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Italrugby: i talenti ‘celtici’ su cui puntare

Creato il 10 ottobre 2012 da Olimpiazzurra Federicomilitello @olimpiazzurra

Nella grande maggioranza degli sport più praticati in Italia, è all’ordine del giorno sentir parlare della cosiddetta ‘linea verde’ come rotta principale da seguire per società e/o nazionali. Un percorso che anche il rugby italiano sta cercando di seguire, per dare un seguito alle gesta di giocatori come Castrogiovanni, Parisse o i fratelli Bergamasco. Per le nuove leve, l’avvicinarsi della Coppa del Mondo del 2015 porterà un carico di pressione sempre maggiore; un ostacolo da non sottovalutare per la crescita di alcune di loro. Tuttavia, la presenza di due franchigie nel Pro12 facilita non poco lo sviluppo dei talenti nostrani che vengono lanciati dal Benetton e dalle Zebre, essendo il torneo celtico notevolmente ostico.

In casa Benetton Treviso, chi ha confermato le potenzialità già espresse negli ultimi due anni è sicuramente Edoardo Gori (nella foto). Classe ’90, il mediano di mischia – o ala all’occorrenza - ha dimostrato, oltre al talento mai in discussione, una spiccata personalità. Fermo per infortunio, farà di tutto per esserci nei test-match autunnali, dove avrebbe la maglia da titolare praticamente assicurata. Altro classe ’90 che, invece, non fa più notizia per le sue prestazioni è Tommaso Benvenuti, titolare ormai da due anni, punto fermo anche della Nazionale. Chi ha guadagnato il posto da titolare in quest’inizio di stagione è Tommaso Iannone. Pari età dei due sopra citati, si è contraddistinto per la sua duttilità, essendo capace di ricoprire i ruoli di ala, centro o mediano d’apertura. Meno impiegato dei precedenti tre Luca Morisi, anni 21. Gioca come centro ed è dotato di ottime doti fisiche. Ha impressionato per il suo veloce adattamento a un livello di gioco più alto. Ha solo assaggiato il campo Luca Maistri, classe ’92, di professione tallonatore. Per lui solo una manciata di minuti contro Munster, pochi per mostrare le sue qualità.

In casa Zebre uno degli obiettivi primari è ripartire dai giovani, tra i quali spicca senza dubbio Giovanbattista Venditti. Ala classe 1990, Venditti ha esordito in Nazionale nell’ultimo Sei Nazioni, marcando tra l’altro due mete. Per un giovane già ‘affermato’, ce n’è un altro sul trampolino di lancio: Leonardo Sarto, 20 anni, sicuramente una delle sorprese di questo scorcio di stagione. Anch’egli ala, ha esordito contro i Warriors con un buon impatto sul torneo, mostrando alcune giocate interessanti. Chi non si sta dimostrando all’altezza delle aspettative è Alberto Chillon, mediano di mischia classe ’90. Per il momento è parso sottotono, ma Gajan sta continuando a dargli fiducia, riproponendolo sempre nel XV titolare. La personalità c’è, il talento è da affinare. Degni di nota sono senz’altro Alberto Benettin, 22enne estremo/centro già esordiente con Brunel, ma che già Mallett vedeva come titolare in Nazionale e Ruggero Trevisan, pari età e pari ruolo di Benettin. In seconda e terza linea, invece, si sono guadagnati il posto da titolare rispettivamente Michael Van Vuren (classe ’90) ed Emiliano Caffini (classe ’89): entrambi hanno già giocato nell’Italia Emergenti.

La politica dei giovani che le due franchigie stanno seguendo (seppur in maniera diversa) produrrà sicuramente risultati importanti, date le potenzialità di tutti gli atleti citati. Tra l’altro, in Eccellenza si sta dando grande spazio ai giovani del nostro paese e da tutto ciò a beneficiarne maggiormente è proprio la Nazionale, che tra qualche anno potrà contare su un ricambio generazionale davvero di alto livello.

Foto: rugby1823.blogosfere.it

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OA | Daniele Pansardi

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