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L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

Creato il 29 agosto 2012 da Corradopenna
L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettataLa genesi biblica (ma lo stesso dicasi per il Pentateuco più in generale per la Bibbia stessa) è un libro scritto a più mani, con inserzioni appartenenti a differenti epoche e a differenti fonti. Ormai tale realtà è palesemente ammessa persino dalla teologia cattolica, nonostante tale sovrapposizione di strati porti ad evidenti contraddizioni. Palese ad esempio è il fatto che la creazione dell'uomo viene raccontata due volte, con differenze di un certo rilievo.
Ad esempio nella prima delle due versioni della creazione del genere umano presenti nella Genesi (capitolo 1 versetti 24-31) si legge che Dio creò assieme uomo e donna, assegnò loro come cibo i soli vegetali, e lo stesso curiosamente fece con le bestie selvatiche (i leoni del tempo mangiavano lattuga? in una prima creazione tutti gli animali erano erbivori? ma in tal caso le piante poverine non provano anch'esse dolore?):
[24]Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: [25]Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. [26]E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
[27]Dio creò l'uomo a sua immagine;a immagine di Dio lo creò;maschio e femmina li creò.
[28]Dio li benedisse e disse loro:«Siate fecondi e moltiplicatevi,riempite la terra;soggiogatela e dominatesui pesci del maree sugli uccelli del cieloe su ogni essere vivente,che striscia sulla terra».
[29]Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. [30]A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. [31]Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Poco più avanti nel testo biblico della Genesi leggiamo il secondo racconto della creazione dell'uomo (capitolo 2 versetti 4b-9) ovvero la famosa favoletta della creazione di Eva a partire dalla costola di Adamo:
[4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, [5]nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo [6]e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; [7]allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
[8]Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. [9]Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettataMa andiamo avanti e cerchiamo di capire bene questa storia dell'albero del bene e del male, un albero particolare che secondo la Bibbia "si mangia": badate bene, non è il frutto che si mangia ma l'albero stesso! Per altro secondo l'avvertimento divino si tratta di un albero che può uccidere se mangiato, ovvero di un albero velenoso; un albero velenoso che però se mangiato fornisce l'accesso ad una conoscenza superiore, un albero che si mangia, e non di cui si mangia il frutto. Dopo che è stato ripetuto due volte che l'albero si mangia o non si mangia finalmente arrivano le parole prese del suo frutto e ne mangiò, che potrebbe sembrare una contraddizione a meno che in realtà l'albero della conoscenza sia una maniera vagamente simbolica di rappresentare un vegetale di cui si mangia realmente tutta la parte aerea, la quale è nel contempo un corpo fruttifero.  Nei versetti seguenti della bibbia ho evidenziato in grossetto le frasi più rilevanti:
La storia inizia al capitolo 2 versetti 15-17
[15]Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
[16]Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, [17]ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
e poi continua al capitolo 3 versetti 1-7
[1]Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettataE adesso veniamo ad un curioso affresco presente nella cappella di Sant’Eligio, di Plaincourault, (Francia Centrale, fine del secolo XII.  
L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata
Che vi piaccia o no questo particolare "albero della conoscenza del bene e del male" è un gruppo di funghi; che funghi?

L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

Amanita falloide

L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

Amanita muscaria

Il caso non è unico, infatti l'Exultet dell'Abbazia di Montecassino (1072-1075 circa) riporta raffigurazioni consimili.
L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettataL'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata
Poi ci sarebbe il salterio di Canterbury:

L'albero della conoscenza del bene e del male non è certo una mela; dall'analisi del testo biblico e di alcune raffigurazioni esplicite si affaccia una verità inaspettata

Si consiglia di fare click sulla figura e vederla ingrandita; notare i funghi accanto ad Adamo ed Eva

A questo punto chi ha letto gli articoli precedenti dedicati al libro Sciamani di Hancock, o meglio ancora ha letto per intero il libro, ha ben capito come il quadro della famosa "tentazione del serpente" si presenta ben diverso dalla storiella che ci viene raccontata da piccoli. Innanzitutto non c'è nessuna mela, il vegetale di cui si mangia la parte aerea è un fungo e non un albero. In secondo luogo essendo bene note le proprietà allucinogene di diverse specie di funghi il cui utilizzo in ambito sciamanico è risaputo si può facilmente capire come un "corpo fruttifero" velenoso, se opportunamente trattato (secondo il consiglio del "serpente") può aprire l'accesso ad un "mondo altro" ove si acquisisce una particolare conoscenza (di tipo sciamanico).
L'amanita muscaria è un fungo velenoso che però può essere reso commestibile (o quanto meno poco tossico) con un apposito trattamento che può preservarne le proprietà allucinogene. In Siberia l'uso di tale fungo è stato molto comune diffuso fino a tempi recenti, poi è stato soppiantato dalla vodka.
A tale riguardo sono molto interessanti le testimonianze riportate nel libro Sciamani riguardanti alla somministrazione controllata di sostanze allucinogene come la DMT che portano i soggetti della sperimentazione ad acquisire delle conoscenze per questa via del tutto inusuale. Del resto che lo si creda o no, gli sciamani e gli uomini della medicina affermano che non sono stati loro a scoprire le proprietà terapeutiche delle piante, ma che sono stati gli spiriti delle piante a comunicare con loro; ovviamente gli spiriti delle piante vengono incontrati dagli sciamani nelle loro esperienze in stato di coscienza alterato. 
Secondo Graham Hancock, autore di Sciamani (nell'originale inglese il titolo è Supernatural, ovvero soprannaturale) l'accesso a questo "mondo altro" attraverso il raggiungimento di trance sciamaniche (spesso indotte dal consumo di funghi o altre sostanze vegetali psicoattive) ha permesso all'uomo di affrontare un'improvvisa e rapida evoluzione culturale.






