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L’Africa punta sulle energie rinnovabili

Creato il 16 gennaio 2013 da Afrofocus

imagesIl settore delle cosiddette “energie alternative” riveste un’importanza strategica per il continente africano, che per mezzo di un opportuno sfruttamento delle fonti rinnovabili potrebbe emanciparsi dalla sua dipendenza energetica, da sempre uno tra gli ostacoli principali al suo sviluppo. Allo stesso modo, il ricorso alle tecnologie verdi potrebbe rappresentare un’importante opportunità di crescita economica, diretta a favorire gli investimenti interni e ad attrarre quelli internazionali.

Oltre a contribuire a migliorare gli standard di vita della popolazione, che in termini occupazionali beneficerebbe della realizzazione di impianti solari, geotermici, idroelettrici o eolici. L’incremento dell’energia verde potrebbe anche svolgere un ruolo determinante per lo sviluppo sociale del continente, che sta attraversando un rinnovato periodo di crescita economica e di trasformazione.

Le ultime stime rilevano che la popolazione del continente è in forte aumento e prevedono che entro il 2050 si potranno contare fino a 2 miliardi di persone, il doppio rispetto ad oggi. Di conseguenza è destinato ad aumentare anche il suo fabbisogno energetico, con trend forse anche più veloci. Per continuare ad operare in questa direzione, è necessario effettuare massicci investimenti nel settore dell’energia e per tracciarne le linee guida l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), domenica scorsa, ha presentato il rapporto “Africa’s Renewable Future – The Path to Sustainable Growth”.

Il rapporto, frutto di un’intensa collaborazione con i paesi africani nel corso degli ultimi due anni, sostiene che il continente abbia il potenziale e la capacità di utilizzare le proprie risorse rinnovabili per soddisfare la maggior parte del suo fabbisogno elettrico futuro e sostenere l’elevata crescita economica.

Per dimostrare come le energie verdi stiano già facendo la differenza, il documento riporta 18 esperienze africane di successo che possono facilmente essere replicate sul territorio. Parlando in occasione della presentazione del report, il direttore generale di Irena, Adnan Z. Amin, ha spiegato come sia “il momento giusto” per una rapida diffusione dell’energia verde in Africa. “Le risorse rinnovabili sono abbondanti, la domanda è in crescita, i costi tecnologici sono in calo e la volontà politica non è mai stata più forte”.

E con risorse solari e idroelettriche di livello mondiale, da integrare in alcune regioni alla bioenergia, al vento e alle risorse geotermiche, il territorio avrebbe già adesso la capacità di rifornire sia i centri urbani ad alta densità che le zone rurali più remote.

Per di più, gli impianti per la produzione di energia alternativa, in particolare quella solare ed eolica, presentano numerose caratteristiche che ben si adattano a una realtà demografica e geografica come quella delle grandi aree rurali dell’Africa subsahariana. Entrambi i tipi di impianti possono essere impiegati per soddisfare le esigenze energetiche di comunità di varie dimensioni, nonché adattati nel caso che le esigenze stanziali mutino nel tempo, per esempio in seguito all’ingrandirsi di un insediamento.

Inoltre la produzione di energia pulita sarebbe particolarmente conciliabile con le necessità di basso impatto ambientale proprie del mondo agricolo, ma anche di altri settore chiave dell’economia dei paesi africani, come quello del turismo. Senza contare che si tratta di impianti modulari, che nel caso di guasti localizzati, come la rottura di un pannello solare, non perdono del tutto la propria funzionalità.

Una caratteristica importante per l’impiego dell’energie alternative in località remote, dove la manutenzione potrebbe essere sporadica e i tempi di intervento per la riparazione di un guasto poco rapidi.

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