2. Ti devi specializzare in una cosa e devi essere all'altezza di fornire un servizio di qualità che ti permetta di fatturare al punto giusto per arrivare a fine mese guadagnando e non arrancando
  3. Purtroppo l'Italia ha una burocrazia tale che se sei uno dei tanti che svolge un servizio come tanti ad aziende come tante ti riserva le briciole, ma comunque ti impone di fatturare e quindi versare il 51% dei tuoi entroiti (senza contare le spese che prima ho citato)
Quindi, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il mio lavoro ho adottato questa strategia:
Per garantirmi un entroito alto mi sono specializzato investendo anni di studio e di certificazioni e mi rivolgo ad un target pretenzioso e disposto a pagare per avere un servizio di un certo tipo, successivamente mi sono obbligato ad avere un prodotto unico, che mi garantisce delle entrate alte puntando su un mercato che non aveva quasi nessun competitors, e quei pochi che erano presenti li ho aggirati fornendo ciò che a loro mancava, ma questo non è l'unico lato del mio lavoro, perchè è quello che mi permette di "restare a galla".
Restando a galla ho potuto anche fare il lavoro che più mi piace, ovvero quello che in tanti fanno e che se fai solo quello di certo non campi perchè i prezzi del mercato sono concorrenziali ed un freelance solo di quello affonderebbe.
Detta così sembrerebbe un case-history oppure una casistica come poche, ma il mio consiglio è questo: non accontentatevi di essere uno dei tanti che fanno cose, ma quello che fa cose speciali e si fa pagare...vedrete che troverete prospect alla ricerca della vostra unicità (prodotto/servizio) e pagheranno per questo.
Io sono italiano, lavoro in Italia e resterò in ItaliaConclusione: sono d'accordo che l'Italia sia un paese in cui c'è il classico serpente che si mangia la coda, ovvero: sono disoccupato e per lavorare mi metto in proprio, però non ho clienti e se ne trovo un po' con quello che devo versare e le spese lavoro aggratis, quindi bisogna unicizzarsi, bisogna offrire qualcosa che sia speciale ed unico, qualcosa che ti permetta di fare il prezzo e di sopravvivere e questo dopende solo da noi, investendo in crescita professionale ed aguzzando l'ingegno, trovando un posizionamento (che a volte magari non ci piace, o non è proprio ciò che vogliamo, come ho detto prima) ma ci permette di stare a galla.
Voglio fare un'ultimo esempio: oggi è il 2 Agosto, che significa tutti in ferie e ci risentiamo a settembre per un lavoro...bene, io non solo sto lavorando anche di domenica, ma sono pieno di richieste fino a novembre...come ho fatto? Offro qualcosa che il potenziale cliente desidera, qualcosa che serve, qualcosa che non ha concorrenza. Se mi accontentassi di fatturare consulenze ed articoli a blog allora sarei fallito già prima di cominciare.
L'Italia non è un paese da freelance? Forse, ma hai guardato cosa stai offrendo? Sai se puoi offrire di meglio ad un prezzo più alto? Sei conspevole che se trovi gli USP del tuo servizio/prodotto lo puoi fare tu il prezzo?
Se offri un servizio come tanti o i tuoi prezzi sono bassi sei costretto ad aumentare il tuo parco clienti (che non è uno scherzo, perchè comporta investimenti) oppure iniziare a pensare altre strategie...sicuramente nel tuo caso forse ti posso dare ragione ma ritengo che dopo un'attenta analisi ed introspezione, sia possibile sempre migliorarsi ed elevare la qualità di ciò che offri, con conseguente aumento delle tue tariffe.
L'Italia non è un paese per tutti i freelance...SICUROL'Italia burocraticamente fa venire il latte ai beati....CERTOL'Italia è un paese che non mi garantirà mai la pensione....OKMa io ho la capacità di offrire un servizio unico che mi faccia distinguere e fare io il prezzo del mercato!

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