Addendum: quanto al serpente ed all'albero della vita, alla fine dell'articolo precedente, ho fatto una congettura, ovvero che tale locuzione traesse origine dalle visioni di spiriti pianta che si tramutano in serpenti, spiriti che secondo gli sciamani forniscono delle conoscenze ineguagliabili, ma anche forse dallo stesso DNA (che si può simboleggiare come due serpenti intrecciati).
Nella Genesi è scritto (capitolo 3 versetto 22):
[22]Il Signore Dio disse allora: «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!». [23]Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
Da notare la frasi "è diventato come uno di noi": se davvero il Dio creatore di cui si narra fosse "l'Atissimo e Onnipotente buon Signore" come potrebbe mai l'uomo mangiando un frutto diventare come UNO DEGLI DEI? Forse questi dei di cui si parla sono tutt'altro che onnipotenti, e sicuramente molto gelosi ed invidiosi del proprio sapere e del proprio potere, della propria posizione di supremazia, che non vogliono che l'uomo diventi immortale come loro, giacché a quanto pare l'albero della vita fornisce quanto occorre a divenire immortali: forse la Genesi vuole indicarci che una manipolazione del DNA (albero della vita?) consente di prolungare a dismisura la nostra vita?
In ogni caso il testo recita Dei, al plurale, senza alcuna ombra di dubbio. La Bibbia afferma testualmente "diventato come uno di noi"; noi, gli Dei, al plurale. Ed in effetti nella Genesi per indicare la divinità creatrice viene utilizzato il sostantivo Elohim, parola plurale che significa Dei, e che ha creato non pochi problemi ai traduttori cristiani che hanno cercato di ricondurre tale racconto ad un rigido monoteismo. La Genesi d'altronde ricalca i miti mesopotamici della creazione, miti che descrivono la creazione dell'uomo da parte di un gruppo di Dei, e in fondo anche quando la religione ebraica si è evoluta verso l'adorazione di un unico Dio non per questo è diventata una religione realmente monoteistica, bensì monolatrica, ovvero che professa l'adorazione di uno solo tra i tanti dei esistenti.
L'Antico Testamento non insegna infatti a credere in un solo Dio buono e premuroso nei confronti di tutto il genere umano, bensì ad adorare un solo Dio, il dio di Israele che viene contrapposto agli altri dei stranieri. Tra questi dei stranieri è da notare il dio Baal (da cui poi deriverà la parola Belzebù) una delle divinità principali dei Cananei (il popolo cui gli ebrei , secondo il racconto biblico, rubarono la terra con l'appoggio del sanguinario Dio di Israele).
Ma chi era poi quelo Baal? Baal è una parola che deriva da El (Potenza), il nome di uno degli dei adorati nella mesopotamia, El, parola che viene utilizzata nella Bibbia stessa per indicare stesso Dio, El che ha per plurale Elohim (Le Potenze) che troviamo nella stessa Genesi per indicare gli Dei,  El che ha per femminile Elat, El che condivide la stessa radice semantica della parola araba Allah.
Per chi non avesse ancora compreso bene come religioni vengano utilizzate per dividere e contrapporre gli uomini facendoli ammazzare tra di loro in guerre senza alcun senso.


Per approfondimenti vedi gli articoli:
http://www.nibiru2012.it/forum/spiritualita/amanita-muscaria-potrebbe-essere-il-frutto-proibito-139687.0.html
http://www.samorini.it/doc1/sam/plainco.htm
http://it.paperblog.com/l-albero-fungo-di-plaincourault-e-di-saint-savin-sur-gartempe-di-gianluca-toro-215827/
http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?idd=8619458
http://www.duepassinelmistero.com/Homoselvadego.htm
http://cristianesimoprimitivo.forumfree.it/?t=28957422

http://it.scribd.com/doc/64245256/Funghi-allucinogeni-Studi-etnomicologici

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