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KAWASAKI W 650 Sixties

Da The_one

A guardarla da lontano, questa W 650 sembra proprio una Triumph Bonneville, non l’ultima, ma la vera, l’originale anni sessanta. Non appena ci si avvicina, però…sembra ancora una Bonnie! In effetti la Kawasaki ha preso spunto (!) dalla vecchia Triumph per definire il design ed il carattere di questa bicilindrica

Osservandola, anche nei particolari, direi che l’operazione è riuscita molto bene.

La W 650 pur essendo una moto moderna dal punto di vista tecnico, trasuda sixties da tutti i bulloni, cioè ha il sapore degli anni sessanta.

La linea nel suo complesso risulta piacevole, con il serbatoio a goccia che esibisce il fregio cromato e le protezioni di gomma in puro stile inglese. I cerchi a raggi cromati, gommati con pneumatici moderni ma con una scolpitura dal look classico e cromature in abbondanza. A creare atmosfera ci pensano, inoltre, i parafanghi cromati e quel bicilindrico in linea che sembra preso da una moto d’altri tempi con la pedivella per l’accensione in bella mostra.

Sotto i carter lucidati pulsa un motore con distribuzione a quattro valvole per cilindro, con la “chicca” dell’alberino a coppie coniche per il comando della distribuzione in evidenza.

Il bicilindrico di 676 cc eroga 50 CV a 7.000 giri (dichiarati) con una coppia di 5.9 Kgm a 5.500 giri. Non sono dati che fanno gridare al miracolo, ma per il carattere di questa moto, sono più che sufficienti.

Colpo di pedivella (volete mettere il gusto rispetto al pulsante dell’accensione? – che è comunque presente) ed il motore parte deciso, con un rumore educato che fuoriesce dai due scarichi cromati. Da sottolineare che la forza da applicare alla leva dell’avviamento è veramente minima e non ha niente a che vedere con le moto anni sessanta.

Il ponte di comando, con l’ampio manubrio da impugnare in stile Fonzie, e la sella piatta, ma non per questo scomoda, permettono di ottenere un assetto di guida rilassato e confortevole.

La strumentazione composta da due strumenti analogici (tachimetro e contagiri) esibisce un piccolo display che funge da contachilometri-orologio poco intonato alla moto, ma comodo da usare.

Semplici i blocchetti elettrici che però mettono in luce una grave mancanza. Non c’è traccia del pulsante per il passing (non serve solo alle supersport per chiedere strada…).
Come si può intuire dalla dotazione ciclistica, che esibisce una forcella anteriore telescopica da 39 mm accoppiata a due ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico, il tutto montato su di un telaio tubolare a doppia culla in acciaio, la W 650 predilige la guida pulita e rilassata.

I primi chilometri percorsi con la Kawasaki mettono in risalto un carattere “pacioso” poco avvezzo alla guida nervosa tipica delle nostre città. Non che vada male se usata quotidianamente per le strade trafficate delle metropoli, anzi, ma a questa Kawa piace passeggiare. Con il motore che gira in basso, magari in una stradina di campagna con una bella passeggera a farci compagnia, un bel ristorante e…scusate , stavo perdendo il filo del discorso!

La W 650 è una moto che pur adattandosi all’utilizzo cittadino, dove può essere considerata una bella alternativa allo scooter, non disdegna i trasferimenti extraurbani. Unico inconveniente, come per tutte le naked, la scarsa protezione all’aria nei trasferimenti veloci.

Ma il carattere di questa moto ci porta ad evitare le strade troppo veloci e trafficate e a prediligere le vie secondarie, più tranquille e godibili. La guidabilità è buona, e anche aumentando il ritmo la W 650 dimostra di sapersi difendere. Non si deve esagerare, però, pena il verificarsi di “ondeggiamenti” vari, dovuti in particolare alla forcella “sfrenata” e che affonda con troppa facilità e ai due ammortizzatori posteriori poco progressivi nel funzionamento.

Il motore, che ha nella dolcezza di funzionamento il suo pregio più evidente, si comporta bene soprattutto ai medi regimi, ma non si tira indietro quando c’è da spremere una marcia fino al limite dei giri, anche se non viene spontaneo visto il carattere di questo bicilindrico.

Stesso discorso per i freni (disco anteriore da 300 mm – tamburo posteriore) che in città e sui percorsi extraurbani si comportano in modo onesto, ma nel caso in cui i ritmi salgano, si deve agire con decisione sulle leve per ottenere delle decelerazioni apprezzabili, soprattutto nell’uso in coppia.

Volete una moto originale con cui distinguervi? Siete stufi dei soliti scooter? Oppure siete dei nostalgici che però apprezzano le comodità delle moto attuali? La Kawasaki W 650 è fatta per voi.

Francesco Paolillo


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