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Kobosil, 105

Creato il 14 luglio 2017 da The New Noise @TheNewNoiseIt

KOBOSIL, 105

Max Kobosil è assurto al grado di giovane promessa della scuderia Ostgut Ton sin dalla precoce età di ventidue anni grazie a un miscuglio di talento ed intraprendenza. Il berlinese, nel corso di una serata al Berghain, ha approcciato il label manager Andreas Baumecker con l’intento di entrar a far parte di quel mondo che tanto lo aveva segnato al suo primo ingresso nel club. A quell’incontro è seguito un vero colpo di fortuna: alcuni artisti non hanno consegnato in tempo i propri remix di “Transsektoral” del duo Barker & Baumecker e quest’ultimo si è ricordato della versione di “Silo” che il ragazzo gli aveva mandato, quindi ha deciso di includerlo nella raccolta.

Nel giugno 2013 il giovane di Neukölln ha pubblicato la prima uscita della sua label RK, intitolata “RK3”: il caso ha voluto che una copia finisse tra le mani di Marcel Dettmann, da lì in poi suo mentore e consulente. Dello stesso anno è l’esordio su Unterton (branca di Ostgut Ton dedicata ai non residenti) con l’acclamato “- —–”. Quasi contemporaneamente una defezione di Ryan Elliott è valsa a Kobosil uno slot durante l’ora di punta della Klubnacht: grazie all’abilità dimostrata nel corso di quelle tre ore è entrato definitivamente a far parte del roster dell’etichetta, per la quale ha firmato 91 e We Grow, You Decline, il suo album d’esordio. All’elenco oggi si aggiunge 105, che contiene il materiale più duro registrato sin ora dal tedesco. La techno oscura che caratterizzava le uscite precedenti è qui privata di ogni influenza ambient e portata al parossismo con kick ferini, brani strutturati in modo efficace e arrangiamenti spectoriani dei sintetizzatori. “4000L” mostra subito di che pasta è fatto l’ep: cassa martellante, sirene e schizzi sintetici dettagliatissimi che avvolgono l’ascoltatore. “Bei Nacht H 178” e “Backmask N” mettono in campo sonorità rave, con la seconda che lambisce territori new beat con le sue voci distorte e gli svolazzi melodici che sormontano un battito implacabile. Il finale è affidato a “Derange” e ai suoi algidi accenni noise in alta definizione.

Kobosil è riuscito nel giro di poche uscite a creare un sound immediatamente riconoscibile per freschezza ed impatto e 105 è probabilmente una delle sue produzioni meglio riuscite.

Dischi 2017, kobosil, ostgut ton

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