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Irregolarita’ negli allevamenti di galline in italia

Creato il 22 febbraio 2013 da Rossellagrenci

IRREGOLARITA’ NEGLI ALLEVAMENTI DI GALLINE IN ITALIA

Ancora problemi in Italia per la regolarizzazione degli allevamenti di galline ovaiole. La ONG internazionale Compassion in World Farming ha accusato l’Italia e la Grecia di non rispettare la legislazione che, in questi due Paesi, continuano ad essere tenute in gabbie minuscole, dichiarate fuorilegge da oltre un anno.

Infatti il 3 gennaio 2012 è entrato in vigore in Italia il Decreto legislativo 267/2003 che attua la Direttiva comunitaria 74/1999 sul  benessere delle galline ovaiole.  Questo vuol dire che le vecchie batterie (“convenzionali” codice 3)  devono essere sostituite con altre più ampie (“modificate” o “arricchite”) o abbandonate del tutto per passare ai sistemi di allevamento a terra (codice 2), le galline ovaiole si muovono liberamente ma in un ambiente chiuso, solitamente un capannone. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte. 7 galline per 1 metro quadrato con terreno coperto di paglia o sabbia.

Allevamento biologico “0″: le galline, allevate secondo disposizioni dell’agricoltura biologica, razzolano all’aperto per alcune ore al giorno e depongono le uova in nidi o a terra. 1 gallina per 10 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione.

Allevamento all’aperto “1″: le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall’allevatore. 1 gallina per 2,5 metri quadrati di terreno all’aperto con vegetazione.

Le criticità permangono, come avevo già segnalato in questo articolo, anche per gli allevamenti che sono segnalati come “bio”.

Eppure, secondo Anna Maldini, presidente di ASSOAVI, entro il 2013, il 40% di tutte le uova in commercio in Italia (tutte nostrane giacché non importiamo dall’estero uova da tavola) sarà di allevamento a terra o bio.

Fra le buone notizie c’è quella delle aziende premiate dalla Ong Compassion in World Farming e sono:

- Pavesi (che dal 2011 ha scelto di passare alla fornitura esclusiva di uova da galline allevate a terra),

- Mulino Bianco ed Emiliane Barilla (utilizza  solo uova da galline allevate a terra),

- Lazzaroni (utilizza  solo uova di galline allevate all’aperto),

- Coccodì (già dal 1998 tutta la gamma è preparata  con uova di animali non in gabbia).

Per quanto concerne le catene di ristoranti, vanno segnalati Ristò, Autogrill e Ikea, mentre per la grande distribuzione si qualificano NaturaSì (premio Good Egg 2008), CRAI (premio Good Egg 2011), Coop (premio Good Egg nel 2010), Esselunga e IPER che commercializzano col proprio marchio solo uova di galline non allevate in gabbia.


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