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L'accordo politico con cosa nostra - da l'Assedio di Giovanni Bianconi

Creato il 19 maggio 2017 da Funicelli
L'accordo politico con cosa nostra - da l'Assedio di Giovanni Bianconi Un altro pretesto di lettura dall'ultimo libro di Giovanni Bianconi su Falcone, che parte dal maxi processo a cosa nostra, con le prime condanne all'ergastolo per i boss.
E poi lo smantellamento del pool, l'appello che sminuisce le condanne e la portata giudiziaria del processo alla mafia.
Che ad inizio 1992 approda in Cassazione dove, dicono i pentiti, doveva essere aggiustato, grazie agli appoggi politici di Riina a Roma e  nella suprema corte.
Ma le cose andarono diversamente: Falcone, per evitare che la Cassazione bocciasse nuovamente un processo per mafia per visi di forma, fece monitorare le sentenze emesse dalla Cassazione, che per reati di mafia e terrorismo arrivavano in maggior parte alla prima sezione di Carnevale

D'accordo col presidente della suprema corte, fu decisa la rotazione delle sezioni e così maxi fu dato ad un altro magistrato, proveniente dal civile, Arnaldo Valente, la cui corte confermò l'impianto accusatorio, il teorema Buscetta e le condanne.

Le speranze di Riina furono tradite, quel "cornuto" (parole sue) di Falcone doveva pagare, ma anche quei politici che avevano tradito, i "rami secchi" da tagliare.
Il primo fu Salvo Lima.
Poi doveva arrivare Calogero Mannino, allora ministro per il mezzogiorno.
"Il prossimo sono io" aveva raccontato al maresciallo Guazzelli.
 Giovanni Bianconi riporta anche altro, su Mannino: 
Calogero Mannino, confesserà a un giornalista, dietro la promessa di non pubblicare ciò che gli stava dicendo sotto forma di intervista: «Sono un condannato a morte. Sento che sto per perdere la ragione, maledico il giorno in cui ho iniziato a fare politica ..
Per il maxiprocesso fu raggiunto una specie di accordo politico. Voi, disse Cosa Nostra, ingabbiate la mafia perdente e qualcuno marginale della mafia vincente, ma l'accordo è che alla fine di questo iter c'è la Cassazione, e la Cassazione ci metterà in libertà. Noi nel frattempo, ce ne restiamo buoni e facciamo gli affari nostri. Ma il governo non ha rispettato i patti. Andreotti, non io; Andreotti ha fatto approvare una serie di leggi repressive»Tribunale di Palermo, sentenza del giudice dell'udienza preliminare nel procedimento a carico di Calogero Mannino, 4 novembre 2015, pp 386-387[L'assedio, troppi nemici per Falcone, Giovanni Bianconi - Einaudi editore]  

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