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Italia

Creato il 17 marzo 2011 da Alesan
ItaliaSe ne vadano coloro che non vogliono sentire l'inno, coloro che ancora polemizzano sul passato senza vedere il presente, senza capire l'oggi, senza rivendicare un futuro. Se ne vadano dai luoghi di potere e lascino le buste paga all'ingresso: sapremo come investirle meglio. Che importa quale storia, quale propaganda, quale casino abbiamo avuto? Importa ciò che vogliamo essere e ciò che vogliamo diventare, importa che l'Italia sia Italia e tanto basta. Fanculo chi mette le bandiere solo per il mondiale di calcio, chi non le mette mai, chi le mette solo oggi, e fanculo a chi si appropria di simboli che niente hanno a che fare con noi e nemmeno con loro, a chi vuol farmi irlandese, celtico, terrone, nordico, separato, incazzato, unico, staccato, privilegiato, venduto, sputtanato. Che importa ciò che è stato e quello che "forse, chissà, hai visto mai"...? Siamo persone migliori di quello che sembriamo. Siamo in grado, volendo, di essere un popolo, di essere una democrazia, di essere Italia. Siamo passati dall'impero alle invasioni, dai barbari ai nazi-fascisti, dalle divisioni all'unità. Siamo sopravvissuti a Mussolini, al '68, al terrorismo, ai paninari, ad Arrigo Sacchi e all'happy hour.
Resistiamo al papa, a Berlusconi, alle tangenti, a Laura Pausini. Al traffico alla maleducazione, a chi scavalca la fila, ai terremoti, alle inondazioni. Alla morale cattolica, alla TV commerciale, al buonsenso delle sanzioni, al leggermente in fuorigioco, leggermente alticcio, leggermente oltre il limite. Alla propaganda, alle leggi sbagliate, alle lobby, alla massoneria, a calciopoli. Alla lega nord, alla finta politica, al finto dibattito, ai finti pensieri. Ai finti comunisti, ai finti fascisti, ai finti preti, ai finti libertari, ai finti imprenditori, ai finti diritti. Al maschilismo, alla violenza, a Bruno Vespa, alla benzina che cresce, a Marco Masini, all'isola dei famosi, all'isola che c'è, alla penisola che non c'è, a Gianni Morandi, a Rete 4, alla partita della vita, quella del secolo, quella della storia, quella del cuore. Al cinepattone, ai remake, ai prequel, ai sequel, alla puzza di monnezza, al caffè a un euro, ai CD pirata, alla banda stretta. Allo smog, al qualunquismo, ai pagliacci che fanno politica, ai politici che fanno i pagliacci, al Gabibbo, al lotto, al Win for life, alla camorra, al pallone è rotondo, al giornalismo sportivo. Al satanismo, a Erika e Omar, alle veline, al vento, al sole, al gelo. Alla Salerno-Reggio Calabria, a Trenitalia, a ferragosto, a san Silvestro. Ai re, ai principi, ai ballerini, ai falliti di successo, al successo dei fallimenti. A Marchionne, alle statue fasulle di Firenze, ai restauri, alla Duna, al Vaticano. Alle scuole private, ai notai, all'incertezza della pena, alle polemiche, ai discorsi da bar, alla destra, alla sinistra, al centro. Ai Vanzina, a De Sica figlio, a Boldi, Greggio e i sopravvissuti di Antonio Ricci, al festival della canzone italiana, al telegatto, al posticipo del lunedì, l'anticipo del venerdì, lo spezzatino, le retrocessioni, le fideiussioni, il calciomercato. Al campanilismo, al vernacolo, alle code, alla burocrazia, alle tasse, agli evasori, a chi fa sport e non paga il fisco, a chi non paga il fisco e fa lo sportivo. Ad Antonello Venditti, ai Pooh, ai culi in TV, alle tette in TV che poi non si vedono mai, a striscia la notizia, striscia il presentatore, striscia il direttore, striscia il sottosegretario. Alle iene, gli sciacalli, le risate al telefono, i morti, i vulcani, le truffe, i terroni, i polentoni, i romagnoli, i fiorentini che non sono toscani, i toscani che non sono fiorentini, i romani ma non romanisti, i romanisti ma non romani, gli altoatesini che non sono italiani, gli altotesini che non sono austriaci, gli italiani che non sono altoatesini, austriaci, italiani. Ai finanziamenti pubblici, al clientelismo, al ristorno, allo scontrino, alla banca che non fallisce, ai parenti, al natale, alla bottiglia di spumante, alla nazionale di Vicini. A Roma-Lecce 2 a 3, al fallo di Juliano, al gol di Rivera, all'europeo di basket, al Sei nazioni, alla valanga azzurra, alla pallavolo. Alla musica d'autore, a chi vive in baracca, chi ha l'antifurto, chi fuma il toscano, chi mangia una volta. A Maria De Filippi, il caso Adriano, chi l'ha visto, chi l'ha sentito, i plastici, Cogne, la sporcizia, i circoli Arci, le sagre paesane. Il giornale, libero, occupato, le previsioni del tempo, la demagogia, il so tutto io, la moviola, Aldo Biscardi, Valeria Marini. Al siamo i migliori, i peggiori, a metà del corso, a chi ruba i soldi del Monopoli, chi invade solo la Jacuzia, i libri di Moccia, le poesie di Bondi. Ai fiumi pieni di merda, i blogger, Beppe Grillo, santo Stefano, le ferie in agosto, il ponte sullo stretto, le dighe di Venezia, le centrali nucleari che c'erano, le centrali nucleari che ci saranno. A Telethon, l'sms da un euro, trenta ore per la vita e un minuto per morire, Grande fratello, Grande sorella, Grande bordello, sodomia, naturismo, meteorismo. Al Milan di Rocco, a Italia-Germania 4 a 3, Italia-Germania 3 a 1, Italia-Germania 2 a 0. Ai signori, gli artisti, gli autori, i commedianti, le menti, i cervelli in fuga, le fughe di notizia, i poteri dello stato, i poteri separati, le fiction, l'allegato del lunedì, l'inserto della domenica, il numero di telefono nel cesso dell'autogrill, i locali per minorenni, per maggiorenni, per anziani. La goriziana, le boccette, le bocciofile, la briscola, il gol di Pandev, il Super Bowl a mezzanotte, le Finals Nba alle 3 del mattino, le regionals, le trades, i trips, il lockout, chi defletta, chi si dopa, il ministro Tremonti, la droga, le canne, la mamma, Domenico Modugno, Luca era gay, le puttane per strada, le puttane in chiesa, le puttane a casa tua, gli stranieri, le invasioni, le speculazioni, le bestemmie, il frizzantino, il canterino bianco, l'aida, il fango, il catrame, il sole che ride, quello che piange, tu vuò fa' l'americano, il Triplete...
Resistiamo a tutto. Siamo un popolo resistente. Pizza, mafia e mandolino. Dignità, impegno e risate.
Pace, uguaglianza, democrazia, diritti. Ora e sempre, da nord a sud la chiamano Italia. In un certo senso casa mia. Millenni di storia, 150 anni di vita, un giorno per ricordare.
Buon compleanno.

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